Sei mesi fa sono partita da Milano con un biglietto di sola andata per Auckland. L’idea di base era un viaggio di 4 mesi, attraversando Nuova Zelanda, Australia, Bali e Vietnam. Poco più di due mesi dopo la partenza sono tornata a casa, in anticipo sul previsto, per ragioni che non interessano a chi legge di viaggi e di viaggi vuole leggere. Ma 65 giorni di viaggio tra Nuova Zelanda e Australia mi hanno permesso di imparare una nuova manciata di lezioni sul viaggiare, sul come, sul quando, sul perché e sul con chi. Eccole:

  1. TROVA LE DIFFERENZE: stai andando in vacanza o stai partendo per un viaggio? Capirlo è fondamentale. Le vacanze durano in linea di massima dal weekend alle 3 settimane e le riconosci perché il lavoro o l’università ti aspettano a braccia aperte al ritorno. Le vacanze sono un momento di evasione che ci concediamo durante un anno lavorativo e le viviamo come tali, con tutti gli strappi alle regole dell’anno lavorativo. I viaggi durano dalle 3 settimane in su, non hanno necessariamente una data di ritorno, e proprio per la loro durata non possono essere concepiti come vacanze, ma vanno programmati e pianificati, soprattutto per mantenere sotto controllo il budget.
    Lezione imparata: avrei dovuto da subito abituarmi all’idea che viaggiare non è andare in vacanza, mi sarei risparmiata di spendere troppo durante le prime due settimane in Nuova Zelanda.
  2. ORGANIZZATI: anche se è da nerd e anche se i tuoi amici ti prendono in giro. Per farlo usa tutti gli strumenti a tua disposizione:
    – le guide offline e quelle online (ricordiamo che Lonely Planet permette di scaricare PDF di singoli capitoli di quasi tutte le guide in catalogo);
    – ma anche i cari vecchi fogli excel (ottimi per elencare tutte le cose da fare prima di partire) e
    TripIt, app per smartphone dove inserire tutti i dati di viaggio, dai voli alle prenotazioni in albergo, ostello, airbnb, cinema, in modo da non rischiare di perdere fogli per strada;
    – un’altra buona app è BudgetTrotter che permette di tenere traccia di tutte le spese;
    – in aggiunta, una buona idea è creare un account Dropbox (privato) dove caricare le fotocopie di tutti i documenti che ci si porta in viaggio (l’idea è che se dovessimo perderli o dovessero rubarceli, ne avremmo una copia a portata di stampa).
    Lezione imparata: i conti sono quello che mi fregano da quando ho iniziato a viaggiare, dovrei imparare a viaggiare sempre con qualcuno più bravo di me in matematica.
  3. CREA UN ITINERARIO DI MASSIMA e fatti un’idea di quanto costano i paesi dove ti fermerai. Il sito che stai cercando è EarthCosts, che paragona i costi di tutte le nazioni. Perché serve sapere questa cosa? Perché così saprai in anticipo che, per viaggiare in Nuova Zelanda e in Australia, ti converrà puntare su camper+campeggio o prenotare in anticipo (anche nel caso di airbnb) per non trovarti a spendere cifre vertiginose (soprattutto nel caso di Sydney e Melbourne). L’itinerario di massima può anche essere cambiato, ma fa comodo averne uno sottomano per pianificare gli spostamenti.
    Lezione imparata: la strategia pianifichiamo-solo-la-Nuova-Zelanda si è rivelata semifallimentare, perché al momento di volare in Australia ci siamo trovati a dover studiare un continente per capire dove fermarci. E l’Australia è un continente grandino.
  4. IMPARA A FARE LA VALIGIA: sono partita con uno zaino di circa 16kg per 4 mesi di viaggio (no, mi spiace, i trolley non rientrano nel mio concetto di viaggiare, nonostante io abbia una vertebra fratturata), sono rientrata con 13kg e diversi vestiti che ho usato poche volte. Come dici? Non devo essermi lavata molto? Al contrario. Ho lavato me stessa e i miei vestiti. Avrei potuto ridurre di più il peso dello zaino, ma non sono ancora così brava. Loro lo sono, invece. Avere una valigia/zaino leggeri facilita di molto gli spostamenti, soprattutto su autobus e treni, ma questo non devo dirvelo io.
    Lezione imparata: riduci il numero di magliette che sei in grado di infilare nello zaino.
  5. EVITA I SOUVENIR: i souvenir piacciono a tutti, specialmente a chi ti aspetta a casa. Se proprio devi, scegli cose piccole e leggere come gioielli/bigiotteria, cartoline/poster/fotografie ed evita libri (il mio zaino al ritorno da New York è passato da 16 a 32kg, quasi tutti libri) e ceramiche. Se il viaggio è lungo, per evitare di accumulare oggetti, spediscili: se sono piccoli e leggeri si infilano in buste da lettera e si spediscono senza costi esorbitanti. Per tenere traccia degli indirizzi di amici e parenti senza usare agendine (occupano spazio) c’è Postable.
