Settimana scorsa abbiamo inaugurato una serie di post dedicati a dove dormire quando viaggiamo. E non potevamo non iniziare con il dormire gratis. Il motivo è facile da intuire: nessuno, di fronte a un letto gratis, si tirerebbe indietro. E se si parla di dormire senza spendere un soldo, il primo nome a venirci in mente è CouchSurfing, un network da 2.5 milioni di iscritti: gente che, per intenderci, presta divani / letti / futon o, viceversa, cerca divani / letti / futon. Gratis.

Strano a dirsi, alla fine il ‘gratis’ è l’aspetto meno importante del couchsurfing, che è prima di tutto un mezzo perfetto per incontrare gente del posto, fare nuovi amici ed esplorare le città o i paesini in cui si fa tappa con l’aiuto di chi ci vive e li conosce come le sue tasche.

A compilare una guida esaustiva e a prova di principiante ci ha pensato Paolo di Dromorama, che ha usato il couchsurfing sia per il suo primo viaggio (vedi alla voce la francigena contro mano) sia per l’ultimo (da Terni a Cambridge in vespa). La guida integrale è disponibile qui, noi per comodità la riassumiamo per punti.

  1. Cercare un divano: il funzionamento del sito è semplice. «In fondo alla pagina di ricerca si seleziona dal menu il continente, poi la nazione, poi la regione e infine la città desiderata», spiega Paolo, «Si può raffinare la ricerca selezionando disponibilità, sesso, età, esperienza o ampliando il raggio di ricerca di un certo numero di km attorno alla città». Cosa fondamentale da sapere: «Il rapporto tra gli utenti che vengono in contatto non è contrattualistico: nessuno è tenuto a ospitare chi ci ha ospitato e ognuno è libero di utilizzare la risorsa come meglio crede (la propria scelta viene segnalata da apposite icone che appaiono in cima al profilo): solo per ospitare, solo per viaggiare, solo per prendersi un caffè e dare una mano ai viaggitori o, nella più arricchente e auspicabile delle ipotesi, per tutte queste attività insieme». Dopo ogni ‘surfata’ si riceve una recensione, e si fa una recensione di chi ci ha ospitati (o di chi abbiamo ospitato), un po’ come un eBay dell’accoglienza. «Più surfiamo e più referenze abbiamo; più referenze (positive) abbiamo e più sarà facile essere accettati o contattati».
  2. Il profilo personale e la richiesta di ospitalità: ovviamente, per chiedere ospitalità a un utente, bisogna iscriversi a CS e creare un profilo personale. La regola fondamentale a detta di Paolo è una: «Più è dettagliato, ricco, originale e sincero e più sarà facile per i vostri ospiti fidarsi e sentirsi incuriositi». Al momento di mandare la propria richiesta di ospitalità vale la regola del CV: niente richieste preformattate spedite in massa, niente copia e incolla: noi per primi non vorremmo riceverne. «Siate ironici, cercate di sorprendere dalla prima riga, non dovete cercare un hotel ma un potenziale amico: immaginate quante richieste può ricevere un surfer di Parigi o Istanbul durante la stagione turistica». Anche il couchsurfing ha la sua alta stagione, dopotutto.
  3. Surfare e ospitare: discrezione, rispetto, riconoscenza e capacità di adattamento sono i prerequisiti di un perfetto couchsurfer. Perchè? Come scrive Paolo: «Il patto prevede solo ospitalità. Nient’altro. Tutto quanto di più venga offerto è da considerarsi un gradito extra. Se il vostro ospite vi propone un giro in città o un incontro con amici, accettate e siate partecipi, è il solo modo che avete per sdebitarvi». Altrimenti: «Avolte è meglio un ostello se non si ha voglia di lavorare su un incontro». Conoscere i propri limiti, insomma. E rispettare quelli altrui.
  4. Gruppi e comunità: come molti altri siti, anche CS ha una sezione dedicata a gruppi/comunità. Ci sono i gruppi di fotografia, di running, di maratoneti, di amanti del sushi ecc. Ovviamente i più utili sono quelli locali / regionali. A cosa serve iscriversi ai vari gruppi? A conoscere gente affine, che diamine! «C’è un sottile filo rosso che unisce persone che aprono casa loro a sconosciuti e han voglia di cucinare un piatto di pasta per un backpacker che passa di lì».
  5. Controversie: anche CS ha i suoi aspetti negativi. Dalla verifica dell’identità agli attacchi di autoritarismo. Basta esserne consapevoli, giusto?
  6. Alternative: ci sono almeno 2 alternative a CS. La prima è Hospitality Club, una comunità che per molto tempo è stata più popolare di CS ma che poi si è spaccata e ripiegata su se stessa per problemi interni e di gestione. La grafica del sito è quasi fastidiosa, ma conosco persone che hanno viaggiato per mezza Europa utilizzando HC e trovandosi sempre bene. La terza opzione, nata come costola di HC, è BeWelcome. Come scegliere? Il nostro consiglio è visitare i siti, leggere le FAQ, navigare i profili degli utenti e cercare di capire quale ci ispira più fiducia. Una comunità, poi, non esclude l’altra.

