Viaggiare da soli può essere un’esperienza molto intensa. Ci si può trovare in situazioni estremamente piacevoli,  come estramente sgradevoli; si può desiderare di non tornare mai più indietro o si può maledire il giorno che si è chiuso lo zaino e si è partiti. Quelli che seguono sono consigli molto semplici, basati ovviamente su alcune esperienze personali. In ordine rigorosamente sparso, ecco le 10 regole:

1_LA GUIDA: una guida aggiornata ed esaustiva potrà togliervi d’impiccio in molte situazioni. le più banali sono quelle che riguardano la ricerca di un posto da dormire o mangiare o visitare. il resto verrà da solo, leggendo in giro, curiosando qua e là, ma almeno i primi giorni, la guida sarà una buona compagna di viaggio. (E’ bene sapere che le guide scritte da autori inglesi spesso tendono a sopravvalutare i ristoranti, tenentelo presente)

2_SCRIVERE: portatevi da scrivere. un taccuino, un quaderno, carta da lettera. scrivete per appuntarvi cose che vedete, cose che magari finirete per dimenticare. scrivete lettere, lettere di carta, per raccontare quello che state vivendo. vi aiuterà a passare il tempo quando inevitabilmente incontrerete qualche momento di calma piatta.

3_LIBRI: portatevi più di un libro. nella mia esperienza vi dico di portarne almeno uno bello grosso, uno che magari avete sempre lasciato indietro, uno voluminoso che vi metteva paura, per la cronica mancanza di tempo. viaggiando da soli il tempo si dilata e troverete tutto il tempo necessario per leggere, non solo: ma lo finirete prima di quanto possiate immaginare. sempre nella mia esperienza, vi dico di portarne almeno 3/4 per 2 settimane.

4_VICTORINOX: il celeberrimo coltellino multiuso vi aiuterà in molte occasioni.  anche se non siete McGyver. Fidatevi.

5_PIANI: preparatevi un PIANO A di quello che volete fare, quello che volete vedere e dove volete andare. Non siate troppo rigidi però, lasciatevi trasportare dagli eventi, lasciate l’opportunità ai PIANI B di entrare nel vostro programma, potranno rivelarvi incredibili momenti.

6_TEMPO: non abbiate fretta. non correte per prendere un autobus (a meno che non sia l’ultimo e rischiate di rimanere bloccati in una landa desolata per 24 ore senza cibo nè acqua). uno dei grandi vantaggi di viaggiare da soli è che si ha un sacco di tempo senza dover dipendere da nessuno se non noi stessi. dormite al mattino fino a tardi se vi va, non succede nulla. O alzatevi presto al mattino se ve la sentite. Prendetevi tutto il tempo, insomma.

7_META: viaggiare da soli è generalmente un’esperienza intensa e piacevole. Resta comunque una buona regola scegliere una meta adeguata. Evitate le località prese d’assalto dalle masse, specie la sera le fiumane di persone potrebbero mettervi a disagio. Meglio le Orcadi che le Baleari, in linea di massima.

8_COMUNICAZIONE: siate aperti alla comunicazione. Viaggiare da soli significa incontrare altri viaggiatori, spesso solitari come voi. Offrite il vostro aiuto se serve, condividete cibo, informazioni. Non siate timidi a chiedere o a scambiare due chiacchiere con chi sta aspettando la corriera delle 6.35 del mattino con voi. In ogni caso se vi accorgete che state cercando di attaccare bottone con chiunque vi capiti a tiro, coppie in luna di miele, gruppi di ottuagenari in vacanza premio, raduni di Harleysti over 55, ecco, forse non è il viaggio giusto per voi.

9_MARGINI: se il vostro sguardo è attratto da un cartello in mezzo al niente, da un volantino, un annuncio su un giornale locale o più banalmente una brochure sul banco di un B&B, non esitate e lasciatevi trasportare. Queste piccole attrazioni marginali saranno meno sfolgoranti di famosi monumenti o decantati paesaggi, ma vi potranno regalare esperienze che in pochi avranno fatto.

10_CAMMINARE: per i grandi spostamenti ci saranno gli autobus, i treni, persino gli aerei o le navi. traghetti, biciclette o auto. Ma appena vi sarà possibile camminate. Misurare lo spazio a piedi, sentire il paesaggio intorno a voi vi permetterà di gustare il vostro viaggio in solitario fino in fondo. Camminate, camminate più che potete.

Corollario di Salomon: ricordarsi di avere scarpe comode, molto comode.

la foto è stata scattata in un motel di Sudbury, Ontario.

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  • io sono un po’ catastrofista e iper prudente. Quindi al primo consiglio aggiungo anche, se per voi è possibile e siete in un paese un po’ “complicato”, di scegliere una guida in inglese. In questo modo sarà più facile indicare i nomi e i luoghi e per la gente che incontrerete sarà più facile comprendere quello che cercate.
    E poi anche farsi una bella fotocopia dei documenti, scansionarla e lasciarla da qualche parte su internet, in caso d’emergenza.
    Ora che vi ho messo paura sottoscrivo tutto il resto e il commento di Patrick. 🙂

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  • Patrick, a me la cosa che piace di più del viaggiare da sola è il senso di vertigine che hai a ogni incrocio, a ogni scelta, a ogni svolta, a ogni fine giornata. La sensazione che con ogni passo tu stia determinando il tuo viaggio, da solo, senza discussioni e compromessi. Quindi condivido tutto quello che hai scritto, anche il consiglio sulle parole da imparare 🙂

  • Tutto vero e utile. Sono tre gli aspetti più belli del viaggiare soli, a mio avviso. Innanzitutto, il più evidente: l’indipendenza, il senso di libertà, l’assenza di tempi, costrizioni. Poi, c’è l’immersione completa in una cultura, in un altro paese, in un altro mondo: può capitare di non parlare la propria lingua per settimane. E questo aspetto è collegato direttamente al terzo: se si è in coppia, in tre, in quattro, si forma – è inevitabile – un gruppo che tende a escludere ciò che è intorno, anche solo per l’uso della lingua. Soli si è aperti al mondo, all’incontro, senza contare che si suscita curiosità, specie se si viaggia in luoghi che non vivono grandi flussi turistici.
    Qundi aggiungerei un undicesimo consiglio: se è possibile provate a apprendere alcune semplici parole nella lingua del paese in cui viaggiate. Sarete ampiamente ripagati da questo atto d’umiltà.
    buon viaggio!