Come gestire le tempistiche quando abbiamo migliaia di chilometri di strada davanti a noi?
Bisogna valutare bene ogni giornata in modo che non sia massacrante dal punto di vista fisico/mentale e che non ci costringa a rimanere in sella costantemente.
Certo, gli incovenienti sono sempre dietro l’angolo ma con qualche trucco possiamo ridurli al minimo sindacale.
Inutile mentire: le sorprese in un modo o nell’altro ci saranno. Viaggiare in moto è sempre un’incognita ma saranno proprio le situazioni più improbabili che ricorderete con affetto e che racconterete con più enfasi, dalle pensioni stile grotta alla gomma bucata in mezzo al nulla.
Ma si può provare a minimizzare quasi ogni imprevisto.

Vediamo in pratica come compilare la tabella di marcia.
Innanzitutto, decidiamo quale sarà la destinazione più lontana, cioè il nostro ideale giro di boa, raggiunto il quale gireremo la moto per tornare verso casa.
Per il nostro esempio, visiteremo la Spagna partendo da Milano e il nostro giro di boa sarà Madrid.
Google Maps indica che la strada più diretta per arrivare a Madrid conta un totale di circa 1600km passando per la Provenza francese. Il passaggio nell’entroterra della Provenza è molto suggestivo, si attraversano distese di profumatissimi campi di lavanda e ottimi vigneti. Il Verdon, poi, offre un bellissimo percorso attraverso le sue gole, dove ci si diverte lungo una serie di curve e tornanti per riscaldare gli animi e le gomme. Qui si possono incontrare diversi piccoli ristoranti, con piatti tipici della zona, dove rifocillarsi e riposare un po’. Se volessimo tornare ripercorrendo la stessa strada, il viaggio arriverebbe a 3200 chilometri, che per una vacanza di circa quindici giorni a una media di 220 chilometri giornalieri sarebbe già fattibile. Noi, però, non abbiamo certo intenzione di rivedere gli stessi paesaggi e vogliamo avere il tempo di visitare meglio altri luoghi.

Una prima considerazione da fare su tempi e costi riguarda la prima tratta attraverso la Provenza, che da Milano ci porterà a Barcellona.
Il passaggio in Francia è molto costoso nei trasferimenti autostradali. Parliamo di centinaia di euro che sommati ai costi di benzina e usura gomme potrebbero incidere considerevolmente sul budget.
Quindi, per il ritorno potremo decidere di prendere la nave che da Barcellona porta a Genova. Il costo sarebbe inferiore e sulla nave ci si può riposare. Al ritorno, altri mille chilometri su una strada già percorsa ci debiliterebbero inutilmente.
Volendo si potrebbe fare il viaggio in nave anche all’andata, ma non sempre gli orari dei traghetti ci vengono incontro. Spesso i traghetti partono a weekend inoltrato quindi sarebbe un peccato perdere uno o due giorni  se siete già liberi di partire il venerdì sera o il sabato mattina.

Così facendo, dai 3200 chilometri su strada previsti se ne possono togliere un migliaio, che saranno percorsi via mare, per poter ampliare l’itinerario su strada.
Ricapitolando: le costanti saranno la destinazione del viaggio (Madrid) e il giorno della partenza da Barcellona.
Ora, a seconda dei gusti, bisogna decidere se visitare le città o godersi la costa e le spiagge.
Se vi interessa visitare musei e piazze, una volta arrivati a Barcellona si potrà decidere di proseguire per Madrid via Saragozza e poi scendere verso la costa passando da Granada.
Se invece volete subito mettervi il costumino, il viaggio sarà antiorario, passando quindi da Valencia e Alicante per poi risalire verso Madrid via Granada.
Per capire meglio il giro, aiutiamoci con Google Maps per una prima pianificazione inserendo un itinerario come questo.
Dato che potreste non riuscire a mantenere costante la tabella di marcia, soprattutto nella seconda parte, vuoi per la stanchezza o per qualche fermata non programmata, decidete subito qual è il vostro obiettivo (visitare le città o le coste) e cercate di ottimizzarlo nella prima metà del viaggio.
Considerate che la Francia è solo di passaggio: è inutile fermarsi troppo a visitarla. Noi vogliamo visitare la Spagna perciò approfondire la Francia sarà l’obiettivo di un altro viaggio.

