20 Dec 2011, Posted by NBM in Xmas, 1 Comment. Tagged ipanema, natale, rio de janeiro
Natale a Rio de Janeiro
Il Natale a Rio arriva senza nessun annuncio, mentre la gente cammina per le strade affollate, accaldata, sudata e guardinga. Il sole cuoce qualsiasi cosa sull’asfalto rovente, e tutti hanno un unico desiderio: spogliarsi il più possibile e tuffarsi nelle acque gelate di Ipanema o pegar onda a Barra da Tijuca. Potresti non accorgerti nemmeno che una delle feste religiose più importanti della cristianità si sta approssimando, se non fossero le vetrine dei negozi a ricordartelo. Colori sfavillanti, dal rosso vermiglio all’oro lussurioso, folletti, renne, babbi natale che scalano abeti finti coperti di neve di zucchero o di cotone. I jingle natalizi serpeggiano nelle grandi avenidas, fuggendo veloci a ogni porta scorrevole che si apre frettolosa e che si richiude con altrettanta velocità mentre la calca sul calçadão comprime e reprime e le auto urlano la loro rabbia con i clacson imbottigliate nel traffico. Sul calar della sera, le cose sembrano migliorare un pochino: luci sgargianti illuminano a giorno il cielo carioca, il grande albero luminoso della Lagoa mostra quanto lussureggiante sappia essere una festa in Brasile e attorno alle chiese sciami di mãe de santo, le vecchie santone in lunghi abiti bianchi che animano anche il carnevale carioca a febbraio, accendono candele votive, in numero di gran lunga superiore rispetto alle serate normali.
La festa più carioca di tutte, comunque, avverrà una settimana dopo, a Capodanno. Allora tutti si vestiranno di bianco, aspetteranno che le luci del Natale si rovescino in fuochi d’artificio mai visti dall’Hotel Meridien di Leme, si accalcheranno cantando un pagode malinconico o un batuque ritmato sui marciapiedi dell’Avenida Atlantica e poi aspetteranno la fine dell’anno bagnandosi vestiti nelle acque di Ipanema, spingendo piccole o grandi barche di paglia e di carta sull’acqua, recando doni a Iemanjà, la dea regina del mare affinché porti pace e prosperità e allegria ai giorni dell’anno appena nato. E’ l’anima brasiliana che esce allo scoperto, dopo aver celebrato una festa religiosa che ha dovuto imparare a venerare ai tempi della colonizzazione e la grande conversione. Per mascherare i riti africani del candomblé, i nativi nascondevano i propri dei dietro le immagini votive dei santi cattolici. E così, dopo aver festeggiato la tradizione-scudo del Natale, il carioca si libera delle costrizioni convenzionali e celebra finalmente all’aperto e senza timidezze i suoi orixas.
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