House-sitting: che cosa vuol dire?

House-sitting è come baby-sitting o dog-sitting, solo che invece di prendersi cura di un bambino o di un cane ci si prende cura di una casa. In genere gli accordi per house-sitting si fanno tra amici e parenti, ma ci sono anche siti specializzati come Mind My House dedicati a far incontrare chi cerca e chi offre, e a volte la posizione di house-sitter può essere retribuita come il lavoro di un portiere/caretaker. Sempre più spesso, chi viaggia per abitudine per periodi medio-lunghi cerca qualcuno che si prenda cura di casa e, sempre più spesso, certi viaggiatori si avvalgono della possibilità di soggiornare gratuitamente in una casa vera e propria, piuttosto che in albergo, B&B, ostello, etc.

Quali sono i vantaggi per chi offre casa?

House-sitting è una pratica molto usata particolarmente nelle grandi città, o nei posti isolati. In primo luogo perché una casa abitata è un ottimo deterrente per malintenzionati: si sa che i ladri professionisti osservano le abitudini e i ritmi quotidiani delle proprie vittime, aspettando il momento in cui li vedono partire con le valigie strapiene. In secondo luogo, perché se per caso c’è qualche problema di mantenimento nella casa temporaneamente vuota (tubature rotte, fusibili bruciati, etc), particolarmente se un po’ fuori da grossi centri urbani, chi parte non lo verrebbe a sapere fino al momento del ritorno a casa, e la sorpresa che toh, mentre eravamo in Thailandia a prendere il sole è bruciata la casa non piace a nessuno. Avere un house-sitter significa che mentre voi siete via c’è qualcuno che riceve la posta, innaffia le piante, dà da mangiare al cane Stanley e alla gatta Stella, tiene il riscaldamento acceso nei giorni freddi (evitando quindi che si formi il ghiaccio nelle tubature dell’acqua), e vi può avvisare in caso di emergenze/problemi.

Quali sono i vantaggi per chi si offre come house-sitter?

Il principale vantaggio è chiaramente quello di avere un posto dove stare, gratis, in un’altra città o paese, in campagna, al mare, in montagna. Questo significa intanto un enorme risparmio economico, particolarmente per soggiorni medio-lunghi (dalle due settimane a vari mesi). Se per caso siete scrittori, traduttori, o lavoratori freelance che hanno il vantaggio di poter fare il proprio lavoro ovunque, proporvi come house-sitters potrebbe offrirvi la possibilità non solo di uno spazio nuovo per stimolarvi a scrivere, fare ricerche sul campo, o riattivare la vostra vena creativa, ma soprattutto di fare le prove generali di come sarebbe vivere in altro posto, lontano da casa. Filosoficamente parlando, il vivere altrove risveglia la nostra attenzione verso cose che magari a casa sono diventate routine e nemmeno tanto piacevoli. Praticamente parlando è anche utile per aiutarvi a decidere se davvero quel piano di mollare tutto e andare a fare la scrittrice a Parigi/ l’eremita a Monte Athos/il piadinaro sulla spiaggia di Copacabana è bello ed è fattibile davvero, o se è solo una fantasia.

Ovviamente, come in tutte le relazioni umane, le regole devono essere chiare e semplici fin dall’inizio, specialmente per evitare disguidi tra amici e parenti. Ecco qui una breve serie di consigli verso un “Galateo” per house-sitters.

