InterRail… un viaggio che per me ha significato la liberazione dalle menate di tutti i giorni e la fine dei ricordi ossessivi, che mi ha fatto conoscere una delle persone più importanti dei successivi sei anni passati in amicizia e fratellanza… E il viaggio che mi ha predetto con chiarezza buona parte delle mie intenzioni sopite, facendomi immaginare il futuro che volevo. Eccoti i ricordi di 6 anni fa, nel mio diario di viaggio ricopiato in digitale. E senza correzioni.

12 agosto 2005

bigliettaia in forma ci consegna i pass per la seguente zona C: danimarca, germania, austria, svizzera. presenti Emme e io. Primo obiettivo Chiasso sul confine con la svizzera. Ho 23 anni, ma ne dimostro meno. Sapremo accogliere queste nazioni? Sapremo essere un “buon” duo? per ora immagino una stazione tipo Grim Fandango, coi treni anni ’50, i treni del nobile futuro retrò.

a me fa male la mascella. (nota di Emme)

h15, stesso giorno

inquietati dai presepi svizzeri e allietati da musica rastafari del vagone accanto testiamo il primo giorno di treno tra giovani e non. hanno srotolato un tappeto da golf sulle case disegnate dai bambini, il genio mi consiglia “fai come Hemingway, descrivi i dettagli che noti quà e la”. lago di sisikon con le montagne a mollo.
lago di Lugano con Abba Zabba, l’inizio di un film.
Sono partito angosciato, ora cen’è l’eco tra questi monti a picco sul popolo svizzero, invisibile, serio e dotato di numerose bandiere a ricordare l’identità nazionale.

h21 Shaffausen… 20 minuti a

Città di hairstylist e locali musicali. percepita vamos a la playa da una finestra. Emme vagamente alterato per le numerose fermate in piccoli paesi sconosciuti a noi Italiani ignoranti.

13 Barboni di Koln

mi vergogno a mangiare il panino da 1.65€ comprato vicino alla stazione di Koln HSE perchè quì di fronte alla nostra panchina passa instancabile un barbone che mi ha rivolto la parola ma che non ho capito. forse con un po’ d’immaginazione. in effetti i barboni non vogliono mai cose troppo difficili. Immagino anche la sua vita, che come una lastra di vetro colorato scorre sulla mia. e trovo differenze e similitudini.
Emme sostiene volesse il caffè che stavo bevendo. I quartieri vicino Koln sono industriali, e nel cielo limpido di stamattina vediamo i pennacchi delle ciminiere sfogarsi in colonne di fumo. Prima di Koln all’orizzonte la città ha il profilo di un pettine rotto fatto di tante colonne… c’entrerà col nome “Colonia”? Papa Benedetto ci saluta in questo mattino stranamente energico per me, faticoso per Emme.
Non posso dire che mi piacciano queste fermate vicine a metropolitane, in quartieri rurali e dal familiare degrado industriale. Ma mi ricordano roma, e vivere Roma a 2000Km da Roma spero mi aiuti a dimenticarla, o a renderla più accettabile dentro di me.
inutile lirismo è descrivere il verde della vegetazione tedesca più saturo e scuro e fitto. Abitare in Germania o a Parigi mi sembra più concreto della casalinga vita senza termine.
Il quotidiano sembra fissare particolari nel vuoto. La parola di ieri è “ermeneutica”, si è parlato di terapia dell’ascolto, scuole “socratiche”? o cmq di qualche filosofo.

h14 giorno II verso Berlino.

Passiamo tipo corteo silenzioso per Hannover nuvolosa. pare che questa volta Berlino per noi sia già stata pagata da qualcun altro. Abbiamo i vestiti leggerini, e siamo volenterosi. Ci stiamo abituando alla vita dei treni che diventa un ibrido tra la stabilità di casa e il barbonaggio dignitoso per le stazioni.

14 mattina And these are two breakfast beers.

Seduti sul marciapiede a riflettere sull’ostello invisibile Emme vede un furgone con la grossa scritta “posti letto economici”.
Finiamo in un nuovo appartamento appena ristrutturato da Neil, tedesco di madre sri-lanka e padre russo. Dormito da dio su letto a castello. Cagato tantissimo.

