Ora che siamo pronti a tutto, possiamo decidere la nostra destinazione e iniziare a organizzare il nostro viaggio in moto. Inutile dirvi che il web è strapieno di itinerari più o meno lunghi che potrete prendere come spunto da cui partire. Se volete semplicemente fare una gita fuori porta in giornata o un weekend lungo non avete che da saltare in sella alla vostra moto con uno zainetto, o meglio una borsa da serbatoio, e tanta voglia di guidare. Ma se volete intraprendere un vero Viaggio bisognerà organizzare bene le tappe così da non distruggervi le chiappe.

Le mete sono tante e tutte entusiasmanti, ma non sempre si ha la possibilità di investire il tempo necessario per godersi il viaggio senza stancarsi troppo.
Dall’Italia è piuttosto facile visitare i paesi del Mediterraneo europeo e africano. Volendo scegliere destinazioni oltremare, però, occorre considerare che serviranno dai due ai quattro giorni di traghetto per iniziare a mettere le ruote sull’asfalto.

Un viaggio in Europa è sicuramente più semplice e immediato da organizzare: non servirà prenotare traghetti, sottoscrivere assicurazioni o rinnovare il passaporto. Inoltre, non dovrete portarvi nei bagagli tutti i ricambi e gli accessori per la manutenzione della moto. L’Europa offre la comodità dei servizi e viene incontro alle esigenze di chi vuole esplorare i paesaggi e le bellezze artistiche del vecchio continente senza troppi pensieri.

L’Africa, invece, ha bisogno di molta più preparazione e, anche se attraverserete paesi dove il costo della vita è molto basso, potreste spendere più di un viaggio in Europa. È inutile dirvi che le mete africane sono incredibili sia per i paesaggi sia per i luoghi e le persone che potrete incontrare. Un viaggio in Africa è sempre un’avventura indimenticabile ma impone scelte, soprattutto per mangiare e dormire, a cui non tutti vogliono sottostare.

In questa guida prenderemo in esame un viaggio di due settimane attraverso la Spagna, ma i medesimi consigli potranno benissimo essere applicati a viaggi di una sola settimana in Francia o in Svizzera, per esempio, anch’esse ottime mete motociclistiche.
Dell’organizzazione di una spedizione in terra africana parleremo magari in futuro.
Ad ogni modo, bisogna tenere conto del tempo a disposizione in relazione al fatto che le nostre tappe dovranno rimanere tra i 200 e i 350 chilometri giornalieri, per non passare tutto il tempo in sella con i problemi al fondoschiena di cui sopra.

Per prima cosa cerchiamo di farci una cultura sul paese che stiamo andando a visitare.
È importante conoscere i luoghi e le tradizioni con cui entreremo in contatto in modo da essere preparati a tirare fuori il meglio dai giorni a nostra disposizione senza trovarci di fronte a sgradevoli sorprese e coscienti delle usanze locali da rispettare.
Per questo ci vengono incontro diverse guide molto utili ai viaggiatori più disparati.
Tra le due collane più importanti vi sono sicuramente Routard, Lonely Planet e Polaris.
Sono pubblicazioni molto diverse e in qualche modo complementari.
Routard si rivolge a un pubblico meno esigente dal punto di vista della ricettività e disposto quindi ad accontentarsi di sistemazioni meno agiate ma più caratteristiche, a mangiare in ristoranti popolari ma per questo anche più ‘veri’. Contempla comunque diverse fasce di prezzo per diverse utenze, da chi può permettersi di spendere solo qualche spicciolo a chi invece non ha problemi di budget. Troviamo anche tutto quello che ci serve sapere sulla storia e le caratteristiche delle nostre mete, dai numeri utili alle prime nozioni linguistiche e culturali. Ci sono anche delle cartine, più o meno precise.
Premetto che le guide Routard sono scritte da viaggiatori come noi, spesso farcite di entusiasmo per ogni paese e ogni itinerario suggerito anche quando, in fondo, il posto non lo meriterebbe. Ma sono guide scritte col cuore e con passione. Io per i miei viaggi non posso farne a meno.

