Dopo aver parlato di house sitting, di couchsurfing, di come trovare un letto gratis e di campeggio, arriviamo agli ostelli. C’è chi ancora associa alla parola ostello le parole pulci, senzatetto, gente poco raccomandabile. C’è chi invece del dormire in ostello ha fatto una filosofia di vita e chi, giusto a metà, ci dorme perchè è allo stesso tempo un modo economico per viaggiare e perfetto per fare amicizia con altri viaggiatori.

La mia prima volta in ostello – la prima volta non si scorda mai – è stata al Dublin International Hostel al 61 di Mountjoy Street, gestito dalla An Óige, ovvero l’associazione degli ostelli irlandesi. La mia ultima volta è stata al Cork International Hostel. L’ostello con la vista più bella è stato il Lake Tekapo Backpacker, affacciato sul turchese del lago Tekapo in Nuova Zelanda, il più zen il Black Forest Hostel di Friburgo, ricavato e arredato con armadietti e mobili di una ex scuola, e il meno caro è stato l’ostello di Tarbert sulle Isole Ebridi che non abbiamo pagato causa irreperibilità dei gestori. Le pulci? Ho provato anche quelle, all’ostello di Picton in Nuova Zelanda.

Prima di iniziare a parlare di ostelli, una buona notizia: le pulci a parte pizzicare, nella maggior parte dei casi non fanno molto altro. Sono dei parassiti ma, una volta fatto il loro lavoro, non se ne verranno in giro con noi, preferendo rimanere a covare nei materassi dell’ostello. Se doveste capitare in un letto con pulci (ve ne accorgerete causa prurito diffuso e impossibile da ignorare) l’unica cosa da fare è levare le tende: non serve cambiare lenzuola, usare un sacco a pelo o riempire la stanza o il nostro corpo di spray antizanzare. Come so tutte queste cose? Picton non ha solo un ostello con le pulci, ha anche un farmacista scrupoloso e preparato pronto a spiegarvi tutto su questi simpatici parassiti.

Brutte sorprese a parte (e le brutte sorprese capitano sempre e ovunque), dormire in ostello non è per tutti. Per scegliere gli ostelli come sistemazioni dovrete:

  1. Essere disposti a condividere la stanza con altre persone (eventualmente del vostro stesso sesso, se vi rassicura), con tutte le conseguenze positive e negative del caso. In generale è buona cosa munirsi di tappi per le orecchie, se soffrite chi russa;
  2. Essere disposti a condividere il bagno con molta altra gente, anche se ostelli come l’Edinburgh Central hanno bellissimi bagni in camera;
  3. Essere spiriti adattabili: agli orari dei vostri compagni di stanza, ai litigi, alle paturnie, alle feste, alle luci accese fino alle 2 di notte e a gente ubriaca che scambia il vostro letto con il loro;

Generalmente, se non siete figli unici e avete convissuto in camera con uno o più fratelli, in ostello ve la caverete alla grande. Se non vi sentite pronti all’esperienza, potete sempre prenotare una camera singola – molti ostelli la offrono – o optare per sistemazioni alternative.

Anche gli ostelli, come l’house-sitting e, in generale, la convivenza con gli altri in luoghi che non siano casa nostra, implicano una serie di regole più o meno esplicite, ecco le più importanti:

  • La gran parte degli ostelli dà ai suoi ospiti lenzuola per ogni letto: usatele e non usate il vostro sacco a pelo. I sacchi a pelo sono ricettacoli di pulci, funghi e quant’altro. So che il vostro è pulitissimo, ma vi piacerebbe sapere che sul letto su cui vi apprestate a passare la notte ha dormito qualcuno con un sacco a pelo unto?;
  • Portate un lucchetto per l’armadietto che trovate in camera e chiudeteci dentro tutto quanto di più prezioso avete, prima di andare a letto. Potrete dimostrare di avere cieca fiducia nei vostri compagni di stanza invitandoli a cucinare con voi o a bere una birra insieme;
  • Il bagno dell’ostello non è il bagno di casa vostra: portate le ciabatte, usate le ciabatte, non lasciate capelli in giro (donne, dico a voi) nè assorbenti, non occupate le docce per tempi infiniti e lasciate i bagni puliti come vorreste trovarli;
  • Se dovete alzarvi presto di mattina, preparate le valigie o quello che dovete portare con voi la sera prima, così eviterete di svegliare tutta la stanza rovistando nella vostra borsa in cerca di quella maglietta che ‘volevo mettermi oggi’;
  • Vi piace leggere prima di dormire? Fatelo, ma usate le luci di cortesia di fianco al vostro letto e, se non ci sono e tutte le altre persone stanno dormendo, chiudete il libro e continuate domani;
  • Siete animali notturni? Il 90% della gente che dorme in ostello lo è. C’è sempre un 10%, però, che non ama essere svegliato alle 4 di notte da un branco di ubriachi che faticano a ricordare il loro nome, figurarsi il loro letto. Portate rispetto per quel 10% e strisciate al vostro materasso con dignità e delicatezza;
  • Se avete intenzione di usare la cucina dell’ostello, incluse posate e piatti, lavate sempre le stoviglie prima di lasciare la cucina, non usate tutti i fornelli a disposizione per dimostrarvi all’altezza di Ferran Adrià e, se non siete troppo timidi o affamati, offrite qualcosa a chi vi cucina attorno, è un ottimo modo per attaccare bottone;
  • Per fare ricerche su internet, chiacchierare, leggere, giocare a ramino o programmare le prossime tappe del vostro viaggio usate le stanze in comune: non darete fastidio ai vostri compagni di stanza e farete più facilmente amicizia con altri viaggiatori;
  • Se volete usare la lavanderia dell’ostello (consigliato se non volete portarvi valigie da 20kg), fate i calcoli in modo da non costringere chi viene dopo di voi ad aspettare che togliate dalla lavatrice e dall’asciugatrice le vostre mutande;
  • Se sapete di russare, fate di tutto per non russare. Se sapete di russare molto, l’ostello forse non è la scelta migliore per voi.

