Se a ritrarre i newyorkesi ci pensa Brandon Stanton – impegnato nel mega-progetto fotografico Humans of New York, a fotografare i berlinesi, autoctoni o immigrati, ci ha pensato Florian Reischauer, austriaco di nascita, berlinese d’adozione che, nel 2007, dopo essersi trasferito in città con la sua macchina fotografica, inaugura il progetto Pieces of Berlin. All’inizio sarebbe dovuto essere un libro, una raccolta fotografica dei volti e dei personaggi più interessanti incontrati tra le strade di Berlino. Ma le sue foto, scattate rigorosamente in medio formato analogico, ritraevano anche i luoghi sul punto di scomparire, una sorta di memoria storica della città europea che, più di ogni altra, vive di e nel cambiamento continuo. Incuriositi dai suoi ritratti – che ora pubblica sul suo blog – abbiamo contattato Florian per fargli qualche domanda, ecco cosa ci ha risposto:

NBM: Ci spieghi brevemente il tuo progetto Pieces of Berlin?

F: POB è iniziato come un progetto per la realizzazione di un libro fotografico. Quando mi sono trasferito a Berlino nel 2007 ho portato con me la mia macchina fotografica e ho iniziato a scattare foto nei posti che mi sembravano più interessanti, fino a quando ho realizzato che molti venivano demoliti. Quindi ho iniziato a fotografarli per ricordarli e salvarli, in qualche modo. Dopo la pubblicazione del libro (che si può acquistare online sul sito di Florian, ndr) ho aperto un blog che, però, si focalizza più sui berlinesi che sulla città. I quartieri e la gente di Berlino sono così variegati. Pubblico una nuova foto praticamente un giorno sì e un giorno no.

NBM: Perchè hai cominciato a fare foto ai berlinesi?

F: Come ho detto prima, ci sono persone e quartieri così diversi uno dall’altro, ognuno ha il suo fascino e, più che quartieri, assomigliano a paesini connessi tra di loro per creare una metropoli. Puoi decidere se vivere nell’anonimato della metropoli o nella familiarità del paesino, dove chiunque ti conosce. Puoi creare il tuo stile di vita, una cosa che non è possibile fare in altre grandi città. Quello che voglio è mostrare questa varietà e la quotidianità dei berlinesi.

NBM: Perchè hai scelto la fotografia analogica e il medio formato?

F: Sono innamorato della fotografia analogica. Ogni tanto uso anche il digitale e non mi schiero contro, ma tutte le macchine analogiche hanno un’eleganza particolare e affascinante, e posso giocare con gli errori. Uso pellicole scadute e una vecchia macchina fotografica in cui filtra luce, e mi piace. Generalmente, poi, scatto una sola foto per ogni persona che ritraggo e vedo il risultato solo dopo aver sviluppato la pellicola. Se usi il digitale, finisci col fare 30 foto, controllarle subito dopo lo scatto o immediatamente, perdendo così l’attimo dello scatto in sè.

NBM: Come avvicini i tuoi soggetti? Sono persone che già conosci?

F: Delle circa 100 persone di cui ho pubblicato le foto sul mio blog, ne conoscevo soltanto 2, due miei amici. Gli altri no. Di solito faccio foto per il blog una volta a settimana, scelgo il quartiere che voglio esplorare, cammino e chiedo alle persone. La cosa più importante è fotografare sia uomini sia donne. Il resto non importa: età, l’aspetto o l’estrazione sociale.

NBM: Ultima domanda, ci consigli un bar, un ristorante e un negozio da vedere a Berlino?

F: Farò del mio meglio. Consiglio prima di tutto Ida Nowhere in Neukölln, una piccola associazione culturale che apre ogni sabato sera e organizza serate interessanti, concerti eccetera. Un ristorante che mi piace è Il Ritrovo (Gabriel-Max-Straße 2), una vera pizzeria italiana in Friedrichshain. Un negozio? Forse Neurotitan, che vende musica e libri in Hackischer Markt (Rosenthaler Straße 39).

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Tutte le foto dell’articolo, incluse le tre in alto e in home page, sono di Florian Reischauer.