Il fotografo Craig Nunn ha viaggiato per sette settimane in India senza una meta precisa; il risultato di questi giri è il suo spendido libro Hindustan Zindabad pubblicato da qualche mese e che abbiamo apprezzato molto. Per questo motivo abbiamo  intervistato Craig per farci raccontare un po’ di più di questo progetto.

(Don’t speak Italian? You can read the English language version of the interview here!)

M: Come è nato questo progetto?

CNHindustan Zindabad è il risultato di un’estate trascorsa viaggiando per l’India. Mentre ero lì, ho comprato un sacco di pellicole 35mm scadute che avevano passato gran parte della loro vita in vetrine di negozi battute dal sole. Il caso ha voluto che, una volta sviluppate con la tecnica del cross-process, i colori vividi e vibranti delle fotografie sono riusciti in qualche modo a riflettere il technicolor dell’India.

M:Quanto sei rimasto in India? Hai seguito un itinerario particolare? Ce ne parli? 

CN: Siamo arrivati in India solo con il biglietto di ritorno, niente itinerari, e sette settimane da riempire. Abbiamo trascorso i primi giorni a Mumbai, prendendo parte alle riprese, tra le altre cose, un film di Bollywood. Una volta capito come funzionava il sistema di acquisto dei biglietti ferroviari indiani, ci siamo diretti a nord nel Rajasthan e nel Punjab, dove abbiamo fatto trekking nel deserto a cavallo di cammelli, festeggiato l’indipendenza sul confine indo-pakistano e dormito nel luogo più sacro del sikhismo, il Tempio d’Oro nel Amritsar. Da lì, abbiamo attraversato il paese per vedere il Taj Mahal ad Agra e i ghat di Varanasi, sulle rive del Gange. Poi, abbiamo passato qualche giorno tra le piantagioni di tè del Darjeeling, ci siamo diretti a Kolkata per assaggiare le delizie della cucina del Bengali e abbiamo concluso il viaggi trascorrendo l’ultima settimana girando in moto tra le spiagge di Goa.

M: Ci sono consigli che daresti a qualcuno in partenza per l’India?

CN: La gente mi chiede spesso consigli, l’unico che posso dare è: andate! Andate in India. Create il vostro itinerario e i vostri ricordi. Non seguite itinerari altrui. Andate alla scoperta.

M: Sei rimasto deluso da qualche posto in India? Se sì, perché?

CN: Niente mi ha deluso, perché non sono partito con aspettative particolari. Tutto ciò che vedevo mi stupiva.

M: Perché hai deciso di autoprodurre il tuo libro?

CN: Perché non sapevo come trovare un editore disposto a pubblicarlo! I siti come blurb.com hanno democratizzato la pubblicazione di libri, soprattutto per fotografi come me, dandoci totale controllo editorale sul prodotto finale, quindi per me è stata una scelta scontata.

M: Dove vivi? 

CN: Vivo a Ely, la seconda città più piccola d’Inghilterra.

M: Ci consigli cosa vedere a Ely?

CN: Gli appassionati di architettura non dovrebbero perdersi la cattedrale dell’XI secolo. Anche la casa di Oliver Cromwell vale la pena. I miei due posti preferiti in assoluto sono Toppings & Company, una libreria per veri amanti della lettura che offre a tutti i clienti tè e caffè gratis e la pluripremiata Peacocks Tearoom, che serve tè da ogni parte del mondo, escluso l’Antartide.

_

Il libro di Craig Nunn Hindustan Zindabad è acquistabile online.