Durante il secondo viaggio in Antartide di Fabiano Busdraghi, l’Irizar – la rompighiaccio dell’esercito argentino su cui era imbarcato – si è spinta a sole 20 miglia dal record assoluto di navigazione meridionale, ovvero in una parte dell’oceano dove praticamente nessuno era mai arrivato. Il rischio più grande era quello di rimanere intrappolati nel ghiaccio ed essere obbligati a svernare sul posto, come succedeva agli esploratori polari del XIX secolo.

© Fabiano Busdraghi

Mare di Weddell, 12 Febbraio 2007

La nave è ancora ferma immobile, i motori girano al minimo per generare luce e riscaldamento, ma nessuno fa niente per cercare di smuoverci da qui. Ormai hanno rinunciato, siamo intrappolati e non resta altro che aspettare, una o due settimane se va bene, un anno se dobbiamo attendere la prossima estate.
Sembra impossibile essere arrivati fino qui. Sembra che l’Irizar sia stata depositata dal cielo, che sia magicamente atterrata in questo universo di ghiaccio spesso qualche metro, inimmaginabile pensare di riuscire a romperlo tanto è compatto e duro. Chi ci crede che siamo arrivati fin qua navigando? Chi ci crede se non c’è nemmeno un centimetro di acqua libera, se tutto è bianco, ghiaccio e neve intorno a noi? Dov’è finito il canale che avremmo navigato prima di incastrarci?
Diciamoci la verità. Siamo qui da sempre, i giorni si ripetono sempre uguali. Sono nato qui, su questa nave, come tutte le persone che mi circondano. Il mondo di là non esiste, non è solo un ricordo, ma pura fantasia e illusione. Il mondo vero è questo, è l’Antartide, è l’Irizar immobile nella morsa della banchisa. Il ghiaccio è sempre stato chiuso attorno a noi e niente cambiera mai più.
Solo ghiaccio a perdita d’occhio, per sempre.   (Tratto da “Diario in Antartide” di Fabiano Busdraghi)

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Fabiano Busdraghi

Fabiano Busdraghi è nato nel 1980 vicino a Milano. Il viaggio è una dimensione fondamentale nella sua esistenza e nel suo lavoro. Dopo aver passato alcuni anni in camper, da bambino ha vissuto a Milano, in Brianza, nella campagna Toscana, a Pisa, a Parigi e a Napoli. Fabiano Busdraghi ha anche soggiornato per alcuni mesi in America Latina, nel Sud Est Asiatico e in Antartide, dove si è recato due volte. Dopo una laurea specialistica in Oceanografia conseguita a Parigi e una laurea specialistica in Fisica conseguita con 110 e lode all’Università di Pisa, Fabiano Busdraghi ha lavorato per alcuni anni in un laboratorio di oceanografia fisica della capitale francese, imbarcandosi regolarmente per missioni di ricerca scientifica in vari mari del mondo. Nel 2007 ha deciso di interrompere la ricerca per dedicarsi unicamente alla fotografia e alla scrittura. Attualmente Fabiano Busdraghi vive a Parigi dove lavora come fotografo freelance.

Fabiano Busdraghi was born in 1980 in Milan. Travelling has always been a fundamental part of his life and his work. After spending his childhood in a camper van, he lived in Milan, in Brianza, in the Tuscan countryside, in Pisa, Paris and Naples. He also lived for a while in Latin America, South East Asia and Antarctica, a continent he visited twice in his life.

After graduating in Oceanography in Paris and in Physics with first class honors in Pisa, Fabiano worked for a few years in an oceanography lab in Paris: during this time he took part in several scientific expeditions that brought him around the world. In 2007 he decided to take some time off his research projects in order to devote himself to photography and writing. Currently, Fabiano lives in Paris, where he works as a freelance photographer.

During his second trip to Antarctica, the icebreaker Irizar, on which Fabiano was imbarked, went 20 miles close to the Antarctic southernmost navigation record, reaching a part of the Ocean where virtually nobody has ever been. The major risk was to be trapped in the ice, thus being forced to winter in there, exactly what the polar explorers of the XIX century were forced to do.

Excerpt of the Antarctica Journal written by Fabiano Busdraghi

Weddell Sea, 12th February 2007

The ship is standing still, the engines are working enough to provide light and heating but nobody does nothing to move us from here. They gave up, we’re stuck and there’s nothing to do but waiting, one or two weeks, if we’re lucky, one year if we’re forced to wait for summer.

Having arrived here seems impossible. It’s just like the Irizar has been deposited here from above, as if she magically landed in this meters-thick ice universe,  so hard and solid that it’s unthinkable to break it. Who would believe that we arrived this far just by navigation? Who would believe it, considering that there’s no water around us: everything is white, ice and snow. Where is the channel we navigated right before getting stuck?

Let’s be honest. We’ve been here for a time that seems like forever. Days repeat themselves, one like the other. I was born here, on this ship, just like everybody who surrounds me. The world doesn’t exist. It’s not just a memory, it’s a fantasy, an illusion. This is the real world: Antarctica and the Irizar, stuck in the grip of the ice pack. Ice has always been around us and nothing will ever change.

Just ice, as far as the eye can see, forever.

Info: for more information about Antarctica and about the photos included in this post, visit Fabiano’s portfolio or read the article ‘Physics, adventure, poetry and photography in Anctartica’ . Fabiano Busdraghi is also the author of Camera Obscura a photography and contemporary art blog/magazine.