• Passaporto, carta d’imbarco, carta miglia aeree
  • Agenda, quaderno appunti, penne, matita
  • iPhone con iCal aggiornato che includa il programma delle proiezioni
  • Chiavi dell’appartamento gentilmente prestato da amici, istruzioni per l’uso
  • Occhiali e occhiali da sole
  • Calzettoni 100% lana fatti a mano dalla suocera tedesca x 8 paia
  • Guanti x2 paia, sciarpa, berretto
  • Calzamaglia termica, canottiera termica a maniche lunghe, canottiera termica a maniche corte
  • Thermos
  • Echinacea e vitamina C

Da questa lista di cose da mettere in valigia sembrerebbe che fossimo in partenza per la Siberia, e invece no: NBM torna a Berlino, una delle nostre destinazioni preferite, questa volta per seguire la Berlinale, ovvero il primo festival cinematografico dell’anno, forse il più importante.

A partire da oggi Berlino apre la stagione cinematografica e ospita il mercato del cinema europeo: qui si vedono film che esploderanno durante il corso dell’anno, e che per ora non hanno ancora un distributore. Per esempio, uno dei film bomba dell’anno scorso, il capolavoro di Asghar Farhadi intitolato Una Separazione, era arrivato a Berlino da semi-sconosciuto, ha vinto l’Orso d’Oro (il prestigioso premio del festival), è stato selezionato per la distribuzione internazionale ed è attualmente in corsa per l’Oscar come miglior film straniero. I film più attesi quest’anno sono ungheresi, argentini, coreani e indiani.

Alla Berlinale arrivano quindi film più che nuovi, nuovissimi; per noi appassionati e critici è una gioia vedere lavori freschi che ancora non sono stati recensiti da altri, e che quasi nessuno ha visto. Dando un’occhiata veloce al programma si riconoscono solo una manciata di nomi grossi tra le case di produzione, e le star di Hollywood si contano sulle dita di una mano. Alla Berlinale non si va per vedere Robert Pattinson e Angelina Jolie (ma ci saranno anche loro), ci si va per essere sorpresi e scoprisi fan di sconosciuti attori finlandesi, registi turchi, e video-artisti colombiani. La Berlinale, come la Germania tutta, bada poco allo sfarzo, all’hype e alle apparenza: è un festival intellettuale, serio, cosmopolita, dove il cinema è allo stesso tempo l’oggetto della conversazione e la sua lingua franca.

Se siete interessati a comprare biglietti per il festival ci sono due opzioni: online (quindi anche dall’Italia – ma attenzione: il sito è un po’ complicato), oppure in persona ai botteghini nel centro Arkaden a Potsdamer Platz, al cinema International (Karl-Marx-Allee 33/angolo con Schillingstraße), o alla Haus der Berliner Festspiele (Schaperstraße 24). I botteghini sono aperti dalle 10am alle 8pm; le proiezioni cominciano alle 9am e vanno avanti fino a notte inoltrata. I biglietti sono acquistabili con un massimo di tre giorni d’anticipo, quindi la cosa da fare in preparazione alla Berlinale è consultare bene il programma (qui in versione cliccabile, e qui in pdf scaricabile ma solo in tedesco) e fare un piano d’azione. Numerosi biglietti sono disponibili il giorno stesso delle proiezioni, basta mettersi in fila. Per prezzi e sconti nelle varie categorie (film in gara, cortometraggi, rassegne speciali, eventi, ecc) si può consultare il sito della biglietteria online.

Il 19 febbraio, l’ultimo giorno del festival, è il Berlinale Kinotag, ovvero il giorno del cinema: tutte le proiezioni in questa giornata costano solo 6€, e sono già in vendita online. L’eccezione è il favoloso documentario sulla storia del cinema The Story of Film diretto da Mark Cousins, uno dei miei critici cinematografici di riferimento. Il film, che era stato pensato come una serie televisiva in otto puntate, ha riscosso un successo tale che sarà proiettato sul grande schermo alla Berlinale in due parti da 420 e 480 minuti ciascuna per celebrare il giorno del cinema; il biglietto cumulativo per questo evento costa 20€, e durante i vari intervalli le birre sono offerte direttamente dal regista (!) che sarà presente alle proiezioni.

Il festival occupa non solo il complesso di Potsdamer Platz, ma anche vari cinema nel resto della città (in particolare a Kreuzberg); uno degli eventi classici è la proiezione gratuita all’aperto di film degli archivi alla porta di Brandeburgo – per quello il thermos sarà il nostro migliore amico, e la calzamaglia termica è divisa d’ordinanza! Segnaliamo anche un’interessante rassegna dedicata a film e cibo, ospitata nel bellissimo Martin-Gropius Bau.

Per gli aggiornamenti in tempo reale dalla Berlinale seguite NBM su Facebook e twitter. Per recensioni e considerazioni a posteriori sul festival e i film ci risentiamo qui a missione completa.

Vi lascio con un piccolo omaggio a Marlene Dietrich – icona immortale del cinema, stella di numerosi film in viaggio tra la Germania e l’esotico oriente, esule in America. Nel museo del cinema di Berlino (Deutsche Kinemathek – un museo immancabile per gli appassionati di cinema classico) c’è una sala in cui sono in mostra i bagagli con cui normalmente partiva in viaggio la divina Marlene: una trentina di bauli costruiti per trasportare cappotti e vestiti da sera appesi per non farli sgualcire, otto cappelliere, varie borse e valigie per oggetti personali, accessori, trucchi, gioielli – robe da far impallidire le Carrie Bradshaw di fine secolo! Nella canzone dice che però lascia sempre una valigia piena di ricordi a Berlino, per tornare ogni volta che sente nostalgia. Bis bald!

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin,
Deswegen muß ich nächstens wieder hin.
Die Seligkeiten vergang’ner Zeiten
Sind alle noch in meinem kleinen Koffer drin.

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin,
Der bleibt auch dort, und das hat seinen Sinn.
Auf diese Weise lohnt sich die Reise;
Denn wenn ich Sehnsucht hab’, dann fahr ich wieder hin.

Wunderschön ist’s in Paris aud er Rue Madeleine.
Schön ist es im Mai in Rom durch die Stadt zu gehn.
Oder eine Sommernacht, still beim Wein in Wien.
Doch ich denk, wenn Ihr auch lacht, heut’ noch an Berlin.

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin,
Deswegen muß ich nächstens wieder hin.
Die Seligkeiten vergang’ner Zeiten
sind alle noch in meinem kleinen Koffer drin.

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin,
Der bleibt auch dort, und das hat seinen Sinn.
Auf diese Weise lohnt sich die Reise;
Denn wenn ich Sehnsucht hab’, dann fahr ich wieder hin.
Denn ich hab’ noch einen Koffer in Berlin.

Irene Musumeci

 

La foto in alto e in homepage (Jan Windszus © Berlinale 2010) raffigura la proiezione pubblica della versione restaurata di Metropolis (Fritz Lang, 1927) alla Porta di Brandeburgo