Se Google rende onore con il suo doodle quotidiano alla nascita di Jules Verne, NBM non può essere da meno. Per ricordare l’autore di Ventimila leghe sotto i mari noi però pubblichiamo la traduzione del suo necrologio, pubblicato dal New York Times il 25 marzo 1905, un giorno dopo la sua morte.

New York Times, sabato 25 marzo 1905, pagina 7

Amiens, Francia, 24 marzo – Jules Verne è  morto alle 3.10 di questo pomeriggio. La sua famiglia era al suo capezzale. È rimasto lucido fino a poco prima della sua morte, il suo cervello è stato l’ultimo organo a spegnersi. Ha atteso la morte con serenità, chiamando i membri della sua famiglia attorno a lui e discutendo della sua morte. La sepoltura è prevista qui, dove Verne ha vissuto a lungo e dove i suoi migliori romanzi furono scritti. Il comune di Amiens, di cui era consigliere, contribuirà all’organizzazione della cerimonia funebre.

Con la dipartita di Jules Verne scompare un autore idolo dei ragazzi di oggi e di coloro che furono ragazzi cinquant’anni fa.

Nato a Nantes nel febbraio del 1828, ha trascorso i suoi ultimi giorni qui, in condizioni di semi cecità, deluso dal fatto che gli allori che gli spettavano non gli furono mai riconosciuti dall’Accademia francese e pur sempre pronto a pubblicare due romanzi all’anno sotto un contratto stipulato prima che potesse prevedere il suo grande successo.

Sin dal principio mostrò ottime capacità inventive e letterarie, una combinazione rara. Studiò legge a Parigi per un breve periodo, prima di cimentarsi nella letteratura, debuttando come autore teatrale. Attirò attenzione su di sè per la prima volta con una storia pubblicata in un celebre settimanale e intitolata Cinque settimane in pallone. La storia si rivelò un successo. Cominciò poi a scrivere romanzi di fantasia e presto il pubblico si affezionò a tal punto alle sue storie da non voler leggere altro. La sua opera più famosa è Il giro del mondo in 80 giorni, che fu recepito come la delusione di un famoso sognatore. Molti dei suoi sogni sono diventati realtà, molti altri sono stati superati dalla realtà.

Nei circoli letterari francesi circola una storia curiosa sul contratto che imponeva aVerne di pubblicare due libri all’anno. Si dice che il contratto fu stipulato 40 anni fa e che prevedesse 2 romanzi all’anno per un compenso di 20mila franchi annuali, circa 4mila dollari. Si dice che – nonostante la grande diffusione dei suoi romanzi, tradotti anche in persiano e giapponese – Jules Verne non ricevette mai un centesimo in più rispetto allo stipendio previsto. Il suo editore, comunque, si preoccupava di far avere all’autore regali di grande valore, di tanto in tanto.

Uno dei tratti peculiari di Jules Verne era il suo amore per i ragazzi per cui scriveva. In una occasione, si presentò in un club di lettura nella scuola di Ramsgate, in Inghilterra, e – appoggiando sul tavolo un foglio di carta scritto con calligrafia infantile – disse in un buffo mix di inglese e francese: «Ragazzi, sono M’sieu Verne, vi ringrazio per il vostro invito. Ora mettiamo un po’ di carbone nella stufa e iniziamo a raccontare storie».

Tra i romanzi più famosi di Verne ci sono: Il giro del mondo in 80 giorni, Ventimila leghe sotto i mari, La Jangada: ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni, Intorno alla Luna, Un biglietto della lotteria e Il mondo sottosopra.

In Ventimila leghe sotto i mari profetizzò l’invenzione del sottomarino, in Robur il Conquistatore e Hector Servadec il dirigibile, ne La casa a vapore l’automobile e ne Il giro del mondo in 80 giorni il piroscafo veloce e il treno che percorreva un miglio al minuto.

I suoi ultimi lavori, pubblicati quest’anno, sono Il padrone del mondo e Un dramma in Livonia.

  • Un grandissimo scrittore, spesso ingiustamente liquidato come scrittore per ragazzi, anche se forse è proprio da giovani che si può apprezzare di più.

    Avrebbe voluto vedere il mondo ma viaggiò poco fisicamente. La sua immaginazione però non aveva limiti: ci ha portato negli angoli più remoti della terra e oltre: nel sottosuolo, sulla luna, in fondo agli abissi.