Siamo arrivati al primo racconto del nostro Team. Come è nata l’idea di fare la Silk Road Race?

Ce lo racconta Angelo.

Ho incontrato Giovanni e “Kunde” ormai quasi due anni fa in un bar di Lainate, cittadina della provincia di Milano dove viviamo tutti e tre.

Dopo qualche giorno sarei partito con un viaggio di Avventure nel Mondo destinazione Libia, deserto dell’Acacus. Fino a quel giorno non avevo mai sentito parlare di Partenza Intelligente e della Silk Road Race e mai avrei pensato che stavo per imbarcarmi in un’avventura di quelle tutte da raccontare.

Tornato dal viaggio in Libia che si è rivelato una esperienza meravigliosa, sono andato con Paolo alla serata di presentazione della Silk Road Race 2011 e subito ci siamo sentiti coinvolti nella folle idea di partecipare. Partenza intelligente e Silk Road Race nasce dal sogno di 3 amici di portare delle utilitarie dall’Italia a Dushanbe, capitale del Tajikistan, uno Stato nato dalla disgregazione dell’Unione Sovietica che confina con l’Afghanistan, lungo un itinerario di circa 9000 km e attraversa deserti e città dal grande fascino evocativo come la mitica Samarcanda. La corsa lascia ai rallysti la libertà di scegliere tempi ed itinerario con gli unici obblighi di partire da Milano il 28 luglio, arrivare alla meta entro 3 settimane e donare l’auto al Cesvi, una ong italiana che in Tajikistan sostiene dei progetti di utilità sociale. Inoltre, ogni team si impegna a raccogliere 1.000 euro da donare ancora al Cesvi (Trovate qui nel riquadro a destra le modalità per contribuire. Ndr) Il viaggio era troppo bello per non essere preso in considerazione. E così nasce l’avventura di Gengis Khar. Ma prima bisognava passare attraverso un altro viaggio, questa volta in Camerun, dove l’equipaggio comincia a prendere la sua forma attuale. A Paolo e a me, si unisce Riccardo di Forlì che come noi ha la passione e la voglia necessaria ad affrontare un progetto e un viaggio simile. Ci scambiamo una promessa. Cascasse il mondo, il 28 luglio saremo tutti là, alla partenza del rally della seta. A gennaio inizia la fase operativa di questo viaggio. Il bello è anche questo: doversi organizzare da soli il tutto o quasi. Si comincia dalle prime cose assolutamente necessarie: l’auto ed il volo di ritorno. Il secondo punto è facile, basta un collegamento internet e accettare l’idea di farsi qualche scalo. Il primo punto è decisamente più complicato. Dobbiamo trovare un’auto possibilmente senza spendere nulla o quasi nulla, che sia in condizioni di portarci per 9000 km e che non abbia bisogno di costosi interventi di riparazione. Impresa impossibile? Ed invece, proprio quando le speranze sembrano venir meno, succede l’imprevisto. Ci viene proposta una Ford Escort che sembra fatta per noi. L’auto è in condizione accettabili ma prendiamo tempo. Spieghiamo quello che vorremmo farci,  il progetto del viaggio ed il fine benefico. Poco dopo il venditore ci richiama dicendoci che, considerato il fine meritevole, ha deciso di regalarci l’auto. A noi non rimane  che coprire il passaggio di proprietà. E cosi per pochi euro ci portiamo a casa il nostro “ferro”: una fiammante Ford Escort Sw del 1996 con appena 80.000 km sulle ruote. Un gioiello. Proprio il mezzo che ci serve.

Nel frattempo il team cresce di numero: a noi tre si unisce Riccardo di Venezia, un altro amico incontrato in passati viaggi che, da buon veneziano, non ha la patente. Non potrà guidare ma qualcosa da fargli fare lo troveremo senz’altro. Partecipa solo per il gusto e la voglia di attraversare cosi tanti Paesi diversi tra loro e condividere il gesto di beneficenza legato al viaggio.

