NoBordersMagazine, come avrete notato, si è fermato qualche giorno per darci il tempo di fare ciò che amiamo più di ogni altra cosa: abbiamo chiuso i laptop, staccato la spina alle lucine di Natale, fatto gli zaini e siamo partiti. Alcuni di noi non sono ancora tornati, altri, come me, sono arrivati ieri alla Stazione Centrale di Milano avvertendo, appena messo piede in suolo lombardo, l’impellente desiderio di ripartire.

Così, appena svuotato lo zaino e fatta la lavatrice, mi sono messa a pensare a quali potrebbero essere i buoni propositi del 2011, per un viaggiatore.

Ecco i 10 che ho scelto e che, con il permesso dei miei compagni di viaggio virtuali, spero riusciremo a conquistare, un viaggio alla volta.

  1. Quando è possibile, viaggiare in treno o in autobus: e non lo dico solo perché sono appena tornata da una splendida 8 ore Francoforte-Milano, ma perché quella ‘tirata’ mi è costata metà del volo corrispondente e mi è piaciuta di più. Come si sa, le ferrovie tedesche e svizzere sono efficienti e puntuali, ogni tanto Trenitalia fa qualche offerta interessante (Milano-Parigi-Monaco-Berlino-Barcellona) e stanno aumentando le compagnie di autobus organizzate con lo stesso sistema low-cost delle compagnie aeree (vedi alla voce Megabus negli UK).
  2. Boicottare definitivamente i trolley: a proporlo non è una integralista dello zaino in spalla, ma una viaggiatrice stufa di inciampare in automi immersi nei loro iPhone 4 che trascinano i loro trolley trasformandoli in ostacoli a rotelle. Un trolley, se lo vuoi proprio usare (e ci sono tanti motivi per non farlo), devi anche saperlo guidare. E ‘guidare’, sì, è la parola chiave della frase.
  3. Leggere letteratura di viaggio (migliore di Mangia, prega, ama): e se avete già letto tutti e 100 i libri di viaggio che vi abbiamo consigliato qualche tempo fa, potete sempre spulciare tra la migliore narrativa di viaggio del 2010 selezionata da WorldHum. Nella mia lista personale ci sono, al momento: L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, The Zinester’s Guide to New York City & Portland (un bell’esperimento di micropublishing su cui torneremo più avanti) e The Roads Taken di Fred Setterberg.
  4. Imparare una nuova lingua: non c’è bisogno che elenchi gli evidenti motivi per cui imparare una lingua è un ottimo proposito. Aggiungo solo una cosa: per farlo non è necessario pagare un occhio della testa per corsi, scuole o lezioni private. Se la vostra scelta è l’inglese io punterei tutto sul trinomio cinema+libri+musica, se come me volete sistemare il vostro spagnolo basta aprire il sito della Radio Nacional de España, scaricarvi qualche podcast (io ho scelto quelli della trasmissione di viaggi Nómadas) e ascoltare sul vostro iPod, se invece siete principianti questo è un ottimo sito di partenza per moltissime lingue.
  5. Scoprire un angolo nuovo della nostra città: sarà perché non siamo mai andate particolarmente d’accordo, ma io di Milano conosco solo le attrazioni principali (anche se non sono mai stata in cima al Duomo: scandalo, e non ho mai visto il Cenacolo, doppio scandalo!). Quindi, uno dei miei propositi sarà scoprire un posto nuovo di Milano a settimana. Nuovo per me, ovviamente. Il proposito è applicabile ovunque. Se poi avete voglia di raccontare le vostre scoperte, sapete dove scriverci.
  6. Viaggiare da soli più spesso: quando ci muoviamo in compagnia di altri non mettiamo mai veramente alla prova la nostra capacità di adattarci a nuove situazioni e, soprattutto, non ci mettiamo mai davvero in gioco. Spostarsi da soli – anche solo per un weekend – significa esporsi, rendersi vulnerabili e, soprattutto, più recettivi all’ambiente e alle persone che ci circondano. Praticamente  l’HD + Dolby Surround dei viaggi. E senza commento fuori campo di Licia Colò.
  7. Inventare nuovi modi di viaggiare: chi l’ha detto che per viaggiare dobbiamo per forza spostarci da un punto A a un punto B? Possiamo farlo cucinando un piatto diverso rispetto alla solita patriottica pasta (la cucina italiana NON è la migliore del mondo), oppure tornando a leggere libri per bambini (consiglio spassionato: Nel paese delle creature selvagge di Maurice Sendak o la sua versione romanzata firmata da Dave Eggers). Basta usare la fantasia. E anche quello, di viaggio, conta.
  8. Viaggiare al di fuori del familiare: e per familiare non intendo il soggiorno di casa. Cosa ci mette a disagio? Quale situazione ci spaventa? Che luoghi evitiamo? Un buon proposito per il nuovo anno è fare come fanno le capre: forzare a testate i propri limiti. Uno alla volta, mi raccomando.
  9. Trascorrere almeno una notte al mese fuori dalla nostra città: valgono le gite fuori porta, l’alpinismo, i pigiama party in Veneto a casa di ex coinquiline e le visite di cortesia ad amiche all’estero. Vale tutto: l’importante è andare. E alla fine ci si prende anche gusto.
  10. Visitare almeno un posto nuovo: mio fratello sosteneva che c’è sempre tempo per vedere un posto due volte. Quindi, meglio non ripetersi nel breve termine e scegliere per il 2011 una nuova destinazione. Per me la scelta, quest’anno, sarà tra Alaska, Australia e Stati Uniti. Per voi?
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  • Sceglierei l’Alaska (che poi è Stati Uniti anche quello eh) anche se in California ho lasciato il cuore!

    Anche io mi propongo sempre di visitare uno o due posti nuovi sia nel mondo che in Italia:
    per l’estero ho già trasformato in realtà il proposito (Giappone, ma spero di aggiungere un altro posto). Per l’Italia devo davvero andare in Sicilia, colpevolmente mai visitata.

  • Ottimo consiglio Diletta! Grazie mille, aaaanzi: non è che ti andrebbe di scriverci qualcosa? 😛 Lo so che hai un debole per le parole…

  • faccio solo un commento: non affidatevi agli autobus negli USA se avete necessità di arrivare puntuali. Tutte le compagnie che ho provato finora (Megabus versione USA inclusa) hanno sempre fatto almeno un’ora di ritardo, a meno di non viaggiare ad orari impossibili (=notte). Ovviamente sono un’alternativa MOLTO economica a tutto il resto, ma calcolate sempre un margine di ritardo 😀

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