Cosa non si inventano i travel blogger per tenersi occupati. L’ultima uscita di Michael Hodson di Go, See, Write, per esempio, prevede che 5 travel blogger scelti a suo insindacabile giudizio partano il 1 settembre da Lisbona con destinazione Saigon. Niente aerei, però. L’unico mezzo di trasporto consentito è il treno.

La sfida non sta semplicemente nell’arrivare sani e salvi a destinazione in 30 giorni. Il vincitore della Ultimate Train Challenge sarà anzi il blogger che, per arrivare a Saigon, avrà percorso il maggior numero di chilometri.

Le regole sono semplici: i partecipanti devono prendere almeno un treno al giorno; una volta entrati in una nazione, non è possibile tornare indietro per accumulare chilometri e, ovviamente, non si possono ripetere le stesse tratte ferroviarie. Non contento, Michael ha anche organizzato delle sfide collaterali come la sfida al karaoke migliore, a chi porterà a destinazione una lattina di coca cola in russo o cinese o, ancora più difficile,  riuscirà a farsi una foto con un impiegato delle ferrovie russe che lo abbraccia/bacia.

L’idea è venuta a Michael perchè la Lisbona-Saigon è, a detta sua, la più lunga tratta ferroviaria continua esistente al mondo: (quasi)  infinite le possibilità, (quasi) infiniti gli itinerari.

I blogger coinvolti saranno lo stesso Michael, Nora Dunn di The Professional Hobo, Anil Polat di FoxNomad, Jeannie Mark di Nomadic Chick e Chris Richardson di The Aussie Nomad. La Ultimate Train Challenge prenderà il via oggi 1 settembre da Lisbona, e sarà possibile seguirla sia sui blog dei partecipanti sia sul blog ufficiale.

A prescindere dalla sfida in sé, che coinvolgerà noi altri viaggiatori solo come spettatori, la Ultimate Train Challenge è uno spunto interessante per ripensare il viaggiare in treno e, volendo, lo stesso concetto del viaggiare.

Al posto di limitarci al tipico inter-rail nelle capitali europee, con  tappe che di solito sono studiate per sfruttare al massimo il nostro biglietto, perchè non cercare di percorrere il maggior numero di chilometri, scendendo in stazioni sperdute tra le Alpi e la Foresta Nera? Se per arrivare a Monaco da Milano si impiegherebbero generalmente 7-8 ore, perchè non dilatare le distanze?

Lo stesso vale per il viaggio con qualsiasi altro mezzo: generalmente ci spostiamo con limiti di tempo ben precisi che, nel bene e nel male, condizionano anche i limiti spaziali che imponiamo al nostro viaggio. E se invece, per una volta, facessimo davvero del viaggio la destinazione?