21st CENTURY COMMUNISM — Abbiamo conosciuto Tomas Van Houtryve per le sue avventure in Corea del Nord e, come introdotto, i suoi reportage a Pyongyang sono parte di un progetto più esteso: documentare gli ultimi Regimi Comunisti rimasti al mondo al giorno d’oggi. Negli ultimi sette anni, Tomas V. H. ha viaggiato in Moldavia, Cuba, Cina, Corea, Nepal, Laos e Vietnam e ha ritratto la vita e le abitudini dei popoli che abitano i Paesi legati al vecchio blocco comunista, dove il comunismo, se non ancora del tutto attivo, ha preso le forme di altri regimi totalitari. I suoi reportage sono apparsi in testate del calibro del New York Times, TIME e LIFE.

ETNIA HMONG — Il Laos fu coinvolto nel conflitto del Vietnam del 1969. Da una parte i comunisti filo-vietnamiti di Pathet Lao, dall’altra il Governo Reale Laoita, foraggiato dagli americani. Questi ultimi, per rafforzare le proprie linee, iniziarono un’operazione di arruolamento tra la popolazione locale. In particolare, stando alle cifre, il 60% degli uomini di etnia Hmong presenti nel Laos furono assoldati dalla CIA e addestrati alla guerriglia, al fine di compiere azioni di sabotaggio ai danni del Vietnam del Nord (ad esempio il tentativo d’interrompere la Ho Chi Min Trail). Tutto ciò, in cambio di aiuti economici. Fu così che i Hmong divennero attori della cosiddetta Secret War, la quale costò loro circa ottomila uomini, tra vittime e feriti.
Tuttavia, finita la guerra, con la sconfitta degli USA, i Hmong si ritrovarono fuori dall’ombrello americano e divennero oggetto delle persecuzioni del nuovo governo comunista. Molti di loro hanno trovato rifugio in varie parti del mondo, soprattutto in Thailandia. Altri sono rimasti, e dal 1975 vivono in clandestinità nelle foreste, col terrore di essere catturati dall’esercito nazionale laotiano.
Ed è proprio per questi ultimi che Tomas V. H. nel 2007 vola la prima volta in Laos: per documentare la vita dei clandestini Hmong.
Tuttavia, a causa del poco tempo disponibile e dell’impervietà del viaggio, non riesce ad approfondire quanto vuole la situazione sociale del Paese; e benché le sue foto vengano pubblicate dal NyTimes, Tomas V. H. torna insoddisfatto. Avrebbe voluto “contestualizzare la situazione degli Hmong all’interno uno scenario più ampio”. Decide di tornarci.

© Tomas Van Houtryve

CROWDFUND VISUAL JOURNALISM — Emphas.is è una piattaforma di crowdfunding per fotoreporter professionisti, una sorta di vetrina virtuale dove un fotografo può pubblicizzare il proprio progetto e ricevere un finanziamento dagli utenti della rete, i cosiddetti backer (it., sostenitore). In questo modo, i progetti vengono scelti e finanziati dal basso, senza intermediari oltre ad emphas.is stesso.
Chiunque trovi valido un progetto è libero di contribuire, a partire da 10$ fino a un massimo di 3000$. Una volta raggiunto un tetto minimo stabilito, il progetto è promosso e può partire. Se entro una data fissata un progetto non raggiunge la soglia di finanziamento, i soldi eventualmente donati vengono restituiti ai rispettivi backer, e il progetto viene bocciato. Inoltre, finanziando un progetto, un backer ha diritto di accesso al lavoro dietro le quinte del fotoreporter, il quale aggiornerà i suoi backer attraverso un blog privato sul making-of del reportage. Al backer spettano inoltre gadget, stampe o altre ricompense a seconda della cifra stanziata (con una donazione di 3000$ è possibile vedere il logo della propria azienda tra i sostenitori del progetto nelle mostre e nei libri – divenendo veri e propri sponsor).
Attualmente emphas.is accoglie i progetti di una stretta cerchia di professionisti (richiamati su invito), ma uscito dalla fase beta aprirà i cancelli a chiunque desideri lanciare un progetto considerato valido da una giuria di 40 esperti che segue dei criteri di selezione. Progetti simili a emphas.is stanno nascendo in rete. Su tutti Kickstarter che vuole sostenere progetti creativi di varia natura (teatro, cinema, libri…) e flattr, che fornisce un sistema di crowdfunding sottoforma di micropagamenti mensili “a tutto ciò che sia contenuto gradito dagli utenti” e che tra le altre ha finanziato Wikileaks.

VERSO IL LAOS — Nonostante la sua affermazione nella scena internazionale, anche per Tomas V. H. risulta difficile ottenere i soldi per continuare a viaggiare e fotografare. Aereo, visti, permessi, vaccini, costi di produzione: le spese da affrontare sono numerose. È così che Tomas V. H. sposa emphas.is, lanciando il suo progetto sul sito e diventando un convinto promotore di questo nuovo modello di finanziamento. Riguardo il progetto in Laos, ha compilato un’accurata descrizione del suo progetto, fornendo un video di presentazione (vedi in fondo).
La sua intenzione è di volare a Vientiana, produrre un reportage fotografico che scenda nelle profondità della società laotiana e contestualizzi il lavoro nel 2007 sull’etnia Hmong. Per farlo, ha posto come soglia di finanziamento la cifra di 8.800$ – da raccogliere entro il 4 aprile – e tutta una lista di possibilità per i backer. Ad esempio, a chi dona 75$, oltre all’accesso “dietro le quinte”, spetta un libricino in bianco e nero con le foto del reportage.
Bene, con un rush all’ultimo minuto, Tomas è riuscito ad ottenere i soldi necessari, superando persino la cifra prestabilita. Su twitter la sua esultazione. Non ci resta che augurargli buon viaggio e aspettare le nuove fotografie!