Fa caldo, Roma d’agosto è quanto di più vicino all’inferno in terra si possa immaginare, e il Vaticano sta al centro di Roma. Fate voi.

L’afa su via della Conciliazione ti toglie la voglia di vivere. In un’ipotetica classifica sarebbe l’ultimo posto al mondo (penultimo se ci mettiamo il deserto) dove un essere umano dotato di un minimo di amor proprio dovrebbe recarsi: le file per entrare a San Pietro sono infinite, non ci sono alberi e una bottiglia d’acqua da mezzo litro costa due euro. Rifate voi.
Premesso ciò, c’è sempre un mucchio di gente, che pur di mettere la bandierina sulla propria vacanza, manco si trattasse di una spedizione sulla Luna, si accoda silenziosa e ventagliomunita per guardare coi propri occhi la “bellezza estasiante” della Cappella Sistina (a occhio, il 90% dei visitatori non capisce minimamente nulla di arte, e “vive” la Cappella Sistina come un texano vivrebbe una partita di calcio all’Olimpico “who’s that player with the number 10?”).

La cosa che più mi turba è la presenza di milioni di rappresentanti del vecchio sesso. Fa strano sapere che gente che nella vita di tutti i giorni non riesce ad alzare una cassa d’acqua riesca, invece, a rimanere così ostinatamente in piedi per poter godere della santissima arte vaticana. Ma, del resto, il 90% (dati Istat) degli anziani farebbe qualsiasi cosa per comprarsi una partecipazione dignitosa in paradiso.

Ma allora, mi sono domandato più e più volte, sono io ad avere torto? Sono io lo stolto caprone che se ne frega della bellezza universale? Forse. Io la Cappella Sistina, come la Monnalisa, l’avrò vista centoventi milioni di volte, mai dal vivo.

«Ma non è la stessa cosa!», direte voi con tono da ‘ascolta me, povero stolto’, e allora vi dico una cosa che viene dal profondo del mio cervello: fatelo anche per me, fate le foto, sparacchiate i flash, cambiate gli obiettivi e catturate l’immagine delle due dita che si incontrano da una nuova, inedita, mai vista prima, angolazione fantafavolosa.

Sentitevi parte dell’umanità migliore, togliete dalla vostra lista “cosa da fare prima di morire” CAPPELLA SISTINA: FATTO! Incrementate la vostra cultura personale, sudate assieme ai giapponesi e fate tutti insieme “OOOhh what a marvelous place” mentre la cicciona americana di fianco a voi respira affannosa col suo alito dolciastro al sapore di McDonald.

Ah, siccome siete in centro, tante volte voleste, potete raggiungermi, mi trovate a via della Pace, vicino piazza Navona, c’è un bellissimo bar al piano terra di un palazzo coperto d’edera, veramente suggestivo a modo suo. Se non sono lì, sono al pub di fronte che il negroni costa la metà.

_

Le foto alla Cappella Sistina sono state scattate da Umberto Pettazzoni.
Umberto ha 32 anni e vive e lavora a Milano vicino a San Siro. Non vede partite nè concerti ma gli piace lo stadio (da fuori). Passa la giornata tra i set di fotografi di moda, ritratti e pubblicità, che assiste quando non si dedica alla sua ricerca personale. Questo è il suo tumblr.

Il testo è di Valerio Massacci che, come ci aveva già raccontato, è un turista che non fa le foto.

  • Pensa che invece per me sono veramente belle perché attraggono l’attenzione verso la mania di fotografare tipica del turista, e il buco tra ciò che si fotografa e il risultato finale. Si vede che Umberto ha studiato Thomas Struth. 

  • Giovanni le foto sono state fatte volutamente così da Umberto! Non sono una svista 🙂

  • Giovanni

    il punto di vista del post è anche interessante, ma le fotografie sono davvero brutte!