14 pomeriggio

ottima mattina di chiacchiere e passi per berlino. popolo mezzo biondo e mezzo moro. Nella metro ricordi Romani mi assalgono. Vivo bene per le strade di questa città. Se mai odierò il mondo senza fine, esso mi accetterà se farò l’uomo statua. E’ una città esibizionista delle proprie cicatrici profonde e piena di voglia di fare cose nuove, amante delle arti e piena di gente sorridente e volenterosa, nei loro occhi vedo a volte tristezza cosmica. L’interruzione della metro popola le strade e le stazioni di anziani e giovani desiderosi di aiutare il prossimo.
Non sempre c’è qualcuno che ci ascolta, e lo sappiamo. Eppure a volte parliamo ad alta voce facendo cadere i nostri pensieri nel vuoto… facciamo quadri o scriviamo libri. per rendere un possibile messaggio inutile immortale. Per essere comunque ascoltati in un altro tempo o in altro spazio. e quanto più ascoltiamo il mondo… più siamo ascoltati? c’è chi sostiene che la comunicazione stia tra gli/lo spazio tra l’inchiostro.
ma dare forma a questo spazio
l’uomo ama gli auto ritratti? i tests?
Chiedersi il perchè delle cose è solo 1 modo di intripparsi nel mondo…
Come avere un figlio per avere qualcuno a cui badare e da cui farsi curare… è solo 1 dei modi per continuare la Razza… che è solo una parte della natura?
perchè stringi così forte?

perchè voglio vincere (VINCERE)

vincere cosa?
tutto.
tutto cosa?
tutto, la vita.

la vita l’hai già vinta, cel’hai…
sei vivo adesso

ah…. che bello.

scritto la notte del 15 quando siamo rimasti fuori, al buio e poi siamo riusciti a farci aprire… con la sincerità.

16 agosto internet porno cafè berlino

nota per il prossimo ostello in kobenahn
Ajax hostel. stazione (hengave metro) oppure
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sleep in heaven (forse)
bavnehoj alle 30 copenaghen
+45 (33) 212456

16 notte stazione Berlin Zoo h11.20

Attesa, forse la prima seria da quando siamo partiti. Il treno per Lubecca parte alle 4.00… fra 5h. Osserviamo compiaciuti la fauna locale. C’è un’ottima collaborazione-turni fra bagagli e responsabilità di viaggio. Umore molto buono.
Un’enorme orologio immobile pende sulla nostra testa. Schiamazzi in idiomi misteriosi.
in 2 giorni abbiamo visto 5 diverse Berlino. dormito bene. siamo soddisfatti. Parlato molto.

16-17 h3, stazione Berlin Zoo

Sopravvivere ad una trappola da 6 hore al giorno, tra frittelle, brioches e gente invisibile significa sapere che del mondo fuori non stai perdendo niente. Che la tua sacra saggezza eterna è con te in ogni movimento seriale, respirando, separando tra i pensieri i soldi nella cassa e gli sguardi, di là dal confine di vetro.
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arrivano carichi come molle e tempo 15 min hanno lacerate espressioni d’infinita noia. spuntano borse sotto i loro occhi e l’attesa è una vita estranea, di non-pensiero. Orologio.
-o-o-o-o-
Il taxista leggeva un libro russo, in inglese. ma lui era russo ed era anche il numero 183 della fila di mercedes color panna sul perimetro della stazione di zoo.
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Mangia per noia un panino da 40 minuti. lentamente. da sotto i baffi biondi mastica e fissa le tette enormi della ragazza bionda che dorme sulla panchina di fronte. Segue il suo respiro, morso dopo morso, con la lingua segue il profilo dei denti, e macera un bolo ormai immaginario. Ha finito.
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Il giovane elegante con la borsa piena di CD si è recentemente steso a terra, boicottando il kamasutra delle sedie.

16 mattina verso kobenhavn

Vedendo questi luoghi sconosciuti e familiari al sentire il treno che rallenta sussulta e mi prende l’angoscia storica; spero durante questi giorni di risolverla del tutto come sta succedendo coi ricordi che vengono a galla come fogli di giornale vecchio e si polverizzano a contatto con l’aria.

16 notte ostello Ajax di copenhagen

due brande nel dormitorio, gente educata e simpatica ma non ci integriamo. molti italiani. oggi camminato molto. Resto un po’ triste. domani Legoland e poi non so dove andremo. non so dove andrò con lo zaino in spalla, senza casa ancora. per l’ultima delle memorie da superare. Stanotte farò un sogno.

