“Come una struttura d’ossa, una città d’ossa, fatta di ossa abitabili”

Aldo Rossi (1931 – 1997)

A chi mai potrebbe venire in mente di andare in giro per cimiteri? Quasi a nessuno. Ci rendiamo perfettamente conto dell’imbarazzo generato dall’argomento, ma avendo frequentato più di uno di questi cimiteri storici, vi assicuriamo che a volte il viaggio è davvero dei più interessanti. In Italia ci sono almeno una ventina di cimiteri storici, li trovate elencati nel sito dell’ ASCE, che raccoglie la lista completa dei cimiteri storici in tutta Europa. Oltre a quelli storici potrete trovare anche quelli di più recente realizzazione, con una forte connotazione architettonica. I cimiteri storici sono importanti per molti aspetti: sia per motivi artistici in quanto molto spesso si trovano al loro interno vere e proprie opere d’arte utilizzate per rendere omaggio ai defunti, dalle sculture alle tombe di famiglia; sia per motivi storici in quanto è possibile ricostruire intere storie di famiglia o di paesi; è inoltre interessante vedere come alcune tombe abbiano giocato un ruolo quasi da meta di pellegrinaggio, basti pensare alla tomba di Oscar Wilde o Jim Morrison a Parigi, o quella di Stravinky a Venezia, solo per citarne alcune. I cimiteri storici sono anche importanti testimonianze che vengono tramandate alle generazione future, come nel caso del cimitero ebraico di Praga dove sono raccolti i nomi di tutti gli ebrei vittime della deportazione nazista. Un itinerario possibile è quello che collega le città dell’Emilia, da Parma a Bologna passando poi per Ferrara, per finire a Faenza; lungo questo percorso ci saranno molti tratti in comune e molti motivi caratteristici. Partendo da La Villetta di Parma, cimitero voluto da Maria Luisa d’Austria, nel 1818 dopo un tremenda epidemia di tifo. La struttura è quella di un ottagono incluso in un quadrato con un coronamento di portici tipico di queste zone che ospitavano le tombe di famiglia e le cappelle dei vari ordini religiosi. Quattro campi erano destinati alle persone comuni, ai più poveri. L’edificio fu completato alla fine del 1868 e ospita al suo interno diverse figure di spicco tra cui Niccolo Paganini. Ulteriori ampliamenti sono stati fatti alla fine del XIX secolo e negli anni ’30 del XX secolo. Il Cimitero Suburbano ed Ebraico di Reggio Emilia fu iniziato nel 1808 e presenta una classica struttura quadrata porticata e un edificio su più piani risalente agli anni intorno al 1920.  La chiesa all’interno del cimitero dedicata ai Santi Grisante e Daria che si sviluppa lungo una navata unica con abside semicircolare è l’unico esempio neoclassico che si può trovare nel capoluogo reggiano. Poco lontano da Reggio Emilia, nella cittadina di Cavriago è possibile visitare il Cimitero Napoleonico. Inaugurato nel 1810 ha conservato un notevole repertorio di arte funeraria dal neoclassico al Liberty, e riesce a raccontare momenti di storia importanti della comunità di Cavriago attraverso le famiglie e i personaggi che lo hanno caratterizzato. Percorrendo verso ovest la Via Emilia si arriva al cimitero di San Cataldo a Modena. Cimitero che presenta una parte antica databile intorno al 1860/1870 con una struttura porticata su quattro lati, al cui interno trovano posto 8 campi per le lapidi e una parte moderna, un ampliamento del 1971 firmato dall’architetto Aldo Rossi e universalmente riconosciuto come un capolovoro dell’architettura contemporanea. Al linguaggio neoclassico del primo si affianca il concetto di città, la città dei morti con un giusto uso del suolo e dello spazio, un edificio pubblico, con percorsi chiari e razionali. Il rapporto di una città nella città. Degno di nota anche il vicino cimitero di San Prospero a Sassuolo, dismesso nel 1982, contiene al suo interno una collezione di opere ceramiche  che lo rendono uno dei più interessanti della zona. Il Cimitero di Bologna “La Certosa” fu fondato nel 1801 all’interno dell’antico monastero certosino. In seguito alla costruzione di notevoli tombe di famiglia da parte delle più agiate famiglie bolognesi, ben presto il cimitero divenne un museo en plein air. Caratteristiche sono le sculture neoclassiche e le tombe del periodo realista ( intorno al 1870), nonchè i monumenti dipinti ad affresco o tempera su muro episodi pressochè unici nel panorama mondiale tanto che i grandi artisti che venivano in Italia per il Grand Tour come Byron e Stendhal, includevano la Certosa di Bologna nel loro percorso. Abbandonando per un attimo la Via Emilia e dirigendosi verso Ferrara si arriva ad un’altra Certosa. Il cimitero di Ferrara voluto dal Marchese Canonici, si basava sulla antica struttura monastica prevedendo i chiostri come la sede delle tombe dei più ricchi mentre le parti del prato erano destinate alle tombe più povere. La caratteristica del cimitero era che da entrambe le aree era possibile vedere i monumenti più importanti della città: il castello e i campanili. Come ultima tappa abbiamo lasciato il Cimitero dell’Osservanza, a Faenza. Insediatosi nel 1816 sulla strutturaa due chiostri dell’antico convento francescano dell’Osservanza. Ci furono successivamente dei lavori di ampliamento nel 1828 e successivamente nel 1858/1860 la costruzione dell’emiciclo in mattoni rossi che è ancora adesso l’entrata principale. All’interno sarà possibile vedere una collezione di tombe monumentali realizzate con molteplici materiali, dal bronzo alla ceramica, firmate dai più importanti artisti del XX secolo. Un vero e proprio museo di sculture ad arti applicate. In particolare il capolavoro in pietra d’Istria con inserti di terracotta di Pietro Barilotto, la tomba del vescovo Pasi ( 1530).

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Tutte le foto di questo articolo sono di christian, molte altre sullo stesso argomento le potete trovare qui

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  • Massimo

    Vorrei aggiungere il cimitero monumentale di Caltagirone, con delle interessanti cripte neogotiche e loculi decadenti.

    Per variare segnalo anche il vasto cimitero sulla sponda asiatica di Istanbul, che presenta sia le fittissime tombe tipiche turche sia quelle moderne e spaziose.
    Saluti

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  • Anonimo

    grazie mille. conosco il cimitero acattolico di roma, anzi potrei dire che tutto è iniziato da lì. da qualche parte devo avere ancora testimonianza fotografica di quei pomeriggi passati a Piramide. e condivido il fascino per gli anonimi cimiteri del nord america, anche se io ho visto solo quelli in terra canadese; uno dei momenti più belli di quel viaggio l’ho passato qui: http://www.chromophobiae.org/sg.htm

  • Anonimo

    Tanto per aggiungere un nome, il cimitero acattolico di Roma ospita anche la tomba di Gregory Corso. Complimenti per il pezzo!

  • Bel pezzo Christian, e te lo dice un’altra appassionata di “turismo crepuscolare”. I miei preferiti: il cimitero acattolico di Roma accanto alla Piramide di Cestio (dove sono sepolti John Keats, Shelley, e Gramsci), il cimitero storico di Highgate a Londra (che non è il cimitero omonimo – e comunque molto intressante – in cui è sepolto Marx) bensì un impressionante connubio di garden design neo-gotico e Orientalismo funerario, e una serie di anonimi cimiteri di paese visti recentemente a Cape Cod, nei quali mi aspettavo un’apparizione del protagonista del mio libro preferito (A Prayer for Owen Meany di John Irving) da un momento all’altro.