Lo scorso 28 maggio alcuni delegati degli uffici del turismo argentino e boliviano si sono riuniti per discutere un progetto che farà sicuramente parlare di sè nei prossimi mesi. Argentina e Bolivia vorrebbero tracciare e rendere visitabile un itinerario turistico che tocca le principali tappe della vita di Ernesto Che Guevara.

In Argentina esiste già un circuito turistico chiamato Los Caminos del Che, che include Ciudad de Rosario, Colonia Caraguatay, Alta Gracia – dove il Che trascorse la sua infanzia, Cordoba, Buenos Aires e San Martín de Los Andes, dove si trova La Pastera, un museo dedicato al Che. Anche la Bolivia ha la sua Ruta del Che – che tocca i principali siti della campagna rivoluzionaria boliviana del Che –  ma le due non sono mai state collegate. L’obiettivo della commissione sarà quello di unificare i due itinerari, promuovere i musei dedicati a Guevara e scambiarsi informazioni e conoscenze. Il passo successivo sarà il coinvolgimento di Cuba, dove – durante la fiera turistica FitCuba – il governo argentino ha di recente dichiarato in pubblico l’interesse a “sviluppare questo prodotto in tutta l’America Latina”.

Se una discussione ci sarà, immaginiamo che ruoterà attorno alla commercializzazione dell’immagine di Che Guevara che, da politico e rivoluzionario, è stato trasformato in icona stampata su t-shirt per rivoluzionari della domenica e su tazze per caffè americani, magari di marca nescafè. Lo sviluppo di un itinerario argentino-boliviano-cubano offrirà la possibilità di ripercorrere le orme del Che, ma sarà ugualmente in grado di mostrarne la filosofia, il percorso di crescita e il lascito politico? O diventerà un parco giochi per aspiranti guerriglieri, dove infilare un paio di pantaloni khaki e giocare ai rivoluzionari?