Tornano i temerari della Silk Road Race. Nella scorsa puntata Grazia e Riccardo ci hanno raccontato come affrontano questo viaggio. Questa volta è il turno di Angelo e Riccardo che si preparano in modi molto diversi.  Oggi ci raccontano come.

Una giornata tra i pensieri di Angelo:

E’ un  giorno qualunque; sveglia, colazione e al lavoro in bici. Fa caldo e allora ne approfitto per pedalare un po’. E’ un giorno qualunque,  al  lavoro non so cosa avrò da fare, non molto visto il periodo, ma tanto la testa è da tutt’altra parte. E’ un giorno qualunque ma manca un mese, solo 30 giorni  e si parte. Eh  già, la testa anche adesso che sto pedalando verso l’officina dove lavoro vaga libera verso il  Tajikistan. Devo ancora fare la revisione all’auto ed un controllo, almeno a tutto quello che non sono in grado di fare io:   olio  del cambio, pastiglie dei freni, liquido del radiatore; devo anche andare a prendere la piastra da fissare in qualche modo sotto il motore. La  radio fa un  po’  di capricci ma sono sicuro che l’auto  sarà a  posto per la partenza. Comunque prima del 28 luglio avrò 15 giorni per guidarla e provarne le sensazioni . Piuttosto,  chissà se i nostri  passaporti  oggi arriveranno. Li aspettiamo con ansia:   dobbiamo ancora  fare   il visto  per  il Tajikistan e sembra facile ma non lo è per niente.  Poi  le  magliette: finalmente le  hanno spedite e oggi arriveranno e poi la  grigliata happy hour con i nostri amici per festeggiare l’auto e il viaggio e raccogliere un po’ di beneficenza a favore del Cesvi. Devo anche chiamare chi sta stampando gli adesivi,  sono ormai 10 giorni  che doveva consegnarli. E  poi,  e poi… L’intesa  con i miei  compagni di  viaggio  cresce  giorno dopo giorno,  tra e-mail e telefonate per riferire,  chiedere, pianificare,  progettare cose che tanto poi andranno cambiate se  non  stravolte ma “chissenefrega”, il bello è anche quello  di  poter  fare  e  disfare  tutto o quasi  fino a quando non saremo in auto la sera del 28 luglio e prenderemo la strada per l’Est. E’  appunto un  giorno  qualunque,  come   ieri  e come   domani, in cui  da quando mi sveglio a quando vado a  dormire ho in testa questo viaggio cominciato un  anno fa  e  ormai  in dirittura di partenza.

Angelo

L’approccio “atletico” di Riccardo:

Tra i miei vari “non lavori” il principale è quello di andare in posti del mondo improbabili, con mezzi di trasporto improbabili e con gruppi di persone sconosciute che però si aspettano molte cose da me. La preparazione e l’organizzazione preventiva del viaggio diviene dunque un momento fondamentale anche perché il più delle volte nemmeno io sono mai stato in quel paese improbabile… ma questa è la mia vera sfida, alzare l’asticella sempre più in alto e vedere fino a che punto so saltare. La prima cosa che ho detto ai miei compagni di viaggio è stata: ragazzi, io non faccio il capogruppo in questo viaggio (ho infatti conosciuto tutti i maschietti del gruppo in alcuni di questi paesi improbabili, avente funzione di far saltare l’asticella a me e a loro…). Per la prima volta dopo tanto tempo non mi sento responsabile delle mie scelte. Mi sto  godendo questo limbo di incoscienza e spensieratezza. Delegando. Tu ti vuoi occupare di questo? Per me va bene. Tu invece di quest’altro? Benissimo!! Non ho ancora la minima idea dell’itinerario che effettueremo ne delle asticelle che dovremo superare. E’ anche vero che sono già stato in quasi tutti i paesi che attraverseremo ma in tempi ormai lontani e con altre modalità. Sono anche il “santone” dei Mattacchioni Volanti, l’unico del team ad appartenere a quella banda di strani personaggi. In quasi tutte le città dove dormiremo mi esibirò con lo spettacolo della levitazione, sono molto curioso, chissà come reagiranno i russi e gli ucraini considerando il tasso alcoolico delle lunghe serate estive. E i pastori della steppa Kazaka e Uzbeka. E gli integralisti Tagiki. Non posso dirvi molto di più ma per organizzare il “tour asiatico” dei Mattacchioni occorrono sforzi tecnici e logistici, ma anche qui, da buon paraculo, sto delegando, i miei collegi mattacchioni sono al lavoro per ottimizzare questa imprevista avventura e io sono la “star” che si sta riposando in vista degli impegni futuri!

Se mi sento in colpa?  E perché dovrei?

Manca un mese alla partenza e non voglio uscire da questo limbo, anzi ci si sta benissimo:per ora!!!! Conoscendomi sono certo che fra un paio di settimane l’adrenalina inizierà a circolare copiosamente, pian piano mi renderò conto di quello che mi aspetta. Il battito cardiaco aumenterà, la lucidità avrà il sopravvento sull’emozione, inizierò la lunga rincorsa e finalmente spiccherò il volo per superare questa nuova splendida asticella.

Riccardo P.

Credits: foto di Frederic Poirot ;foto di Chriszwolle; foto di Jrsquee su Licenza CC