Dice: “Qual è stata la vostra estate più bella?”. Io dico che ogni estate è bella. Credo che le parole ‘estate’ e ‘brutta’ non si incontrino mai, linee che vanno in direzioni opposte. Perciò, la risposta è difficile. I ricordi in manica corta si presentano uno a uno, rincorrendosi, cercando di occupare il centro del tavolo, la sedia libera dove raccontarsi. Appena un ricordo in bermuda si siede, ne arriva subito un altro e lo sposta ed è tutto un rincorrersi, bimbi allegri di giocare a rimpiattino. Perciò, l’estate migliore sarà la prossima che inventerò o che vivremo, un’estate senza tempo e distanze.

Avrò tanto tempo libero e potrò tornare per due settimane in un villaggio vacanze dove inventare un nuovo esperanto con i compagni di giochi e imparare i tuffi dal trampolino. Saremo carne striata dal sole in un panino di azzurro cielo e azzurro piastrelle della piscina e nelle pause giocheremo a basket poi andremo in una casa vicino al mare e ci stancheremo dal fare avanti e indietro coi teli e le borse tanto che poi alla sera ci sposteremo in un hotel di lusso a farci massaggiare con vizi. Sarà l’estate dove le distanze si annulleranno e al mattino farò un paio di discese sul ghiacciaio, con la camicia di flanella per non avere la tuta addosso che fa caldissimo. E quando il caldissimo arriverà, saremo in riva al mare a mangiare gamberoni e domare cavalloni. Riprenderò a giocare a tennis con la maglietta strizzata di sudore, per poi sfiorare la noia di pomeriggi in un prato a cercare l’ombra, decifrare le direzioni di uccelli e le parole di libri lunghissimi per poi prendere la macchina e andare a scoprire il fresco del paese vicino, dove forse ci sarà una festa coi tortelli da mangiare, che tanto in giro ce n’è sempre qualcuna.

Quell’estate dove, dopo tutta questa attività, sarò spalmato sul divano a farmi gli occhi rettangolari in un maratona di film, finchè non suoneranno al campanello e giocheremo tutto il pomeriggio e alla sera andremo a fare una grigliata, una sera in ogni casa. Sarà quella dove ti penserò e mi mancherai o il contrario. Quella dove dormiremo ancora in otto in una stanza, prima di farci belli per uscire per poi farci brutti mentre siamo fuori. Sarà la stagione dove aspettare mentre si passeggia in mezzo ai monti e ubriacarsi stanchi della salita con una birra e due risate. Quella dove seguire la guida dei festival musicali e aspettare l’inizio del prossimo concerto. E se piove, avremo il k-way e un cappello bellissimo. Sarà il sogno di un mese per andare là in fondo al mappamondo a fare quel viaggio speciale. Quella… sarà la prossima estate che vivrò o che ci inventeremo.

Titoli di coda:

The Leisure Society – Into the Murky Water
LOW – Especially Me
Brunori SAS – Rosa
Gonzales – Knight Moves
Mogwai – How to Be A Werewolf

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Il racconto di Antonio Borelli chiude il nostro speciale sulle Estati Passate.

Le trasmissioni riprenderanno dal 1 settembre con la Ultimate Train Challenge, il Milano Film Festival, una 3 giorni a Berlino e m0lto altro…