Il nostro ventilatore era rotto. Non l’avevamo rotto noi, al nostro arrivo, si era semplicemente rifiutato di funzionare. Così, in piena tradizione da veri-inglesi-all’estero, lo avevamo decorato con decorazioni luccicanti che avevamo infilato con prudenza nello zaino mesi prima. La cosa strana del guardare le decorazioni natalizie da dietro la zanzariera è che non sembravano proprio decorazioni natalizie ma terrificanti vermicelli che avevano finito con lo spaventarci per tutta la notte, ricordandoci, per di più, che l’aria condizionata non funzionava. Ma eravamo nella giungla! Dopo una sveglia alle 3 di mattina, un accidentato e appiccicoso viaggio in auto di 4 ore e una lenta processione tra acque potenzialmente piene di sanguisughe, ci trovavamo ai piedi del sentiero che ci avrebbe condotti nel mezzo della giungla thailandese per 6 giorni.

‘Pura meraviglia’ è un’espressione riduttiva, un’emozione troppo benigna, per avvicinarsi lontanamente a ciò che avevo provato. Eravamo impolverati, con i piedi doloranti e dormivamo a pezzi in amache aggrappate ad alberi questionabili. C’erano le vallate temperate, i viaggi notturni per evitare il caldo e la luce troppo forte, le terrazze di risaie intagliate nelle profondità delle montagne e gli scintillii dorati e arancioni dei ‘fishy farmers’, le carpe che nuotano tra l’erba verde e rigogliosa delle risaie nutrendosi di parassiti. E poi c’erano i nostri ‘cammelli’, i nostri pesanti divani-elefante con piedi morbidi, pelle grigia e orecchie a penzoloni che ci portavano via dalle città e dalle strade, dagli affari imperdibili e dal Natale che ci stavamo perdendo, conducendoci agli alberi di banane, alle cascate e al più grande universo stellato che avessimo mai visto.

Forse, gran parte di questo ricordo è ‘follia’. Ma da quel viaggio, anche io non mi trovo più a mio agio dentro quella cosa chiamata Natale, costruito nel modo che ci si aspetta. Ho trovato un altro tipo di Natale, quell’anno: un Natale di meraviglia, di silenzio, di natura, un Natale che è stato un viaggio attraverso colline ai piedi di altre colline e attraverso valli e sù, fino allo splendore del cielo aperto.

Rowan Rutter

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La foto in alto e in homepage è stata scattata in Thailandia da ILhan Gendron.

  • Chris, grazie per il bel commento. Il natale in Thailandia di Rowan ha scatenato invidie e ripensamenti (per i natali futuri) un po’ per tutti noi di NBM…

  • Blogdiviaggi

    Mi sono molto ritrovato in cio’ che hai scritto, un Natale di meraviglia, di silenzio, di natura.
    Il tuo post mi ricorda le nostre avventure in Thailand, che bello, quanti ricordi ed emozioni.
    Sai, il viaggio mi ha un po’ cambiato, come forse ha fatto con te 🙂