Per la prima volta nella storia dello Stato della California, dal prossimo luglio alcuni dei suoi più preziosi e splendidi parchi naturali potrebbero chiudere.

Come si chiude un parco? Semplice, gli si tagliano i fondi: «A gennaio 2011 il governatore Jerry Brown ha presentato la sua proposta di budget, che includeva una riduzione di 11 milioni di dollari dei fondi destinati al sostegno dei parchi statali per l’anno fiscale 2011-2012 e una riduzione totale di 22 milioni di dollari entro l’inizio dell’anno fiscale 2012-2013. La proposta è passata e la chiusura dei parchi è diventata definitiva. Il 13 maggio il Department of Parks and Recreation (DPR) ha pubblicato una lista di 70 parchi che chiuderanno a causa dei tagli di budget».

Difficile immaginare cosa significa chiudere 70 riserve, soprattutto se si tratta di parchi non così famosi come lo Yosemite. La cartina pubblicata dall’associazione Save Our State Parks aiuta a capire la portata della decisione.

I parchi californiani sono in tutto 278. I 70 che chiuderanno i battenti a luglio e saranno letteralmente abbandonati a se stessi, al vandalismo, all’inquinamento e – chissà, in stile tutto americano – alla svendita a privati, sono solo l’inizio di un’ondata di chiusure e di tagli che sta colpendo tutti gli Stati Uniti e che, nei mesi scorsi, ha portato a provvedimenti catastrofici come la chiusura dell’Ufficio del Turismo dello Stato di Washington e al conseguente taglio di tutti i fondi per il turismo nella regione o, ancora peggio, alla vendita di interi paesi, come è successo in Wyoming e in Montana.

Diverse associazioni, inclusa la California State Parks Foundation, stanno raccogliendo fondi e facendo pressione perché la chiusura dei primi 70 e dei restanti parchi venga revocata. Li aiutano, con il documentario in alto, tre filmmaker di San Francisco che, alla notizia della chiusura, hanno deciso di dare il loro contributo alla protesta intraprendendo un viaggio – si spera non l’ultimo – attraverso i primi 70.

Il risultato è The First 70, un corto che mostra la bellezza dei 70 parchi prossimi alla chiusura e l’assurdità di una decisione presa da «legislatori che si sono basati solo sui numeri e sui tagli fattibili». «Come si chiude fisicamente un parco? Ci stendiamo una cerata sopra e lo circondiamo di filo spinato? Le persone continueranno a entrarci, ma nessuno farà manutenzione», sono i commenti dei protagonisti del viaggio.

Per spiegare ancora meglio il valore inestimabile dei parchi californiani e dell’intero sistema dei Parchi Nazionali Americani, David Vassar e Sally Kaplan hanno realizzato un altro documentario – California Forever – che ripercorre la storia dei parchi della regione. A partire dal primo, lo Yosemite.

«Nel 1861 Thomas Star King, allora ministro della First Unitarian Church di San Francisco, fece visita allo Yosemite e, tornato, disse alla sua congregazione di fedeli: “In quanto californiani, abbiamo il dovere di costruire lo Yosemite dell’anima“; in altre parole l’ambiente naturale dello Yosemite rappresentava il picco massimo a cui la collettività californiana avrebbe dovuto aspirare».

Una frase, questa, che la dice lunga su quanto siano cambiate le aspirazioni degli esseri umani, a  più di 100 anni dalla nascita del primo parco californiano.