Grounded di Seth StevensonIl giro del mondo non è esattamente una novità nell’universo della letteratura di viaggio. Seth Stevenson, l’autore di Grounded, lo sa bene e lo ammette senza vergogna nell’introduzione del suo libro. Ma non si smette di scrivere (o leggere) storie perché sono storie già conosciute, vero? Appunto.
Scriviamo e leggiamo per motivi (molto) personali. Quelli di Seth? L’urgenza di evadere dalla sua vita di Washington, urgenza che condivideva con la sua ragazza Rebecca. I miei, di motivi per ordinare su Amazon.com e divorare nel giro di tre giorni Grounded? Dimostrare a me stessa che là fuori c’era un uomo qualunque che aveva mollato casa e lavoro per realizzare un sogno. Alle volte, tutto ciò che ci serve è qualcuno di fronte a noi che ci dica: io l’ho fatto.

Diviso in 10 tappe/capitoli, Grounded è il resoconto del viaggio che Seth ha intrapreso insieme a Rebecca partendo da Washington, Stati Uniti e ritornandoci 4 mesi più tardi dopo aver attraversato 2 oceani, l’Europa, la Russia, la Cina, la Thailandia e l’Australia senza mai prendere un aereo. Le ragioni di questa singolare (ma sempre più condivisa) scelta, Seth le spiega (sempre) nell’introduzione al libro – che abbiamo tradotto – ma sono le stesse di Tiziano Terzani, che ne parlava molti anni prima di Seth nel suo Un indovino mi disse: «Il viaggio in treno o in nave, su grandi distanze, m’ha ridato il senso della vastità del mondo e soprattutto m’ha fatto riscoprire un’umanità, quella dei più, quella di cui uno, a forza di volare, dimentica quasi l’esistenza».

Così Seth parte da Washington, arriva a Philadelphia e lì si imbarca su una nave mercantile diretta al porto di Antwerp, Belgio. Una nave mercantile, avete capito bene: perché anche le navi da crociera non si addicono alla definizione di viaggiare di Seth. E tra tutti i capitoli del libro, forse questo rimane il più toccante e originale: un viaggio dentro il cuore di una nave fatta per trasportare cose, in cui non esistono diversivi per turisti e dove ci si ritrova a osservare il mare, anzi, l’oceano, per ore, senza scorgere altro attorno a sé, in un deserto blu privo di connessioni con il resto del mondo. Ma il cargo è solo il primo dei mezzi che Seth e Rebecca usano: si troveranno sul treno transiberiano Mosca-Yekaterinburg da cui a ogni stazione i russi saltano giù per correre ad acquistare l’ennesima bottiglia di vodka, scaleranno in bici le colline verdissime e fitte di risaie che li portano da Hanoi a Bangkok e – con mia grande invidia – attraverseranno l’outback australiano su un auto pagata zero perché da consegnare a un autonoleggio di Brisbane.

Con un ritmo serrato – forse addirittura frenetico, in certi punti – Seth regala a chi legge Grounded un assaggio del mondo visto non dall’aereo ma da terra: in autobus scomodi, su bici faticose da condurre, in traghetti inquietanti e su treni rapidi, puntuali e silenziosi come solo quelli giapponesi sanno essere. Se la velocità di crociera di un aereo si presume sia sempre, più o meno, la stessa, quella di chi viaggia con i piedi ben piantati a terra non può esserlo. E questo fa tutta la differenza del mondo.

Seth Stevenson
Grounded: A Down to Earth Journey Around the World
Riverhead Trade (2010)
Amazon.com | Play.com

(La foto in alto e in home page è stata scattata da Chris sulla strada per Húsavík, in Islanda)