Secondo Sarah Heeringa, direttrice della bella rivista neozelandese Good, i kiwi sono una nazione di camperisti. Lo scrive nell’editoriale del numero dedicato alle vacanze di Pasqua e agli strascichi d’estate che spingono la nazione agli ultimi weekend fuori casa.

Della passione neozelandese per i camper non mi accorgo finché non decidiamo, una volta sbarcati a Picton, nell’Isola del Sud, di noleggiare anche noi un camper. Questione di soldi? Anche: l’Isola del Nord, i suoi B&B e i suoi hotel si sono fatti pagare cari. Ma, soprattutto nel caso di Roberto, questione di curiosità. Come si viaggia con una mini-casa sempre a portata di mano? Come si dorme nel retro di un simil-furgone? Per me, la curiosità più grande era un’altra: quanto si riesce a risparmiare preferendo un viaggio in camper alla tradizionale vacanza in hotel o ostello?

Ecco perché decidiamo di viaggiare tra Picton e Christchurch – dove ci aspetta un aereo diretto a Melbourne – in camper. Roberto per il piacere della guida, io per amore della scienza.

Dopo una infinita serie di preventivi online (valutiamo, tra le altre, Britz, Apollo, Maui, Hertz, e Backpacker), ci affidiamo alla Jucy. Sul mercato dal 2001, è una delle più economiche per il noleggio di auto e camper. Scegliamo un Jucy Chaser, un minivan con bagno, doccia, frigo e fornelli che, per 11 giorni, si fa pagare 1120 dollari neozelandesi (circa 690 euro), diesel escluso, assicurazione invece inclusa (e consigliata). Il camper al suo interno ha: lettore DVD (che non useremo mai), set da cucina, bollitore, cuscini, piumino, lenzuola e asciugamani. Manca la prima spesa, che facciamo da Countdown di Christchurch, e si parte.

[Nota bene: per viaggiare in Nuova Zelanda si possono noleggiare a costo zero (o di 1$ al giorno) auto e camper che gli autonoleggi devono spostare da una città all’altra. I siti di riferimento sono Transfercar & Standbyrelocs. Si paga solo la benzina ma è necessario essere abbastanza flessibili e  adattarsi alle loro esigenze. Perché non abbiamo scelto di viaggiare in questo modo? Perché la gran parte dei veicoli vengono ‘trasferiti’ dall’Isola del Sud all’Isola del Nord e non viceversa, come invece abbiamo fatto noi].

Ancora qualche dettaglio prima di passare alla poesia intrinseca a 11 giorni in camper: da Christchurch, dove noleggiamo e dobbiamo riportare il camper, ci muoviamo in senso antiorario facendo tappa a Kaikoura, Greymouth, Franz Josef, Wanaka, Queenstown e Lake Tekapo.

Guidare un camper non è un’impresa, soprattutto se si tratta di un minivan a forma di scatola per sardine in cui lo spazio è ottimizzato (quasi) alla perfezione. Se ci siamo ormai abituati alla guida a sinistra, impieghiamo invece qualche ora ad abituarci alla ripresa lentissima del nostro Chasy. Diretti verso Kaikoura, ci rendiamo conto che l’autunno si sta facendo strada con inesorabile eleganza: la provincia del Canterbury, in cui si trova, si colora di tutte le sfumature di rosso, giallo e arancione, le strade sono punteggiate di alberi dai mille colori e le temperature, anche se ancora piacevoli, scendono sensibilmente.

A Kaikoura ci fermiamo due notti, per vedere le foche che costellano la sua costa, correre lungo la spiaggia e mangiare un’aragosta al Kaikoura Seafood BBQ per la modica cifra di 35 euro. La pioggia, che scende senza fermarsi per un giorno intero, ci impedisce di fare a piedi una delle camminate più belle (e meno impegnative) dell’Isola del Sud, la Kaikoura Peninsula Walkway che, partendo dal centro del paesino, si snoda tra scogliere, colline, pascoli, spiagge per poi ritornare al punto di partenza.

Lasciamo Kaikoura per Greymouth osservando le Alpi neozelandesi con timore e riverenza: passarle sarà impegnativo come per le omonime italiane? La risposta è no: nemmeno l’Arthur Pass si rivela freddo e inospitale. L’unica differenza, rispetto ai paesaggi costieri, la fanno i colori, più cupi, e le nuvole, più pesanti. Arriviamo nel tardo pomeriggio, dopo tre ore di auto su strade deserte, circondate solo da pascoli e boschi. E l’attrattiva principale di una città tutto fuorché turistica la scopro cercando un sentiero su cui correre e ritrovandomi, d’improvviso, affiancata dal Mar di Tasmania. Rispetto alla costa orientale, quella occidentale è tormentata, difficile da avvicinare e pericolosa da affrontare sia a nuoto sia con il surf. Ma il suo fascino di grigi, bianchi e blu scuri è ipnotico e mi tiene compagnia nella mia mezz’ora di corsa.