    Lezione imparata: i miei souvenir sono stati ridotti all’osso e comprendevano 2 maglie per mia nipote, 1 libro per bambini sempre per mia nipote, 1 libro illustrato per mia madre, 1 timbro per creare segnaposti per la compagna di mio fratello e, per me, ho portato a casa solo 1 braccialetto regalatomi al mercato di Cairns e una collana comprata da Holy Kitsch. In quanto a souvenir non ho nulla da imparare, grazie.
  6. LASCIA A CASA LA TECNOLOGIA: l’unica eccezione la fa il Kindle, ma iPad e tablet sono inutili, soprattutto per consultare guide turistiche, e vivrai nel terrore di perderle o di fartele rubare. A proposito di guide: non comprarle in Italia, comprale a destinazione, magari di seconda mano, e rivendile al momento di ripartire. Se hai un iPhone e non devi lavorare in viaggio (fortunato tu), non ti serve altro. Io ho viaggiato con: reflex, macchina analogica, iPhone, iPod, netbook e tablet Samsung Galaxy prestatomi da un amico.
    Lezione imparata: avrei potuto fare a meno di iPod e tablet, che ho rischiato di dimenticare a Wellington. Se non viaggi da solo organizzati con cavi e carica batterie. Sono tutti pesi inutili che si possono facilmente condividere.
  7. LASCIA A CASA LE MANIE DI CONTROLLO: non tutti le hanno, io sì. Devo sapere tutto in anticipo e lascio poco al caso. Programmare è cosa buona e giusta ma, a meno che non si viaggi in paesi poco sicuri, è altrettanto buono e giusto perdersi.
    Lezione imparata: impara a delegare e a fidarti degli altri.
  8. CONOSCI TE STESSO E CHI TI ACCOMPAGNA: io sono brava a orientarmi ma sono un disastro con i conti e, per quanto non si direbbe, sono timida quindi difficilmente attacco bottone con perfetti sconosciuti e preferisco arrangiarmi. Durante un lungo viaggio si imparano tante cose di se stessi e degli altri: il mio consiglio è di imparare anche a valorizzare le qualità degli altri.
    Lezione imparata: tutti hanno punti di forza, impara a riconoscerli e a dargli la giusta importanza.
  9. IMPARA A CHIEDERE SCUSA: corollario alla lezione numero 8, è per me la lezione più importante non solo di un viaggio qualsiasi, ma della vita. In viaggio, impara a chiedere scusa ai tuoi compagni e alle persone che ti circondano, tira fuori quella dose extra di umiltà che tieni di scorta e usala tutte le volte che puoi, per imparare da te stesso, da chi ti accompagna, dagli altri. Non rimandare scuse e chiarimenti, perché durante il viaggio si accumulano come souvenir inutili e pesanti. Parla: sempre, tanto, troppo.  Ascolta: sempre, tanto, troppo. Spiegati: sempre, tanto, troppo. Anche quando non vuoi spiegarti e vuoi solo stare zitto: dillo.
    Lezione imparata: il bagaglio più pesante che ho portato a casa sono state le spiegazioni che non ho dato.
  10. PRENDITI TEMPO E SPAZIO: se decidi di viaggiare con altre persone e non da solo/a, realizza che passare tutto il tempo insieme facendo le stesse cose porterà rapidamente ad attriti e discussioni. Non sentirti in dovere di condividere la giornata 24 ore su 24 con chi ti accompagna. Prendersi spazi, tempi, silenzi e momenti per se stessi salva il 99% delle volte il viaggio.
    Lezione imparata: avrei dovuto dare e prendermi più tempo e spazio.
  11. (bonus) CONCENTRATI: per quanto io sia fanatica di instagram e di fotografia e porti sempre con me un diario su cui prendere appunti, i ricordi migliori li ho raccolti senza promemoria tecnologici. Le stelle sul cielo di Lake Tekapo, gli strilli assordanti degli uccelli fuori dall’ostello di Hervey Bay, il rumore dei nostri passi di corsa sulla collina che porta al faro di Byron Bay, la luce morbida sulla spiaggia di Mangawhai e il freddo del dormire in camper a Queenstown nella stagione sbagliata non sono in nessuna fotografia, eppure ci sono. Quindi, ogni tanto infila in tasca il tuo amatissimo iPhone, chiudi Instagram e Foursquare e goditi il viaggio senza l’impulso di comunicarlo al mondo intero.
    Lezione imparata: qualche volta, viaggiare e basta dovrebbe bastarci.