Le Lonely Planet si rivolgono invece a un tipo di viaggiatore meno da “zaino in spalla e via” e sono anch’esse ottime, con mappe e informazioni utili ma per quanto riguarda la ricettività è difficile che consiglino soluzioni entry level.

Anche Polaris offre delle ottime guide. Sono più difficili da reperire in libreria, ma ultimamente stanno diventando più popolari e potrebbe essere più facile trovarle. Sono guide più specifiche per itinerari fuori porta e offrono indicazioni su come preparare i bagagli e altri consigli molto utili. Si possono trovare anche le coordinate GPS di alcuni percorsi. Per gli entusiasti del fai-da-te tecnologico, Polaris pubblica la guida Bye byte. Internet e nuove tecnologie per organizzare il viaggio perfetto che prende in considerazione l’organizzazione di un viaggio utilizzando la tecnologia: da come organizzarsi sfruttando la rete all’utilizzo di uno smartphone in viaggio fino alla creazione di un blog.

Per quanto riguarda le mappe, è fondamentale portarsi anche una cara vecchia cartina stradale. Le Michelin sono a mio avviso le migliori in quanto, oltre ad essere molto dettagliate, danno informazioni pratiche sugli itinerari panoramici, che troverete colorati in verde.

Se avete un GPS, portate anche quello. Non sarà necessario usarlo a tutti i costi, è bello anche andare all’avventura, ma vi può tornare molto utile quando dovrete raggiungere un albergo nel centro delle città e non avrete voglia di girare in tondo per ore con i bagagli in spalla. Vi sarà anche utile per pianificare più velocemente le tappe successive…

Dopo una prima lettura dell’introduzione delle nostre guide e una rapida occhiata alla cartina stradale avremo capito cosa ci interessa visitare e saremo quindi già in grado di scrivere una prima bozza delle tappe più importanti.
Perché il nostro viaggio sia senza sorprese, dovremo cercare di decidere le tappe principali almeno una decina di giorni prima della partenza in modo da avere sufficiente agio per definire meglio quelle intermedie, effettuare le eventuali prenotazioni e avere tutto il tempo di organizzare i bagagli e fare gli ultimi ritocchi alla manutenzione della moto.

Se si tratta del primo viaggio lungo che fate in moto iniziate a organizzarlo anche un mese prima, coinvolgendo tutti i partecipanti, non ve ne pentirete.
State costruendo il vostro viaggio da soli senza agenzie e quant’altro, all’avventura, quindi è bene fare tutto con calma e precisione.
Per quanto riguarda la ricettività, io consiglio di prenotare solo nei periodi dell’anno più critici, per esempio ad Agosto, per avere la possibilità di vedere con i nostri occhi la sistemazione. Prenotando, spesso ci si ritrova ad avere delle brutte sorprese al momento dell’arrivo. Cercate di arrivare sul posto prima che cali il sole, scegliete due o tre sistemazioni dalla vostra fidata guida e andate a ispezionare le stanze da cima a fondo.

Per concludere, potreste pensare di investire un centinaio di euro in un’assicurazione di viaggio. La Mondial Assistance offre assicurazioni sulla vita che tengono conto di assistenza medica e stradale. Tra i vari servizi, si premurano di riportare in patria anche la, ehm, salma. Ma noi faremo finta di non averlo letto.

BONUS: un link utile con i dizionari motociclistici in diverse lingue.

Nel prossimo post: prepareremo i bagagli!

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Roberto Vincitore nel corso degli anni ha sviluppato diversi progetti personali di fotografia, scultura e scrittura occupandosi prevalentemente di reportage, racconti brevi e installazioni hardware con le quali ha realizzato due mostre.
È stato curatore di una galleria d’arte nell’hinterland milanese dove ha allestito mostre di pittura, fotografia e scultura.
Attualmente è impegnato nella stesura di un libro che comprenderà i diari del suo ultimo viaggio in India. lucevirtuale è il suo sito internet.