Salutiamo Greymouth seguendo la strada costiera fino ai ghiacciai Fox & Franz Josef. Anche qui la natura ci sorprende accogliendoci, nonostante il ghiaccio e le montagne, con un clima tiepido. Com’è, vedere da vicino e poi camminare, grazie alle guide della Fox Glacier Guiding, su un ghiacciaio? È un’esperienza, anche questa, che poco ha a che vedere con la rasserenante tranquillità dei paesaggi costieri dell’Isola del Nord. I colori sono netti, così come i tagli nelle rocce e gli strapiombi che si trasformano nell’occasionale valanga o in cascate affilate come lame. E le nuvole non stanno più sopra le nostre teste, ne siamo avvolti mentre camminiamo sul sentiero invisibile che la nostra guida Angela segue religiosamente, scuotendo la testa davanti all’ennesimo turista che – in preda a uno slancio di coraggio idiota – si avventura sul ghiaccio in infradito e senza guida.

La terra riprende colore (e calore) mentre ci dirigiamo, su una strada egualmente priva di benzinai e vita, verso Wanaka & Queenstown. Ed è qui, tra laghi turchesi e montagne ingiallite dall’autunno, che proprio l’autunno assume tutta la sua proverbiale e regale bellezza, trasformando gli alberi che costeggiano le strade della fin troppo pittoresca Arrowtown in fiamme vive sotto un cielo azzurro intenso.

Di Queenstown evitiamo gli sport estremi preferendo l’estremo hamburger di Fergburger e ripartiamo verso Lake Tekapo, la nostra ultima tappa prima di abbandonarela Nuova Zelanda per l’Australia.

E descrivere con le parole il susseguirsi di strade, montagne, altipiani, nuvole come sciarpe e lunghissimi paesaggi silenziosi interrotti solo raramente da paesini come umarell romagnoli in attesa della prossima auto è difficile. Mentre Roberto guida con inesauribile entusiasmo un camper più suo che mio, io cerco di assorbire il più possibile i colori di questo angolo di Terra, una scorta inesauribile per i grigi infiniti degli inverni italiani.

È altrettanto difficile raccontare il sentiero che dal campeggio di Lake Tekapo porta fino alla cima di Mount John, dove un osservatorio e un bar alla fine del mondo cercano malamente di riempire quel vuoto placido e rarefatto che i ghiacciai hanno lasciato qualche decina di migliaia di anni fa, assieme a una costellazione di laghi dall’acqua incredibilmente turchese.

Della Nuova Zelanda porto a casa paesaggi maestosi ma mai superbi e – mentre scrivo questo post a Cairns, in Australia – mi rendo conto di quanto siano loro i veri abitanti di una terra che, al contrario di molti altri paesi, è facile immaginare disabitata. Senza esseri umani dall’ego ingombrante e dal costante bisogno di ricordare ed essere ricordati.

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La foto in alto e in homepage è di Roberto Vincitore.

Coordinate: nonostante la calda accoglienza del nostro camper Chasy, ogni notte di viaggio ci siamo fermati in un campeggio diverso. E con mio grande stupore ho trovato tutti i campeggi in cui abbiamo dormito nettamente migliori di tanti ostelli e B&B dell’Isola del Nord.  Ci siamo affidati sempre alla catena dei Top 10 Holiday Parks che, per circa 20 euro a notte, offre piazzola con energia elettrica, acqua, utilizzo docce & bagni perfettamente puliti e cucina in  comune.

Giudizio finale? Il camper è un mezzo che mi sento di consigliare a chi vuole autonomia dagli orari degli autobus pubblici (che servono comunque bene la Nuova Zelanda). Lo rifarei? Sì. Noleggerei ancora il nostro mini-Jucy-Chaser? Forse no. Ma chi può dirlo.

  • Adriana

    Perché non noleggeresti ancora il camper? Dici che un’auto e una tenda e le soste nei campeggi potrebbero essere una soluzione migliore?

  • Pingback: l’arte di comprimere la tua vita in un solo zaino (o quasi) | ...vinx's trip...()

  • fantastico trip, quanti bei ricordi! anche noi abbiamo affittato un jucy, uno più piccolino però

  • Bellissimo report..mi è venuta voglia di Nuova Zelanda!!