Una volta stabilita l’etichetta e le regole del gioco, è ora di scegliere l’ostello. Oltre alle miriadi di ostelli indipendenti, esiste la Hostelling International, un’associazione che riunisce sotto lo stesso ombrello più di 90 associazioni nazionali di ostelli sparse in tutto il mondo. L’essere parte della HI non è sempre garanzia di buona qualità dei servizi, così come ci sono ostelli indipendenti favolosi come il The Barn a Marahau o impresentabili come il Jeremy Inglis di Oban, in Scozia.

Oltre a HI – sul cui sito è possibile prenotare online direttamente un letto, esistono altri siti per la prenotazione online degli ostelli: hostels.com | hostelbookers.com | hostelworld.com sono i migliori. Al momento di scegliere, leggete sempre le recensioni e confrontatele con la pagina dedicata di tripadvisor: così dovreste evitare brutte sorprese.

Quanto agli standard, non ne esistono: si va da ostelli super spartani a ostelli hipster. Un esempio di hipsteritudine è l’Ace Hotel di New York: tra i più cool della città, offre stanze-paradiso per gli appassionati di design tra cui alcune doppie con letto a castello alla modica cifra di 239 dollari a notte. Altro esempio di design applicato alla filosofia del dormire bene per pochi euro è il Lisbon Lounge Hostel di Lisbona: quando ci sono stata io nel 2005 era appena nato, ora si è ingrandito, è stato eletto tra i migliori ostelli del 2010 [qui la classifica completa di hostelworld.com] e ha aperto una nuova sede, il Living Lounge Hostel.

(partendo da in alto a sinistra e in senso orario: Lisbon Lounge Hostel, Lounge Living Hostel & Ace Hotel NY)

Se del design non vi importa nulla, dormire in ostello vale la pena anche per la possibilità di essere ospitati in edifici e luoghi altrimenti inaccessibili, come il Marin Headlands Hostel in California (foto in alto e in homepage): a pochi chilometri da San Francisco, ospita i viaggiatori in un ex faro del 1907. O come lo Iona Hostel sull’isola di Iona, nell’arcipelago scozzese delle Ebridi, un paradiso in terra nel vero senso dell’espressione.

Ultima questione: i prezzi. Indovinate? Variano a paese. Secondo la mia esperienza, gli ostelli sono abbastanza cari nel Regno Unito, economici in Nuova Zelanda e Portogallo e a buon prezzo (Dublino esclusa) in Irlanda. In generale non si spendono mai più di 30 euro a notte (il massimo che è ho speso sono stati 27 euro a Edinburgo). Alcuni richiedono l’iscrizione all’associazione nazionale a cui sono affiliati, molto più spesso ci si può presentare senza prenotare (magari non a Londra in estate, ecco). Se lo staff è amichevole, fategli qualche domanda su dove mangiare e cosa fare: saranno ben felici di dispensare consigli.

Personalmente, se non ho amici in loco, alla veneranda età di 29 anni scelgo ancora l’ostello all’hotel, l’unica differenza dalla mia prima volta a 18 anni è che sono diventata più esigente e selettiva al momento della prenotazione. Quando posso, mi concedo un bed and breakfast (su cui torniamo nel prossimo post), ma l’ostello rimane il miglior modo per viaggiare senza spendere troppo. A meno che non si finisca in quello gestito da Eli Roth.

  • christian_nbm

    nel 99% dei casi sì.

  • Lorenzo Martelli

    Maaa…negli ostelli parlano inglese vero? So che è una domanda stupida ma volevo esserne sicuro

  • asd

    se sapete di non sopportare andate in albergo

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  • Anonimo

    Hai ragione, la soglia di tolleranza si abbassa, ma fai bene a resistere! grazie per la visita.

  • alessandro

    All’ottimo articolo aggiungo che a oltre quarant’anni mi capita ancora di dormire in ostello, con qualche fatica in più a tollerare chi non pulisce le stoviglie usate, ma resito. Che in molti ostelli si può piantare la tenda, è più economico e si possono usare bagni e cucina dell’ostello che non è poco. Uno per tutti: l’ostello YHA del Lake Tekapo in NZ e la tenda è ancora più “sul” lago…
    alessandro

  • Anonimo

    «Dormire in camerate da 8 letti e uscirne vivi: ecco come. » — A Bergen nel 2006 ho dormito in una camerata di 32 letti completamente piena e sono vivo e vegeto! 🙂 Anzi, ora che ci penso a Monaco ho dormito in una tenda da circo con centinaia di letti al suo interno… e sono vivissimo!

  • ehe maria io non dimenticherò mai la ragazzina gracile che russava come un 91enne fumatore incallito in un ostello in scozia. siamo arrivate a tirare calci al suo letto e lei non si è smossa di un centimetro… 🙂

  • Maria Cangi

     “Se sapete di russare, fate di tutto per non russare. Se sapete di russare molto, l’ostello forse non è la scelta migliore per voi.”   SACROSANTA VERITA’!!  😀