Le regole per chi lascia casa

  1. Concorda fin dall’inizio con gli house-sitters che cosa ti aspetti che facciano per te nel periodo in cui sei via: aprire la porta al postino e firmare per eventuali pacchi, raccomandate etc, o anche andare a ritirare cose all’ufficio postale? Rispondere al telefono e prendere messaggi da comunicare ai padroni di casa, o fare finta di niente? L’importante è che gli accordi siano stipulati chiaramente e sottoscritti da entrambe le parti.
  2. Lascia la casa come vuoi trovarla: pulita e in ordine. Lascia lenzuola e asciugamani puliti, butta via la spazzatura, e svuota il frigorifero di cibi deperibili – a nessuno piace l’odore di quella triste banana annerita che è lì da due settimane, e la banana non provvederà da sé a sparire appena arriveranno gli house-sitters. (E no, non la considereranno come un omaggio di benvenuto.)
  3. Lascia istruzioni chiare e concise per cose specifiche (riscaldamento, boiler, lavatrice, lavapiatti, etc) in posti ben visibili. Se per caso hai ancora i libretti di istruzione dei vari elettrodomestici è ottima cosa lasciare anche quelli. Non c’è bisogno di spiegare come accendere la televisione, ma se per caso bisogna fare la caccia al tesoro per trovare l’interruttore del forno perché è nascosto dietro al tostapane, o di dare un calcio ben assestato in basso a destra per far partire la lavatrice, una spiegazione potrebbe essere utile. (NB: Non mettere un post-it su ogni cosa per spiegarne la funzione. Se pensi che questo sia normale vai a farti vedere da uno specialista in manie ossessivo-compulsive.)
  4. Metti via qualsiasi oggetto che non vuoi che i tuoi house-sitters vedano, tocchino, spostino, usino, eventualmente rompano. Questo vale sia per cose preziose (la bottiglia di Sassicaia che ti hanno regalato per il matrimonio, la cristalleria della nonna Concetta) che per cose private (inclusa la boîte à cochonneries che tieni sotto al letto – è perfettamente normale averne una, ma se i tuoi ospiti la trovassero sarebbe imbarazzante per te quanto per loro).
  5. Lascia i tuoi contatti: numero di cellulare, e-mail (se sai che la controllerai mentre sei via), indirizzo, numero di telefono dell’hotel dove soggiornerai – è importante che gli house-sitters riescano a mettersi in contatto con te se necessario.
  6. Se lasci anche animali in affido agli house-sitters, spiega chiaramente le loro abitudini più importanti (orario dei pasti, uscite quotidiane, che cosa mangiano e quanto, etc). NB: Quando si lasciano animali domestici con estranei per un periodo lungo è sempre consigliabile fare una prova prima di partire definitivamente. Invita i tuoi house-sitters a stare in casa tua per un weekend e vedi come reagiscono cani, gatti, pesci rossi, boa constrictor, etc. Se per caso quando torni Stanley piange e non mangia per tutto il weekend, Stella graffia tutte le porte di casa, Nemo si suicida per solitudine, e Raskolnikov è nascosto nella sua teca con faccia colpevole perché ha ingoiato il cugino Matteo che fungeva da house-sitter, beh, forget about it, è meglio mandarli a una pensione per animali.

