Barcellona doveva essere molto diversa allora, nel 1929, quando la Germania incaricò Ludwig Mies van Der Rohe di progettare il padiglione per l’Esposizione Universale. Non c’era di certo il traffico e gli edifici che oggi si snodano intorno alla Fiera che ospita il padiglione. Quando fu inaugurato già si sapeva che di lì a poco sarebbe poi stato demolito, e così fu. Nel giro di qualche mese, nel 1930, la struttura fu completamente smantellata. Fu solo grazie allo sforzo di un gruppo di architetti spagnoli che negli anni ’80 si inizio a prendere in considerazione l’idea di ricostrurilo. Dopo un attento studio dei materiali dell’epoca, delle foto e dei disegni, nel 1986 il padiglione tornò in vita. All’interno dell’Esposizione avrebbe dovuto consentire ai visitatori di prendere qualche minuto di pausa, un posto dove soffermarsi, rilassarsi  e riposarsi prima di tornare alle meraviglie in mostra. Ancora oggi la sua funzione non è cambiata. Quando si salgono i gradini che portano all’ingresso si arriva in una stanza velatamente delimitata da pareti in pietra o vetro. Non esistono porte, lo spazio scorre fluido tra interno ed esterno. Gli esili pilastri cruciformi che reggono la copertura piana, quasi scompaiono alla vista. Anche qui, come già raccontato a proposito di Ronchamp, non mancheranno i pellegrini: sono identificabili da un leggero sorriso inebetito, dallo stato di ipnosi in cui volutamente cadono guardano le venature del marmo antico di Vert o dell’ onice dorato, dalla fortissima propensione a stare seduti sulle poltroncine per più di 4 ore senza mai staccare la mani dalla struttura in acciaio. Non fateci caso, passate oltre e cercate di girare tutto il padiglione cercando di pensare che tutto quel vetro, quell’uso sapiente dei materiali, quella modernità, l’eleganza delle linee, la qualità della luce e dello spazio, arrivano dritti dritti dagli anni ’30. Quella che viene comunemente definita “pianta libera” vi permetterà di apprezzare le scansioni dello spazio date dalle pareti, dai punti di vista. Non troverete nulla fuori posto, nulla che non sia stato pensato nel minimo dettaglio. Le vasche d’acqua che amplificano e riflettono lo spazio, il senso di calma e di perfezione stereometrica. Raramente vi capiterà di passeggiare in un posto tanto bello. Uno costruito dall’uomo, s’intende.

Informazioni Utili

Av. Francesc Ferrer i Guàrdia 7

Tel: 93 423 40 16

Orari:
da Lun a Dom: dalle 10:00 alle 20:00

Ingresso:
Intero 4,6 euro
Studenti 2,5 euro
Ragazzi under 18 gratis

Come Arrivare:

Metro L1 – L3 (Espanya)

Bus 13 50 Plaça (Espanya)

FFCC (Espanya)

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Le foto sono di Sandro Maggi, in copertina foto di Wojtek Gurak su licenza CC

  • Anonimo

    Complimenti per l’articolo e grazie per aver scelto le mie foto! Ciao Chris!

  • Anonimo

    Grazie mille, Edo!

  • Edo Passarella

    Sempre bravo e approfondito Christian. Me lo archivio. Ciao!