La primavera è arrivata e la voglia di saltare in sella inizia a farsi sentire prepotente.
La nostra moto è rimasta a dormire in garage durante i gelidi mesi invernali e adesso sembra guardarci implorante. È il momento giusto per organizzare il prossimo viaggio.
Ma come fare?
Che si tratti di un weekend o di un’intera vacanza, occorre un minimo di organizzazione per far sì che il viaggio non si trasformi in un incubo. Senza la dovuta preparazione può diventare un tour de force di vestiti fradici e natiche distrutte.
Quelli che seguiranno in questo e nei prossimi post sono dei semplici consigli per svignarcela sulla nostra due ruote sufficientemente organizzati per goderci un bella avventura senza troppe preoccupazioni.

Un viaggio inizia sempre prima di mettersi in strada.
Scelta la destinazione, bisogna organizzarsi per arrivare al giorno della partenza pronti a iniziare la nostra avventura.
Il primo pensiero sarà verso il nostro amato mezzo. Dovrà essere tecnicamente al suo meglio per permetterci di concentrarci solo su guida e divertimento.
Soprattutto se stiamo per intraprendere il primo viaggio della stagione, la cavalcatura avrà bisogno di un tagliando completo. Se possibile sarebbe meglio in un’officina autorizzata dalla marca della moto. Costerà qualche euro in più (forse) ma ne varrà la pena.
In officina, accertiamoci che controllino: l’usura delle pastiglie, freni e i livelli di olio motore e di raffreddamento. Sarebbe meglio chiedere anche un cambio completo dell’olio e del corrispettivo filtro.
Leggenda vuole che il filtro si debba cambiare ogni due cambi d’olio: non è vero, si deve cambiare sempre.
Contestualmente, facciamo tirare la catena a seconda del peso che dovrà sostenere. Se avrete con voi bagagli e/o passeggero, il peso della moto cambierà sensibilmente e di questo bisogna tener conto. Una catena troppo tirata o troppo allentata rischia di danneggiarsi.

Infine, se si decide di affrontare un viaggio di diverse migliaia di chilometri, è sempre meglio non partire mai con le ruote usurate e cambiarle prima della partenza.

Non abbiate paura di infastidire il vostro meccanico, anzi subissatelo di domande. È un ottimo modo per imparare qualcosa di serio sulla Nostra e su come manutenerla, tanto lui vi farà pagare tantissimo lo stesso.
Il Mecca è un personaggio irsuto e spietato al momento di presentare le fatture, ma farcelo amico ci procurerà una grande fonte di consigli e soprattutto di aneddoti da bar.

Adesso che la nostra bellezza è tornata in forma veniamo a noi.
Per il viaggio sarà fondamentale rivedere l’attrezzatura motociclistica. Se non l’avete ancora, è il momento di correre ai ripari.
Consiglio vivamente ai principianti di non risparmiare mai sull’acquisto delle protezioni quali casco, giubbotto e guanti. Sono le uniche cose che servono realmente a farci portare a casa la pelle in caso di necessità.
Comprate sempre attrezzatura che presenti il marchio d’omologazione CE.
Non occorre necessariamente spendere tanto investendo nelle grandi firme di settore.
La Spidi, per quanto riguarda i giubbotti, e la Nolan, per i caschi, offrono prodotti di qualità senza strozzarvi alla cassa.
Scegliete un giubbotto che abbia uno strato estraibile in modo che possiate usarlo sia di giorno sia di sera. Meglio se ha anche uno strato impermeabile.
Per quanto riguarda il casco, preferite quelli in fibra di carbonio che, anche mantenendo un’ottima resistenza, risultano più leggeri. Evitate i modelli JET o i caschetti aperti, solo e soltanto i caschi integrali proteggono veramente.
Guanti: compratene un paio di modelli, leggeri e imbottiti, per non essere impreparati alle basse temperature. I sottoguanti costano poco e sono comodi e igienici: prendete anche quelli.
Se vi avanza qualche euro, investitelo in un paraschiena integrale e in un paio di stivali.
Gli stivali sono scomodi per le passeggiate ma, dato che ormai siete vestiti da veri motociclisti, se ne avete la possibilità, acquistateli. Anche le protezioni per le ginocchia non sarebbero una cattiva idea.
In generale: non lesinate sulle protezioni, senza le adeguate precauzioni anche una caduta da fermi può farvi concludere bruscamente il viaggio con qualcosa di rotto.
Lo stesso discorso, ovviamente, vale anche per il passeggero.