Le regole per gli house-sitters

  1. Prendi accordi con i padroni di casa e assicurati che le tue mansioni siano chiare. Non fare né di più né di meno di ciò che hai concordato con loro: se hai preso l’incarico di ritirare eventuali pacchi e raccomandate dall’ufficio postale non c’è bisogno poi di aprirli e comunicarne i contenuti ai padroni di casa. A meno che non ti sia stato chiesto espressamente di farlo la cosa sa più di ficcanaseria che di gentilezza. Ci sono eccezioni: se non ti hanno dato istruzioni esplicite riguardo all’innaffiare le piante ma con un bicchiere d’acqua puoi salvare la vita al basilico agonizzante in cucina, usa la testa: molto probabilmente non è una punizione per il basilico, è solo che i padroni di casa se ne sono dimenticati.
  2. Lascia la casa come l’hai trovata: pulita e in ordine. Quando sei un house-sitter non sei in albergo e non puoi trattare i padroni di casa come se fossero al tuo servizio. Questo significa lasciare un livello di pulizia più o meno adeguato alla durata della tua permanenza: se sei stato due settimane nessuno si aspetta che tu lucidi l’argenteria, ma in due settimane il bagno e la cucina si sporcano, i pavimenti vanno spazzati e lavati, una spolverata a scaffali e mobili è consigliabile, lenzuola e asciugamani si possono mettere in lavatrice. Se stai per vari mesi è bene pulire e riordinare regolarmente, più di quanto faresti a casa tua.
  3. Non mangiare o bere quello che è stato lasciato dai padroni di casa, a meno che tu non abbia ricevuto istruzioni precise in merito. Eccezion fatta per zucchero, sale, pepe, etc. che si possono usare e poi rimpiazzare con gli stessi identici prodotti, non sai mai se per caso la bottiglia di vino rosso che ti sembra un Tavernello qualsiasi è in realtà un pezzo unico acquistabile esclusivamente in un villaggio del sud della Francia, o se è un omaggio del Principe di Galles in persona per servizi alla Corona d’Inghilterra.
  4. Usa una carta telefonica per le telefonate a numeri internazionali, cellulari, o anche locali. In genere ormai molti contratti telefonici hanno una tariffa flat che rende certe telefonate gratuite (specialmente le telefonate urbane ai numeri fissi), ma a meno che non ti sia stato detto espressamente che puoi telefonare a questo, questo o quest’altro tipo di numero gratuitamente, o in un prezzo compreso nelle bollette che i padroni di casa pagherebbero comunque, è meglio prendersi la responsabilità del costo delle comunicazioni. Sull’uso di internet è bene mettersi d’accordo a priori (vedi punto 1.); in genere anche un abbonamento internet si basa su tariffe flat, e per esempio in Gran Bretagna il 90% delle case ha un suo network wireless utilizzabile dagli inquilini. Assicurati che i padroni di casa ti lascino la password per il network. Negli USA è molto più facile trovare reti wireless aperte.
  5. Mantieniti in contatto con i padroni di casa: è cortesia far sapere quando sei arrivato e quando stai per partire, ed è assolutamente necessario in caso di emergenza. Non si aspettano un poema quotidiano, ma un breve messaggio sms/email/telefonata ogni tanto fanno piacere, specialmente se sei in compagnia dei loro animali.
  6. Lascia un biglietto, una banconota e piccolo regalo a ricordo della tua permanenza. Niente di grosso e impegnativo, giusto un piccolo gesto per ringraziare e salutare: una bottiglia di vino, una scatola di cioccolatini, un libro, qualcosa che sai che potrebbe piacere. La banconota è intesa come contributo per coprire le spese del periodo della tua visita, ma è principalmente un gesto simbolico, quindi non ti preoccupare troppo dei costi effettivi.

Dopo aver letto questa lista sembrerà quasi che il lavoro dell’house-sitter sia molto impegnativo ma non lo è quasi per niente, anzi, è un’esperienza interessante e molto piacevole ad alti vantaggi e sforzo zero. Ricorda che queste persone ti stimano tanto da aprire casa loro e lasciarla nelle tue mani, e che la gratitudine per un’opportunità offerta da un amico non è quasi mai mal posta.

Stessa cosa vale per chi torna a casa: è un amico chi rispetta i nostri luoghi cari e se ne prende cura in nostra assenza, ed è bene ringraziare e far sapere che siete stati contenti della sua permanenza, magari mandando una cartolina a sorpresa, o invitandolo a cena al prossimo incontro.

Irene Musumeci vive a Londra, e insegna letteratura e cinema all’università. Ha abitato a Bologna, Madrid, Ciney, Parigi, Dublino, e Washington DC, un po’ come studente, un po’ come house-sitter, e un po’ come compagna di appartamento ideale perché – sebbene metta post-it dappertutto – ama moltissimo fare le pulizie. Irene ha un Tumblr e collabora con JunkiePop.com. Per il problema dei post-it è in cura presso un’ottima analista.

La foto in alto e in home page ritrae un punto croce in islandese fatto a mano da Maura e in vendita sul suo etsy shop.