Se contiamo di partire la sera del giorno 1 e di voler essere di ritorno entro il giorno 17 (nell’esempio faremo due settimane piene) prenderemo il traghetto del ritorno il pomeriggio/sera del giorno 16, per non arrivare a casa all’ultimo minuto. Quindi avremo circa 15 giorni interi da spendere su strada. Proviamo a stilare delle tappe che ci consentano di non massacrarci e di avere il tempo per visitare le città o per farci un tuffo in mare. Purtroppo, fino a Barcellona dovremo mantenere un ritmo piuttosto sostenuto ma avremo anche modo di riposarci subito dopo.

giorno 1: Milano –Aix-en-Provence = 490km
giorno 2: Aix-en-Provence – Barcellona = 490km
giorno 3: Barcellona
giorno 4: Barcellona – Saragozza = 310km
giorno 5: Saragozza – Madrid = 320km
giorno 6: Madrid
giorno 7: Madrid – Toledo = 90km
giorno 8: Toledo –Granada= 371km
giorno 9: Granada
giorno 10: Granada – Almeria = 160km
giorno 11: Almeria – Cartagena  = 200km
giorno 12: tra Almeria e Cartagena
giorno 13: Cartagena – Alicante = 130km
giorno 14: Alicante – Valencia = 180km
giorno 15: Valencia – Barcellona = 350km
giorno 16: Barcellona – Genova
giorno 17: Genova – Milano = 140km

Queste sono solo le tappe a  grandi linee e sono modificabili a piacimento, a seconda dei gusti e della resistenza alla guida. Inoltre non ci faremo scappare l’opportunità di visitare i percorsi panoramici vicini alle nostre mete o lungo il percorso (le famose zone verdi della cartina, per esempio).
I trasferimenti di 350 chilometri o più sono impegnativi, è vero, ma sono abbinati subito dopo a soste di uno o due giorni per riposarsi e visitare le città/coste a piedi.
Tutti quelli in elenco sono chilometraggi indicativi ma nessuno vieta di spezzarli o addirittura renderli più serrati.
Io, per esempio, nello stesso periodo mi sono spinto fino in Portogallo costeggiando l’Atlantico, ma se è uno dei vostri primi viaggi, vi sconsiglio vivamente di sostenere tappe giornaliere di 400/600km. Questa regola vale anche se non è il primo viaggio, in realtà…
Tenete conto che, con le pause per mangiare o sgranchirsi le gambe, i 350 chilometri quotidiani potrebbero occupare tutta la giornata, quindi sarà buona norma partire presto al mattino per poter viaggiare con calma e godere di qualche sosta più prolungata.

Un ultimo consiglio: se viaggiate con un passeggero, ricordate che anche lui/lei ha diritto quanto voi a godersi il viaggio. Non sottoponeteli ad ogni costo a tappe con chilometraggi massacranti, tornanti con ginocchio a terra e staccate al limite. Se lo farete, il viaggio diventerà un incubo anche con tutte le precauzioni che potrete prendere. Godetevi il viaggio in tranquillità e condividendo ogni decisione. Il divertimento sarà garantito. L’importante è che abbiate voglia di saltare in sella e viaggiare, esplorare e vivere il vostro viaggio, tutto il resto lo si impara strada facendo.

La guida si conclude qui. Adesso non dovete fare altro che mettere la benzina e partire!

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La foto in alto e in home page è stata scattata da Motographer nel Ladakh, in India.

Roberto Vincitore nel corso degli anni ha sviluppato diversi progetti personali di fotografia, scultura e scrittura occupandosi prevalentemente di reportage, racconti brevi e installazioni hardware con le quali ha realizzato due mostre.
È stato curatore di una galleria d’arte nell’hinterland milanese dove ha allestito mostre di pittura, fotografia e scultura.
Attualmente è impegnato nella stesura di un libro che comprenderà i diari del suo ultimo viaggio in India. lucevirtuale è il suo sito internet.

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