Questo post non è solo frutto del mio amore sconfinato e traboccante per la Terra della Lunga Nuvola Bianca, ma è anche la risposta all’appello fatto da Blog4NZ, uno sforzo collettivo tutto neozelandese per parlare della Nuova Zelanda a un mese dal terremoto che ha colpito l’Isola del Sud. Citando il sito di Blog4NZ: «New Zealand has been in shock. It’s going to take a lot of love and a lot of cash to help rebuild the city. Tourism makes up approximately 10% of New Zealand’s GDP and it is essential for the world to know that New Zealand is open for business, and that it doesn’t look like a war zone», la Nuova Zelanda è ancora sotto shock, ci vorrà molto amore e molti soldi per ricostruire Christchurch e le zone colpite dal terremoto. Il turismo costituisce circa il 10% del PIL neozelandese ed è essenziale che il mondo sappia che la Nuova Zelanda è ancora aperta a chi voglia visitarla.

Io della Nuova Zelanda ho già parlato in quattro diversi post. Pensavate che non mi fosse rimasto nulla da dire? Sbagliavate! Ecco quindi dieci (altri) motivi per spendere 1000 euro e volare dall’altra parte del mondo. NO, non in Australia.

10. Il divertimento: i neozelandesi sono goliardici, hanno uno spiccato senso dell’umorismo e si sanno divertire con poco. Non ci credete? Ecco la prova (© Auckland Daily Photo, ottimo photoblog su Auckland e dintorni, visitatelo).

9. Festival: ce ne sono di tutti i tipi e dimensioni. Per citarne solo alcuni: l’International Film Festival a luglio, il Gisborne Food and Wine Festival a ottobre, la maratona di Auckland sempre a ottobre, la Santa’s Parade e Christmas in the Park a Natale, l’Auckland Arts Festival a marzo, il mega concerto Big Day Out a gennaio, il festival polinesiano-culinario-artistico Pasifika a marzo, il Festival of Lights e il festival maori Te Matatini National Kapa Haka. Uhm, e quest’anno c’è una cosetta che si chiama Rugby World Cup, se siete interessati…

8. Sport: con la pioggia o il sole, con il vento o la neve, i neozelandesi non rinuncerebbero mai e poi mai ai loro sport. Non sono sicura che siano la popolazione più attiva del mondo (ci sono sempre gli australiani…) ma poco gli manca. In Nuova Zelanda si può nuotare, surfare, fare bungee jumping dalla Sky Tower di Auckland, trekking urbano (e non), sciare sulle Alpi dell’Isola del Sud, fare kayak in acqua salata (mare) e in acque dolci (fiumi, laghi), volare in mongolfiera e lanciarsi giù da una collina chiusi dentro un pallone d’aria, nuotare con i delfini, avvistare balene, giocare a golf, provare il rugby, mescolarsi agli indiani per giocare a cricket o scalare un ghiacciaio, attraversare il porto di Auckland a nuoto o fare sandsurfing sulle dune della Ninety Miles Beach. Ci si può anche piazzare su uno dei tanti divani che popolano i portici delle ville di Auckland  con una birra in mano. Ma io un paio di scarpe da ginnastica e un costume in valigia li metterei.

7. Cibo: lo so, ne avevo già parlato in altri post. Ma questa volta scendiamo nello specifico e chiediamo scusa preventivamente ai vegetariani. Perchè? Perchè l’agnello come lo cucinano i neozelandesi non lo troverete da nessun altra parte. Da provare anche la kumara, una patata dolce che cresce solo in Nuova Zelanda. Il dolce tipico è la stucchevole pavlova, una zuccherosa meringata con kiwi e fragole. Dimenticate gli affettati ma provate i formaggi: le capre e le pecore regnano sovrane, dopotutto. Sempre in fatto di carne, come gli australiani anche i neozelandesi sono ingordi di meat pies: tortine di pasta sfoglia ripiene di composti informi di carne di ogni genere (sconsigliati). Se volete sperimentare la vera NZ, a colazione dovete spalmare sui vostri toast il Vegemite o il Marmite. I biscotti tipici sono gli Anzac e il gelato confezionato più consumato è l’Hokey Pokey (una bestemmia per noi italiani).

6. Cose da fare gratis: non date retta a chi dice che la Nuova Zelanda e l’Australia sono care. Non è vero e, soprattutto, se non volete spendere ci sono miriadi di cose che si possono fare senza tirar fuori un dollaro. Per esempio si può giocare a frisbee nel disc golf course di Queenstown. Oppure si può visitare il museo Te Papa di Wellington. O ancora: fare un bagno nelle piscine naturali disseminate in tutto il paese e andare a caccia di foche sulle coste di Kaikoura (senza avvicinarle, sono irascibili).

5. Bevande: vini e birre neozelandesi stanno acquistando sempre più importanza nel panorama internazionale, ma la Vera Bevanda Neozelandese che vi trasformerà immediatamente in un autoctono è la L&P, un misto tra una limonata e una sprite ma diecimila volte più dolce. Non la produce nessun altro paese e non potete tornare in Italia senza averla provata.

4. Incroci: probabilmente questa è una ragione tutta mia e mi scuso in anticipo per la sua stupidità. Ma sia ad Auckland sia nelle restanti città della Nuova Zelanda è possibile attraversare un incrocio sia come facciamo noi (orizzontalmente e verticalmente) sia percorrendo l’incrocio in diagonale. Perchè le auto si fermano in tutti i sensi e lasciano spazio ai pedoni. Per i primi 2 mesi buoni ogni volta che attraversavo un incrocio ho avuto un irresistibile istinto di correre al posto di camminare in modo composto.

