Lo scorso ottobre, durante il London Film Festival, abbiamo assistito alla proiezione di un documentario molto bello e particolare intitolato Darwin. Girato nel bel mezzo della Death Valley, racconta la storia non del celebre scienziato e naturalista, ma degli abitanti di Darwin, città (quasi) fantasma in cui vivono 43 persone. Divertente, profondo e originale, Darwin è stato diretto da Nick Brandestini, che ha accettato di rispondere alle nostre domande. Ecco cosa ci ha raccontato:

(You can read the English language version of the interview here)

I: Come sei venuto a contatto con Darwin e come descriveresti la prima volta che sei arrivato in paese? Ci sei andato già con l’idea di fare un film o l’idea ti è venuta mentre eri in viaggio? Cosa ti ha attratto di quel posto?

NB: Il progetto ha preso il via all’inizio del 2009, quando ho incontrato i miei co-produttori Sandra Ruch e Taylor Segrest a Losa Angeles. Li avevo conosciuti a un festival di cinema nel 2007 e volevo lavorare con loro. Quindi gli ho presentato l’idea di fare un documentario su chi vive in città fantasma. Non sapevamo ancora in quale città l’avremmo girato. Ma dopo aver visto alcuni paesi durante un viaggio da Los Angeles a Las Vegas, mi sono interessato a queste piccole comunità che vivono nel mezzo del deserto e volevo saperne di più. Ho scelto Darwin perché era un’ex città di minatori, aveva nelle vicinanze una base militare e aveva un nome memorabile.

La prima volta che sono andato a Darwin è stata un’esperienza abbastanza surreale. Ci sono andato con Taylor e, sulla strada, un aereo da guerra aveva sorvolato la nostra auto, a pochi metri di altezza da noi. Un bel colpo. Poi, quando siamo arrivati a Darwin, la città sembrava completamente abbandonata, come se fosse già diventata una città fantasma disabitata. Quando abbiamo incontrato i suoi abitati, loro erano scettici sul progetto ma ci siamo trovati facilmente e alla fine hanno accettato di partecipare.

I: Puoi raccontarci qualcosa di più sulla realizzazione di Darwin? Quante volte siete andati in loco, quando avete realizzato (se l’avete fatto) una sceneggiatura, quanto tempo ci avete messo per montare il film ecc…?

NB: Sono stato a Darwin 5 volte durante la fase di riprese. Non avevamo una sceneggiatura fissa ma c’erano tematiche che volevamo approfondire. Di solito alla fine di ogni visita ne discutevo con il team e si partiva da lì. È così che siamo arrivati all’idea di organizzare il film in 10 capitoli, ognuno focalizzato su un tema come religione, storia, guerra ecc. Dopo ogni visita, montavo il materiale. Ovviamente ci sono stati cambiamenti. Abbiamo iniziato a inviare il film ai vari festival nel settembre del 2010.

I: Come descriveresti Darwin a chi non ci è mai stato e non ha mai visto il film?

NB: Gli direi che Darwin è un ritratto intimo di un luogo affascinante che gli spettatori difficilmente potranno visitare dal vivo. Penso che il film sia divertente e bello da vedere, ma che esplori allo stesso tempo tematiche serie e filosofiche. Anche la colonna sonora è fantastica. È stata composta da Michael Brook, che ha composto la colonna sonora di Into the Wild, An Inconvenient Tryth e The Fighter.

I: Del film mi è piaciuto particolarmente il modo in cui hai presentato le persone e le loro storie con grande rispetto, anche quando esprimevano opinioni controverse o dicevano cose che suonavano completamente fuori di testa. Il film è molto divertente in certi momenti, ma la sensazione è che sia benevolo, non si ride mai degli abitanti di Darwin. È stato difficile, per te come regista, rispettare le opinioni degli intervistati anche in caso di disaccordo? Come lo facevi?

NB: Descrivere gli abitanti di Darwin in un modo bilanciato è stato molto importante per me. Penso di poter dire con certezza che sono più eccentrici e originali dell’essere umano medio, ma penso che gli spettatori potranno relazionarsi ai loro problemi e alle loro storie. Personalmente mi sono trovato molto bene con molti di loro, si sono dimostrati molto gentili con me.