Il couchsurfing, comunque, è solo uno dei tanti modi per chiedere (e ottenere) un letto gratuitamente.

Vediamo rapidamente alcune alternative:

  1. Servas: network internazionale di viaggiatori legati ai temi della pace fondato nel 1949 dal pacifista americano Bob Luitweiler. Chi si iscrive lo fa non per avere un letto gratis ma per condividere il proprio soggiorno con persone con gli stessi ideali di pace e fratellanza. Come funziona? Per iscriversi bisogna sottoporsi a un incontro di conoscenza con un coordinatore regionale o local help, l’iscrizione non è gratuita ma il sito ufficiale italiano non specifica la cifra richiesta. Una volta iscritti, si potrà ospitare o essere ospitati, diventando Porta Aperta (chi ospita), Day Host (chi non può ospitare ma si offre per informazioni e accoglienza) o Viaggiatore (chi vuole essere ospitato). Si può essere anche Ospitante e Viaggiatore, ovviamente. Al momento dell’iscrizione si riceve una lista di iscritti, a cui chiedere ospitalità in Italia. E per l’estero? Il coordinatore locale / regionale fornisce a ogni iscritto una lettera di viaggio (deliziosamente rétro, dobbiamo riconoscerglielo) con dati, foto e credenziali, da presentare agli ospitanti esteri.
  2. WWOOF: non è un’emanazione del WWF, ma è l’acronimo di World Wide Opportunities on Organic Farms. E la parola chiave è farms, alias fattorie. Esatto: contadini e allevatori di tutto il mondo mettono a disposizione un letto nelle loro fattorie in cambio… di lavoro. Il network è internazionale, ma ogni nazione ha il suo sito dedicato (qui quello italiano). Anche in questo caso è prevista una quota d’iscrizione per accedere al database delle fattorie pronte ad accogliervi. Il wwoofing è una pratica che si sta diffondendo sempre di più, ma bisogna scegliere con massima attenzione le fattorie a cui fare richiesta: ci sono casi in cui diversi wwoofers si sono lamentati per le condizioni lavorative (troppo dure) o le condizioni di alloggio (spartane). Nota bene: molto spesso le fattorie ospitano i woofers in tenda. Il mio consiglio è di leggere le linee guida su ogni sito, leggere le recensioni delle fattorie e, una volta scelta la fattoria da contattare, essere il più chiari possibile sulle condizioni a cui si verrà ospitati e sul lavoro che si aspettano da noi. Per chi mastica l’inglese Matador ha elencato e spiegato le 4 domande fondamentali da fare prima di partire per un’esperienza di wwoofing.
  3. House-sitting e/o house-swappping: nel primo caso si fa da babysitter alla casa di qualcuno che, per vari motivi, dovrà assentarsi. Abbiamo già parlato dell’house-sitting nella nostra guida. Per quanto riguarda l’house swapping, la cosa è un po’ più complessa: qui non si tratta di essere ospitati o di fare da babysitter, si tratta di dare la nostra casa in cambio della casa di qualcun altro. Mi infastidisce particolarmente dirlo, ma ricordate il film L’amore non va in vacanza? Ecco, l’house-swapping è esattamente quello che facevano Cameron Diaz & Kate Winslet con le loro sobrie dimore. Per l’house-sitting il sito più popolare è MindMyHouse, seguito da HouseCarers, per l’house-swapping HomeExchange. Qui le modalità di iscrizione / interazione sono un po’ più rigide. Non è difficile intuire perchè.
  4. Dormire in aeroporto: compagnie come la RyanAir per mantenere competitivi i loro prezzi sono costrette a stabilire orari di volo improbabili. Per ammortizzare le spese di viaggio (soprattutto se si fa, per esempio, tappa a Londra per andare a Cork la mattina dopo all’alba) ho provato diverse volte a dormire in aeroporto. Premesso che Londra Stansted è l’inferno degli aeroporti, anche per questa ‘categoria’ di pernottamento c’è un sito molto divertente che recensisce gli aeroporti di tutto il mondo. Dormire in aeroporto non è la soluzione ideale ma permette di risparmiare. E poi ci si può cimentare in 101 cose da fare in aeroporto di notte, no?
  5. Dormire in treno: non è proprio gratis, nel senso che il biglietto del treno si presume che sia stato pagato. Ma dormire in treno – specialmente per chi si sta cimentando con un inter-rail – è la soluzione migliore per sfruttare fino in fondo le tappe del biglietto inter-rail risparmiando qualche euro.

