Ci sarebbero un milione di ragioni per visitare Casa Bossi a Novara. Una di queste potrebbe essere di vedere un’opera di uno dei più grandi geni dell’architettura italiana, Alessandro Antonelli. Reso celeberrimo dalla Mole che a Torino porta il suo nome, in realtà ha dato sfoggio della sua maestria in tutto il Piemonte. La sua creazione più famosa è certamente la Mole Antonelliana che ora ospita il museo del cinema ma che nasce come sinagoga prima e come sede di un museo successivamente, in seguito alla rinuncia della comunità ebraica che mal digerì le modifiche imposte durante l’andamento del cantiere. Per lungo tempo la Mole detenne il record di edificio in muratura più alto d’Europa, quando a causa di un crollo perse questo primato, l’edificio più alto risultò essere un’altra opera di Antonelli: la cupola di S.Gaudenzio a Novara. Ed è a pochi passi da quella cupola che si trova Casa Bossi, esempio sublime di architettura civile ottocentesca, in cui è possibile ammirare la maestria, la potenza e la passione di un grande architetto come Alessandro Antonelli. L’edificio si attesta su una struttura presistente e si affaccia verso il baluardo con un respiro unico nel suo genere. I piani nobili serviti dalla grande scala, i piani di servizio, più bassi serviti da una scala quasi gemella che ne segue il corso discreta e riservata. Le ali destinate agli affittuari, lo spazio delle carrozze e delle stalle. Tutto a Casa Bossi è studiato, equilibrato e cesellato. La sottile soletta strutturale che taglia la scala in fondo al porticato principale dà la misura del controllo della materia, la volontà di Antonelli di dominare la scienza delle costruzioni. Così nella tutto sommato modesta scala residenziale, come nelle audace murature portanti della cupola della Mole. Gli  interni sono distribuiti con una scelta spaziale ardita e inconsueta per l’epoca. Non c’è un singolo corridoio, un passaggio lasciato al caso. Gli ambienti si possono leggere nella loro lineare bellezza ancora oggi, dopo più di un secolo e dopo un infinito numero di sfregi e depauperamenti. Sì perchè per moltissimi anni questo edificio non ha saputo trovare altro che decadimento e incuria. Dopo la morte degli ultimi proprieteri non si è stati capaci di proteggere e valorizzare un patrimonio più unico che raro del panorama architettonico italiano. Solo negli ultimi anni grazie alla voglia e alla passione di alcuni volontari si è riuscito a riportare l’attenzione su un edificio che rischiava di andare perduto per sempre. E’ di questi mesi l’installazione di Gian Maria Tosatti, visitabile fino al 28 luglio, “Tetralogia della Polvere” in cui il visitatore potrà aggirarsi tra le stanze di questa grande casa in perfetta solitudine, fermandosi a guardare ogni singolo particolare o passando rapidamente tra le stanze che hanno ospitato semplici uffici o abitazioni di artisti futuristi. Potrà sentire vecchi, vecchissimi pavimenti in legno scricchiolare, ammirare strati su strati di carta da parati, vecchie sedie, vasche e termosifoni. All’interno delle varie stanze, l’artista a sistemato oggetti di vita quotidiana, oggetti appartenuti alla casa che oggi cercano un contatto con il presente, ma soprattutto con il futuro. Se per caso vi capitasse di andarci e durante il vostro giro doveste incrociare un telefono…

Tra le manifestazioni culturali che si svolgono a Novara, vi vogliamo segnalare la XII edizione del Premio Nazionale d’Arte Città di Novara, un’iniziativa che si ripromette di  dare spazio  alle migliori opere tra pittura e  scultura che partecipano alla selezione. Le opere finaliste saranno 60 e verranno esposte dal 24 novembre al 16 dicembre 2012 presso il prestigioso Palazzo Renzo Piano. Tutte le info qui.