3. Cinema: quelli nella foto là in alto (e in home page) sono Bret McKenzie e Jemaine Clement, due comici neozelandesi diventati famosi per la serie tv Flight of the Conchords. Sono anche la chiave di volta per accedere al mondo del cinema neozelandese che è ricco e, no, non si ferma al dannatissimo Signore degli Anelli (sì, lo so che stanno iniziando a girare The Hobbit). Altro nome fondamentale è Taika Waititi, è lui il regista di Eagle vs Shark (2007) e di Boy (2010), due splendidi esempi di come una commedia possa divertire senza mai cadere nel demenziale E mantenendo uno sguardo innocente sul mondo. Whale Rider – La ragazza delle balene (2002) è un’altra pietra miliare e con lei anche Once Were Warriors (1994) che, a dire la verità, non mi è mai piaciuto. Se vi piace il genere horror, Black Sheep (2006) è quello che state cercando, anche se non lo sapete ancora.

2. Persone: questa è LA ragione che tutti sfoderano per visitare un paese. Si dice così dell’Irlanda, del Portogallo, dell’Australia e degli States. A mia discolpa posso dire che i neozelandesi sono tra gli esseri umani più accoglienti e aperti che io abbia mai incontrato. Sono stata accolta tanto dalle famiglie dei miei coinquilini quanto da gente sconosciuta con lo stesso grado di affetto. Alla fine dei miei 6 mesi in Nuova Zelanda sono tornata a casa spogliata di qualsiasi necessità di definirmi, perché il rientrare in una categoria è la cosa che interessa meno a un neozelandese quando ti avvicina per parlarti.

1. Musica: la musica è, assieme alla natura, l’aspetto che mi ha più sorpresa della Nuova Zelanda. Dopo la prima settimana di assestamento, in cui vedevo solo metallari sfegatati, ho scoperto il negozio di dischi Real Groovy e, di rimando, una lista infinita di ottimi cantanti / band neozelandesi che non risalissero all’epoca di Neil Finn. Non lo cito a caso, perchè il vecchio Neil ha un figlio che si chiama Liam Finn che è talmente bravo da esser stato convocato da sua eccellenza Eddie Vedder per accompagnarlo in tour. Altri nomi? I miei preferiti al momento sono i Phoenix Foundation, che hanno appena pubblicato il loro cd Buffalo. Poi c’è Brooke Fraser, che sta diventando famosa anche qui. Il dub va fortissimo, e tutti in NZ conoscono i Black Seeds, i Fat Freddy’s Drop e i Salmonella Dub. Più a indie dell’indie ci sono i Cut Off Your Hands, The Brunettes e The Mint Chicks. La mia cantante preferita è Hollie Smith, la band – oltre ai Phoenix Foundation – i Fly My Pretties.

E questo è tutto quello che ho da dire sulla questione Nuova Zelanda.

 

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  • ciao Paolo, ottima segnalazione! grazie 🙂

  • come in tutti i paesi del mondo,il costo della vita puo’ essere elevato o economico,dipende da cio’ che si vuole fare,ma c e la possibilita di comprare bene e spendere veramente poco.
    un auto usata costa veramente poco,direi pochissimo..consultate http://www.trademe.co.nz/

  • Matteo

    Di più, di più, di piùùùùùùùùùùùùùùùùùù!

    Piccola precisazione, per Edo. I maori non stanno sottoterra. Rispetto ad altri Paesi nel Nuovo Mondo (cito tra tutti Stati Uniti, Australia, Sud Africa e Brasile) la Nuova Zelanda è quello dove gli indigeni sono divenuti parte integrante, veramente, della società. In tutti gli strati e sotto tutti gli aspetti. Credimi, c’ho vissuto cinque anni.
    A me l’amaro in bocca lo lasciano gli africani a vendere ombrelli per le strade con gli italiani (gli italiani!, questo popolo accogliente!, tollerante!, dalle aperte vedute!) a evitare di guardarli in faccia. E di guardarsi allo specchio.
    Scusate il piccolo sfogo.

    W New Zealand.

  • Edo, io ho conosciuto maori iscritti all’università con me e maori che gestivano ostelli, così come ho conosciuto colonizzatori che lavoravano in cantiere o come meccanici. La separazione è molto meno netta di quanto si pensi, secondo me 🙂

    Far battere il sushi dalla polenta mi è difficile. Ma se a polenta sostituisci piadina e squaquerone posso accettare il compromesso 🙂

  • Edo Passarella

    Sì, ma è molto meglio la polenta, che almeno non la si fa massacrando il mare. A me la neozelanda è piaciuta zero, sinceramente. A vedere i colonizzatori abboffarsi di pesce crudo mentre i maori stanno sottoterra a sistemare strade e tombini, m’ha lasciato un amaro in bocca che non sto ad approfondire, valà.
    Ciao Rach. Comunque articolo pregevole, cagione di bei ricordi 😉

  • ciao Edo, anche io ho fatto il pieno di sushi quando ero in NZ, ma non l’ho contato come cibo tipico, nonostante fosse formidabile e super economico rispetto a qui 😛

  • Edo Passarella

    Hanno un’esagerazioni di agnelli, per cui ne mangiano pure in quantità e li cuociono anche bene. Vero. Tuttavia l’alimento neozelandese che m’ha letteralmente ingolfato la visuale rimane il sushi. Purtroppo per i sempre più devastati oceani…