Infine: cosa fare in caso di pioggia e freddo?
Questi due flagelli sono i principali responsabili del pessimo esito di un viaggio motociclistico (e non) ma per fortuna possiamo prepararci adeguatamente.
Anche se il meteo millanta giornate afose e senza nuvole, il maltempo e il gelo sono sempre in agguato.
Lo strato termico del giubbotto sarà già di grande aiuto ma occorrerà integrarlo con una maglia termica.
I capi sintetici vanno benissimo: sono economici e occupano poco spazio nella borsa. In qualunque Decathlon potrete farne incetta senza spendere troppo. Anche il paraschiena vi proteggerà molto dal freddo dato che è comprensivo di una fascia che copre la pancia.Tenete conto della stagione in cui partite e delle altitudini che incontrerete sul vostro percorso, in caso portate anche una calzamaglia e uno strato in più sotto il giubbotto.
Se il viaggio sarà lungo, dovrete essere preparati perché potrebbe capitarvi di fare escursioni tra i tornanti di montagna o di dover viaggiare di notte. Portate anche un buon paracollo e un passamontagna, non ve ne pentirete.
Per la pioggia, se è leggera/breve, vi basterà un normalissimo K-Way ma, se dovrete affrontare lunghe tappe obbligatorie, è consigliabile una tuta impermeabile intera. Dovrete contorcervi come degli indemoniati per indossarla ma una volta indossata vi proteggerà meglio.
Nessuna tuta, purtroppo, vi terrà asciutti per molto tempo, soprattutto se si tratta di pioggia intensa. In caso di diluvio, a malincuore, vi dovrete fermare per una sosta d’emergenza.
Inutile proseguire rischiando uno scivolone o un’influenza, no?

Nel prossimo post: ci documenteremo sulla nostra destinazione prima di fare i bagagli.

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Roberto Vincitore nel corso degli anni ha sviluppato diversi progetti personali di fotografia, scultura e scrittura occupandosi prevalentemente di reportage, racconti brevi e installazioni hardware con le quali ha realizzato due mostre.
È stato curatore di una galleria d’arte nell’hinterland milanese dove ha allestito mostre di pittura, fotografia e scultura.
Attualmente è impegnato nella stesura di un libro che comprenderà i diari del suo ultimo viaggio in India. lucevirtuale è il suo sito internet.

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  • Roberto

    ho scritto questa guida proprio perché di esperienza ne ho fatta parecchia. 
    ho visitato tre continenti in moto e di problemi ne ho affrontati anche troppi.

  • Ad Hi74

    Roberto tutto quello che dici e’ vero,ma dammi retta per scoprire tutte queste cose bisogna viaggiare ed avere qualche problemino,allora si che impari,problemi non importanti,ma esperienza…..
    lasciatelo dire da un viaggiatore..
    Ciao Luca

  • i prezzi oscillano parecchio a seconda della stagione e del negozio. ad ogni modo il primo casco non deve essere più economico dei successivi. è vero che è più facile rovinarlo ma i rischi sono i medesimi, anzi sono maggiori a causa dell’inesperienza. meglio sempre prendere un buon casco e risparmiare in altri ambiti.

  • Ma75

    a me risulta che gli “x lite” partano dai 350 euri in sù… non proprio a buon prezzo come primo casco..

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  • Non è che i Nolan siano proprio a basso costo…

  • vinx

    tra caschi e giubbotti di proprio a basso costo c’è ben poco in realtà 🙂
    Tra i 200 e i 300 euro sia Nolan (serie X-lite) che AGV (serie S4) hanno una ottima scelta.