Arriviamo a Inverness verso le undici di sera, saremmo dovute arrivare qualche ora prima, ma – sfinite da un viaggio in pullman non stop da Londra durato più di 10 ore – ci dimentichiamo di cambiare autobus, ci facciamo lasciare in una stazione sperduta e, alla fine, riusciamo ad arrivare nel nord della Scozia quando ha appena iniziato a fare buio. Da Londra a Inverness abbiamo rincorso il sole, che sembrava rallentare il suo tramonto a ogni chilometro in più che facevamo verso The North, come indicavano i cartelli stradali.

Inverness, verso le undici di sera, è un paese piccolo, buio e silenzioso. La strada principale corre parallela al fiume, che attraversiamo a passi lunghi per raggiungere il nostro bed and breakfast, prenotato su internet. Ad aspettarci non ci sono i proprietari ma Garry, il loro figlio più grande, che ci aspetta accoccolato sul divano, con il laptop sulle ginocchia. Ci saluta, ci mostra in punta di piedi la casa e ci augura la buonanotte. Tocchiamo volentieri i materassi dei nostri due letti singoli nella stanza mansardata e tinteggiata sui toni del rosa e dormiamo la nostra prima notte in terra scozzese.

La mattina dopo Garry ci serve la colazione nel piccolo soggiorno, mentre sua madre e suo padre cucinano assieme in cucina. Possiamo scegliere tra cereali, muesli, porridge scozzese oppure le più tradizionali salsiccie e uova (biologiche) cucinate in 4 modi: fritte, in camicia, strapazzate o bollite, funghi, fagioli, pane tostato e, per gli stomaci più forti, il black pudding. Non mancano croissant, marmellate, tè, caffè, succhi di frutta e yogurt.

L’ Ardgarry Guesthouse non è un bed and breakfast di lusso, assomiglia invece alla quintessenza di questa tipologia di sistemazione, nata nel mondo anglosassone. Di tutti quelli in cui ho dormito dai 18 anni in su, questo è uno dei più accoglienti e familiari: al piano terra ci sono una cucina in legno chiaro, piccola e affollata, e un soggiorno con tavolo per la colazione e caminetto. Al primo piano ci sono cinque camere: 3 singole, una doppia con letti singoli e una doppia con letto matrimoniale e bagno privato. Ogni stanza, oltre alla Tv e all’indispensabile phon (mai fare senza in Scozia), ha il classico bollitore per preparare in camera una tazza di tè o caffè.

Le tariffe vanno da 28 a 34 euro a persona, un prezzo più che conveniente e onesto, considerato il costo medio di un B&B in Italia. Garry ci lascia la password del wi-fi di casa e ci spiega quali sono le cose più interessanti da vedere in città. Prima di salutarlo e partire per le isole Ebridi gli anticipiamo che ci piacerebbe tornare, a chiusura del nostro viaggio, ci consiglia di fare un colpo di telefono qualche giorno prima, cosa che ovviamente ci dimentichiamo di fare ma, quando arriviamo alla sua porta per chiedergli se ha una stanza libera per la nostra ultima notte in Scozia, ci accompagna in fondo alla strada, al B&B di un suo amico, ben felice di accoglierci e ospitarci.

Quanto a Inverness, assieme a Oban è l’unica città scozzese che ci ha risparmiate la pioggia incessante, regalandoci un pomeriggio lungo le rive del suo fiume e alla scoperta del castello che domina la città, sotto cui si svolgono matrimoni tradizionali con tanto di kilt e cornamuse. A pochi chilometri dal centro c’è Loch Ness, il celebre lago che abbiamo volutamente snobbato preferendo una birra al The Castle Tavern.

Da qualche anno, i proprietari dell’Ardgarry Guesthouse affittano anche una casa in campagna, a circa 20 kilometri dal centro della città. Il soggiorno minimo è di 3 notti e la tariffa va dai 500 ai 600 euro a settimana.

Delle ragioni per cui andare in vacanza in Scozia, invece, ne parliamo più avanti.