Tra poco più di 48 ore mi imbarcherò su un volo di sola andata per Auckland, Nuova Zelanda, e tornerò a casa 108 giorni dopo, passando da Australia, Bali, Vietnam e Svezia.

È iniziato tutto dalla Nuova Zelanda, dove ho vissuto 6 mesi nel 2007, dove ho lasciato più di qualche pezzo di me e dove avevo bisogno di tornare. È partito tutto anche dal desiderio di trasformare una condizione di precarietà – la mia,  come quella di tutti i miei coetanei 30enni – in una condizione di semi-libertà. Così mi porterò la mia perenne nostalgia per la Nuova Zelanda, il laptop e il lavoro da freelance fino all’emisfero australe, per scoprire se la precarietà italiana si chiamerà così anche in terra straniera.

Nel dettaglio, le tappe in linea di massima:

  • Nuova Zelanda: Auckland, Bay of Islands, Coromandel Peninsula, Taupo & Tongariro National Park, Welllington, Abel Tasman National Park, Kaikoura, Lake Tekapo, Franz Josef Glacier, Queenstown, Christchurch;
  • Australia: Melbourne, Tasmania, Adelaide, Cairns, Brisbane, Sydney;
  • Indonesia: Bali;
  • Vietnam: da Ho Chi Min City ad Hanoi;
  • Svezia: Stoccolma (per non perdere il concerto dei Pearl Jam il 7 luglio).

Come avrete intuito, ‘in linea di massima’ è un eufemismo per dire che dopo la Nuova Zelanda non sappiamo ancora di preciso dove andremo, giusto il nome della nazione.

Durante il viaggio intervisteremo (scrivo ‘intervisteremo’ perché questa volta partiamo in due) musicisti neozelandesi e australiani, pedaleremo, cammineremo, correremo, incontreremo artigiani locali e, per il resto del tempo, improvviseremo. Se volete seguire i nostri 108 giorni, una volta a settimana troverete i miei aggiornamenti qui su NBM, se volete vedere tutti gli aggiornamenti insieme, saranno qui. Adesso scappo, che devo ancora leggermi gli utili consigli di Paolo su come fare uno zaino. Per 108 giorni di viaggio.