17 – 8 – 2005
18 – 8 – 2005

I ricordi di copenhagen e Bellund, ma soprattutto Legoland. le persone. tutti. l’emozione, le parole con Emme, anzi, l’universo Emme che unisce i miei diversi mondi sotto un unico sorriso che così pieno di sfumature che noiosamente non lo so definire. Sta li. tutto in mente. E anche questo ICE per Monaco non lo paghiamo. Forse questi popoli sentono che abbiamo pagato in anticipo?

l’uffico della signora che mi ha aperto nell’ex centro risorse umane. il designer conosciuto nel centro congressi, il facchino che mi ha accompagnato passando per le cucine, la segretaria sempre assente. La centralinista padrona del mondo che sembrava piangere mentre non mi faceva entrare, il filosofo in pensione sul treno, le mille parole di universo Emme, la sardegna, la scrittura, i miti, le mie esperienze, i controllori, la cicciona col timbro viola, la receptionist anziana di hamburg. Amburgo di notte, Copenhagen, Handersen, il famoso scrittore danese, il momento kantiano, carmelo bene, g.marziano, i residents, i gruppi folli che aprono la mente, l’uomo baffuto pieghevole, padre e figlio senza pace, l’uomo vestito di nero lento come il bradipo. L’uomo con la lucina, il giovane, le due ragazze, le tre ragazze della metro di berlino, il barbone della metro di berlino… è tutto inutile eppure utilissimo.
non ho paura dicendo che questo viaggio è perfetto. ho una fame della madonna. no dormito, non dormirò mai più. Ci voleva tentare il tutto per tutto. devo conoscere meglio le segretarie e le centraliniste. Dove? come?
Ho un regalo che mi porto da Legoland che deve arrivare. Lo sento come una promessa espressa mentre il mondo è una stella cadente vista dalla luna. quanto meno credibile vista la mole di fuoco e fiamme.
progetto fino ad ora totalmente riuscito. Ho immensi ricordi… condivisibili con almeno una persona. E come disse il Nino a Berzierone (quando quella volta è stato l’unico della classe con la sufficienza)
“siamo in media”
L’Europa ci accoglie come Re famosi e umili. Continuo ad avere una fame della madonna. JT Ballard, H. Thompson, come la tv.
Ora sono un uomo enorme in un mondo di LEGO ma rimpicciolisco quando voglio.
e ho fame! se passa il carrello, mi vizio (oggi) no, mi correggo. Hannover è veramente fatta di LEGO.

19 – 8.

Una notte ad Hamburg e una a Monaco. ostello di ggiovani, dal quale prenotiamo anche Vienna, dove stiamo andando ora.
C’è un clima ottimo che posso solo limitarmi a vivere. Sentita mia madre ieri dopo una sua grande insistenza. Ieri per la prima volta pantaloni corti. se penso al mio regalo impazzisco dalla felicità del ritorno da questo viaggio che già dal primo giorno è così intenso da sembrare infinito.
foto mai fatte. biglietto kantiano, rubrica taxisti.
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un mondo dove si sappia che la bestemmia è la più bella delle preghiere. Che si noti l’uomo che sopravvive nella grandezza delle prove divine. maledicendo la propria esistenza.
Nel mondo in cui la pedofilia e l’incesto sono la normalità, e si sappia che i traumi veri son quelli del giudizio della società. o ogni uomo sa già oggi scegliere i propri traumi. In ogni società
E ogni uomo sappia che spesso urlare è l’ultimo dei modi utili per farsi sentire. Dove l’impegno è una cosa utile solo dove nasce spontaneo… e dove si sappia leggere cosa è spontaneo.
e la malattia è solo uno dei tanti modi di vivere… e morire.

20 – 8

Casa della musica di Vienna. E ieri un camion di esorcismi per le vie del centro. Penso a casa e mi torna la paura. o meglio… terrore. Alla partenza pensavo fosse passeggera. Ma poi no. lo sapevo che non scappo da queste cose. Ha chiamato D. dall’hotel, per un problema insulso, vuole far causa a qualcuno, questo aumenta la mia angoscia per il mondo, pieno di gente che vuol fare la guerra.

21 stazione di wien westbahnof

ci portiamo via gli occhi.
seguo passare un ragazzino con un immenso contrabbasso.

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Simone Righini da tre anni viaggia solo per andare a provare sedie ergonomiche. Qualche volta va in Sardegna e raramente in vacanza.

La foto in alto e in home page è stata scattata su un treno da JD.