I: Darwin sarà distribuito in Italia? (Noi ovviamente speriamo di sì!)

NB: Nel 2012 dovrebbe uscire il DVD di Darwin. Se qualche film festival italiano mi contattasse e fosse interessato alla proiezione del film, sarei felice di inviarglielo. Per ora non è mai stato proiettato in Italia ma spero che un giorno si possa farlo.

I: Ho letto sul tuo sito che sei nato in Svizzera ma sei cresciuto negli Stati Uniti. Puoi raccontarci qualcosa della tua storia e di come sei arrivato alla regia? Vivere in paesi diversi ha influito su di te come regista?

NB: Beh, non direi di essere cresciuto negli Stati Uniti. Ci ho vissuto dai 2 ai 6 anni. Ma sono molto legato agli States e ci sono tornato molte volte da quando mi sono trasferito in Svizzera. Il mio interesse per il cinema è nato perché da piccolo mi hanno regalato una videocamera. Per molto tempo ho girato solo filmini casalinghi. Ma a un certo punto ho iniziato a pensare a un film vero e proprio, anche “solo” un documentario. Così ho girato un documentario intitolato Return to Florence su una scuola d’arte a Firenze, dove mio padre aveva seguito un corso di pittura qualche anno prima.

Credo che le mie origini svizzere mi abbiano aiutato durante la realizzazione di Darwin. Gli abitanti di Darwin mi hanno visto come uno straniero e quindi si sono sentiti meno minacciati da me. Hanno trovato anche molto strano che qualcuno proveniente da così lontano fosse interessato a loro. Pensavano a Darwin come a una piccola città noiosa.

I: Dove vivi ora? Gireresti un film sul paese dove vivi? Perché o perché no?

NB: La mia città natale è Zurigo e mi piace parecchio viverci. Ma, al momento, non saprei che film girare lì. Come molte altre persone, sono più interessato a situazioni che non mi sono familiari. Vedo cose affascinanti in altri luoghi. Ma non escluderei definitivamente la possibilità di girare un film a Zurigo e sono sicuro che in Svizzera non manca materiale per un film.

I: Dalle fotografie pubblicate sul tuo sito si direbbe che ami viaggiare. Pensi che il cinema e i viaggi abbiano qualcosa in comune? Se sì, cosa?

NB: Viaggiare mi piace molto e il 2011 è stato un anno eccezionale da questo punto di vista perché grazie al film sono stato nella Repubblica Ceca, in Israele, Canada ecc… Ci sono altri paesi che avrei voluto visitare, ma sono troppo lontani.

Quanto al cinema, penso che Google Earth e altri strumenti tecnologici possano farti viaggiare e farti conoscere il mondo senza uscire di casa. Ma sperimentare il mondo in prima persona è molto più interessante, ovviamente.

I: Se avessi fondi illimitati, sia dal punto di vista finanziario che umano, dove gireresti il tuo prossimo film? E di cosa parlerebbe?

NB: Ho qualche idea per un nuovo progetto, ma è troppo presto a questo punto per parlarne. Non penso che avere più soldi porti necessariamente alla realizzazione di un film migliore. Per me, le persone che ritrai sono ciò che ha più valore. Forse, in futuro, mi piacerebbe girare un film, ma i miei prossimi due progetti saranno documentari, che richiedono meno soldi per la produzione.

I: Chi o cosa o quale luogo ti ispira?

NB: In termini di registi, ci sono diversi registi di documentary che mi piacciono. Sono un grande fan di Harlan Country, USA di Barbara Kopple. My piace anche lo stile dei Maysles, specialmente il loro documentario Salesman. Sono affascinato dal fatto che questo film non usa interviste. È singolare e triste allo stesso tempo, una combinazione che mi colpisce sempre. Anche Enron di Alex Gibney è davvero bello e illuminante. Un’altra regista che ammiro è Lucy Walker. Il suo primo film Devil’s Playground, che tratta come il mio di una comunità isolata, gli Amish, è uno dei documentari che ha ispirato Darwin.

Irene Musumeci