Ora si tratta di trovarci un logo, sistemare tanti dettagli tecnici, dai visti per i Paesi che attraverseremo, la cui elefantiaca burocrazia certo non invoglia la visita, all’assicurazione per l’auto… Bisogna anche cominciare a cercare qualche generoso sponsor che ci aiuti a raccattare quei famosi 1.000 euro e, magari, qualche cosa di più.

Intanto l’equipaggio cresce ancora e diventa ancora di più nazionale… a noi 4 ometti si aggrega una ragazza, Grazia di Ferrara che, coraggiosamente decide di affrontare sia le difficoltà del viaggio sia la nostra compagnia lunga 9.000 km… auguri!

Tanti altri nostri amici, che pure non saliranno sulla nostra Gengis Khar, questo è il nome che le abbiamo dato, sono stati coinvolti nel progetto. Molti hanno viaggiato con noi con Avventure nel Mondo, altri fanno parte di movimenti e di associazioni come “Cose dell’altro mondo” di Lainate impegnata nel sociale, oppure “Albatros” di Vanzago attiva nel promuovere la cultura del viaggio. Non dimentichiamoci dei “Mattacchioni volanti” di Modena, un gruppo di artisti di strada. E poi, a sostenerci, ci sono sempre amici e parenti e confidiamo, nel prossimo futuro, di riuscire ad entusiasmare ancora  tante altre persone.

Due parole sui “Mattacchioni Volanti” di cui vi invito a non perdervi lo spettacolo se vi dovesse capitare l’occasione di vederli esibire sulle vostre strade. Riccardo (quello di Forlì… avere a bordo due amici con lo stesso nome non aiuta il reportage) è un membro attivo del gruppo. Anzi possiamo pure dire che ne è la mente e il cuore. Di conseguenza abbiamo accolto con piacere la sua proposta di imbarcare nella Gengis Khar l’attrezzatura necessaria per poter offrire lo spettacolo dei Mattacchioni lungo le strade d’Europa e di Asia, sino a Dushanbe. Sarà certamente curioso vedere come reagiranno gli abitanti di Samarcanda o di Volgograd, per dirne due, a vedere il nostro amico impastoiato come uno pseudo monaco buddista che levita di un paio di metri nel cielo! Questo è infatti lo spettacolo messo in scena dai Mattacchioni. E non chiedeteci come fanno perché non lo sappiamo (e neppure ve lo diremmo).

Il tour artistico abbinato al rally si chiamerà “Mattacchioni volanti senza frontiere”.  La sua prima rappresentazione sarà in occasione della festa della partenza del Silk Road Rally, il 28 luglio. Non mancate!

Insieme a noi quest’anno partiranno altri 9 team che abbiamo iniziato a conoscere attraverso il sito di Silk Road Race. Non sappiamo ancora se qualcuno farà la nostra stesa strada. L’obiettivo è quello di ritrovarci tutti, insieme ai volontari di Cesvi Tajikistan e ai ragazzi di Partenza Intelligente, il 16 agosto a Dushanbe per la festa di arrivo, concludere l’esperienza il giorno dopo, con le pratiche notarili relative alla donazione dell’auto e conoscere i progetti che Cesvi Tajikistan sta portando avanti anche grazie al nostro e vostro aiuto.

A noi restano molte altre cose da fare ancora, ma sapere di essere parte di un viaggio che all’insegna della pace e dell’unione tra i popoli e le culture  resterà, comunque vada, unico ci fa andare avanti con l’entusiasmo di chi sa che tutti gli sforzi saranno ripagati dai paesaggi, dalle bellezze che vedremo intorno a noi ma soprattutto dall’incontro con tutte le persone che a partire da gennaio abbiamo incrociato e che come noi si sono appassionate a questo progetto e a tutte quelle che ancora  incontreremo sulla strada che ci porterà a Dushanbe.

Angelo – Gengis Khar Team

la foto in copertina è stata scattata da sugarmelon.com, pubblicata su licenza CC.