Quando abbiamo aperto NBM pensavamo al sito come un luogo che raccontasse il mondo attraverso storie (di viaggio) altrui. Grazie alla NoBordersMap questo ‘desiderio’ si sta avverando ma, in attesa di coprire quasi tutto il globo, oggi parliamo di un progetto simile al nostro, di più ampio respiro e tutto americano.

Cowbird, come recita la descrizione del sito, è “una piccola comunità di persone che amano raccontare, una comunità focalizzata su un modo di raccontare più profondo, duraturo e personale di tanti altri che si trovano in rete”. Cowbird permette agli utenti iscritti (per ora solo su invito) di scrivere un diario personale utilizzando parole, audio e video, e di collaborare con altri nel documentare quei racconti che si intrecciano, si accavallano, si sfiorano. L’obiettivo a breve termine del sito è lanciare una nuova forma di giornalismo partecipativo, fondato sulle semplici storie che ognuno di noi vive e che si nascondono dietro le notizie più importanti date dai telegiornali. L’obiettivo più ambizioso? Costruire una biblioteca pubblica e virtuale composta dalle storie raccontate, così che la conoscenza, l’esperienza e la saggezza di ognuno di noi possano vivere anche come parti di un tesoro comune, disponibile sia per questa sia per le generazioni a venire.

L’esperimento più interessante fino ad ora è il racconto della ‘saga’ del movimento Occupy: l’occupazione prima di Zuccotti Park a New York e poi di tante altre piazze in tutti gli Stati Uniti, viene raccontata con diari quotidiani sulla pagina dedicata di Cowbird. Immagini, video, cronache e racconti più personali regalano al pubblico una nuova prospettiva da cui osservare il movimento.

E i viaggi? Cosa c’entrano? C’entrano, perchè è possibile navigare tra le storie di Cowbird attraverso i luoghi in cui sono ambientate o di cui parlano, basta cliccare sul piccolo mappamondo in alto a sinistra per trovarsi catapultati in una pagina suddivisa per paesi. UK, USA, Islanda, Svezia. Volete sentire cos’ha da dire la rete sul Canada? Basta cliccare sul tab corrispondente e leggere le sue storie. Certo, gli autori di Cowbird non sono giornalisti professionisti, scrittori affermati o fotografi quotati. Ma le loro storie acquistano valore perché condivise con gli altri e perché parte di un puzzle collettivo, una versione XL del progetto di Brandon Stanton.

Come accennavo, per il momento Cowbird è aperto solo a inviti. Per partecipare è necessario scrivere al team e spiegare quali storie vogliamo raccontare. Il team promette di leggere tutte le richieste e di rispondere entro qualche settimana. È ancora presto per capire se Cowbird sarà un’idea vincente oppure no, ma il progetto – assieme a tanti altri, come Re: Cities di Joseph Gordon-Levitt – ha le potenzialità per diventare, a sua volta, un pezzo del puzzle mondiale che, grazie a internet, stiamo creando nel tentativo di raccontare, registrare e archiviare ciò che ci succede come esseri umani.