Non ci stancheremo mai di ripetere che, in ognuno di questi casi, è cosa buona e giusta: lasciare il divano/la casa/il letto come l’abbiamo trovato, ringraziare chi ci ha ospitati (anche un piccolo regalo simbolico è benaccetto) e, per questioni di karma, sdebitarci come e quando possiamo.

Dimenticavo: tremate, la prossima puntata sarà dedicata al campeggio.

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La foto in alto e in home page è di Ryan Ritchie.

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  • Davide Esposito Adinolfi

    Purtroppo per me couchsurfing non ha funzionato, anche se forse per il mio tipo di viaggio :ho fatto 16 giorni in moto e in tenda in giro per l’Italia, senza darmi tappe e destinazioni precise, solo direzioni orientative e prendendo sempre strade secondarie.
    Quindi ogni sera mi trovavo in un posto diverso e imprevedibile. Preciso che era agosto ed ero in toscana, comunque senza un preavviso ragionevole non sono riuscito a farmi ospitare da nessuno, nonostante le richieste fossero personali e non preformattate. La maggior parte nemmeno mi ha risposto.

  • Ludovica Piccari

    ciao io non ero a conoscenza di questo sito..mi piacerebbe sapere come funziona…io andrò in brasile e mi piacerebbe trovare qualcuno disponibile 😀

  • leo

    bravissima

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  • giacomo

    io ho fatto couchsurfing in francia quest’estate e ha funzionato benissimo!
    mi permetto una correzione sull’interrail: con questo tipo di biglietto puoi viaggiare solo su treni regionali, cioè treni senza prenotazione, quindi esclusi i treni notturni di cui parla l’articolo. ovviamente si possono prendere, con un po’ di sconto e mostrando il biglietto interrail, ma la spesa extra di solito non rientra dei piani di chi fa questo tipo di viaggio. di solito si dorme in stazione, aspettando che riprendano i treni regionali al mattino presto, come mi è capitato tra amsterdam e berlino

  • Grazie!! infatti stavo pensando proprio ad un’esperienza di questo tipo…con amici 😉 per provare il Couchsurfing. Se mi decido ti faccio avere il resoconto dell’esperienza…a presto

  • ciao martina, essere titubanti è normale e anche avere qualche perplessità. il mio consiglio è di sceglierti, se usi couchsurfing, gli ospiti verificati e con più commenti positivi. magari provando le prime volte e essere ospitata assieme ad amici, così non fai l’esperienza completamente da sola 🙂

  • …io vorrei provarci ma sono un pò titubante perchè penso non sia totalemnet sicuro… in fondo chi conosce la gente che si offre di ospitarti…

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  • ciao Fabrizio, io sono iscritta dal 2006 tipo ma l’ho usato molto poco (ospitando quando vivevo in Romagna), Jacopo e Paolo, che hanno collaborato con noi con qualche post, sono i veri esperti. Volevi sapere qualcosa in particolare?

  • mi sono iscritto 2 anni fa al couchsurfing, ma non ho mai “attivato il servizio”

    Qualcuno ne ha esperienze?