Ricordo bene la prima volta che ho pensato a Marrakech: era un pomeriggio caldo d’agosto a Lisbona. Voglio dire che ci pensai in senso compiuto, non una di quelle fantasie passeggere, ma un proposito vero e proprio. Avevo trovato in un mercatino un libro francese, vecchio e rugoso, ma zeppo di foto di berberi, tende, dromedari e dune. A ripensarci ora, si trattava di un libro sincero a cui feci il torto di volerci vedere solo stereotipi del Marocco.

A Marrakech ci arrivammo comunque parecchi anni dopo e fu subito sconvolgente: è un buco di città con una piazza centrale e un dedalo di vie che da questa si diramano, una moltitudine di persone ritmata dalla voce dei muezzin che con lunghe cantilene scandiscono la vita dei marocchini dall’alto dei minareti. Ecco si, le stradine: è impossibile ancorché inutile orientarsi, meglio lasciarsi trasportare dalla folla. La città è piccola, ci si perde di sicuro ma non si va poi così lontano, per cui non serve angosciarsi.

In ogni caso non conviene estrarre la cartina, servirebbe solo ad attirare qualcuno desideroso di aiutarvi, purtroppo qui, spesso, il concetto di gentilezza travalica sensibilmente il nostro e spesso la via non è esattamente quella che stavate cercando.

Nella medina vale la pena di visitare la nuovissima Maison de la Photographie, minuta e graziosa, dove sono esposte splendide foto in bianco e nero. C’è una relazione profonda e viscerale tra la foto in b/n e la luce del Marocco, un amore che adesso tutti finalmente possono leggere. Il museo, poi, ha una terrazza fantastica da cui si può vedere tutta la città vecchia con l’Atlante all’orizzonte.

Lasciate gli alberghi ai turisti sudati, voi viaggiatori scegliete un Riad, potrete godere della sovrannaturale quiete e dello strepitoso lusso di queste residenze. Spesso si affacciano sulle stradine della Medina traboccanti di persone ma, appena superata la soglia, nessun rumore vi raggiungerà e non riuscirete a spiegarvi la ragione di questo incredibile effetto. Una volta dentro è solo quiete, riposo e poi silenzio. Djam El Fnaa (la piazza principale) sembrerà distante km, non sarete assaliti da incantatori di serpenti, scimmie e danzatori gnaua.

Il Marocco non è caro in generale, in ogni caso i riad più quotati spesso sono nella Palmeraie, una sorta di oasi poco fuori dalla Medina, ed è possibile trovare splendidi riad anche nel cuore di Marrakech, uno su tutti il Riad el Borj.

La cucina Marocchina? È varia e affascinante, nei Riad ne troverete diverse interpretazioni e vale davvero la pena di aspettare davanti alla Tajine, cercando di indovinarne il contenuto, per stupirsi poi della delicatezza dell’agnello con le prugne o del pollo con la banana. Esistono anche alcuni ristoranti per cui vale la pena affrontare i petit taxi. Al-Fassia, per esempio, è un’istituzione a Marrakech: gestito da sole donne propone la cucina di Fes in un ambiente elegante ed è soprattutto una splendida tribuna per osservare moda e movenze della nascente classe media marocchina.

Infine, le cicogne si sono fermate a Marrakech molti anni fa, durante una delle loro migrazioni in Africa. Potete incontrarle sui tetti del palazzo El-Badij e sul minareto della Koutoubia. A noi piace aspettarle davanti a un tè alla menta, cercando di dimenticarci dell’impazienza e della fretta.

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Testo e foto di Gian Luca Gagino: 31 anni, nato a Genova vivo, nonostante tutto, a Milano. Ho deciso di dare una chance ad almeno uno di quei tanti buoni propositi che mi vengono in mente mentre viaggio. Il mio flickr lo trovate qui.

  • vinx

    a Ouarzazate ho visto dei nidi di cicogna giganteschi, affascinanti, come tutto il Marocco.