La mia “famosa collezione di cartoline” al momento è custodita in quattro scatole da scarpe: una riservata alle extra large, una miscellanea per le cartoline senza tema specifico e due con cartoline suddivise in sette sezioni tematiche in totale: belly of an architect, bildende kunst usw. (arti visive ecc.), botschaften (messaggi), funny bunny, innocue, natur, schwul usw. (gay ecc.). Le cartoline a soggetto berlinese che spedirò a No Borders Magazine provengono da tutte e quattro le scatole. Berlino è trasversale, diciamo.
Ho iniziato a collezionare cartoline qualche mese dopo essermi trasferito a casa di Wowereit, nel marzo 2002, con il mio amico e co-blogger Lupo. All’inizio mi limitavo a raccogliere quelle distribuite gratuitamente nei locali cittadini; poi ho cominciato anche a comprarne, soprattutto ai mercatini dell’usato e nei negozi dei musei, e, finanze permettendo, continuo a farlo.
Quando Maura e Rachele mi hanno chiesto se fossi interessato a condividere le mie cartoline con le lettrici e i lettori di NBM, non ci ho pensato due volte e ho subito accettato la loro proposta. La mia collezione non nasce per starsene chiusa in scatola. Quando ancora vivevo a Udine comunicavo per lettera con gli amici e le amiche lontane; qui a Berlino ho abbandonato il mezzo lettera e sono passato a e-mail, sms e, appunto, cartolina. (Odio telefonare: preferisco la comunicazione asincrona). La mia collezione è solo in parte conservata nelle quattro scatole di cui sopra: direi che un buon 15 per cento delle cartoline che sono passate per le mie mani si trova ora a casa di amici, colleghi, parenti e conoscenti vari. L’idea di ampliare il raggio di condivisione grazie alla piattaforma di No Borders Magazine mi piace molto. Tra parentesi, a spedirvi queste cartoline mi sento un po’ come i miei amici di Speed Demon – il milanese e l’udinese – che negli anni Novanta inviavano cassettine e fanzine in giro per il mondo (e ricevevano in cambio altre cassettine e fanzine).
Con questa rubrica cartolinesca spero di riuscire a trasmettere il mio amore quasi incondizionato per la città dove vivo da oltre dieci anni, un luogo che ancora non ha smesso di sorprendermi e affascinarmi e che ancora non mi sono stancato di esplorare, da solo o in compagnia: con il mio amico guida Lupo, curioso e intraprendente come pochi altri, con i parenti che regolarmente mi vengono a trovare e ogni volta vogliono vedere qualcosa di nuovo – Bitteschön! Berlin ist bodenlos – e con compagni di avventura sempre nuovi e diversi. Spero, con le mie cartoline, di riuscire a farvi capire cosa rende speciale questa città e i suoi 12 distretti, cosa la rende non solo “vivibilissima” ma addirittura, almeno per un campagnolo veneto disamorato come me, un bene insostituibile; nonostante la gentrificazione galoppante, l’assalto degli squali della casa e dei turisti molesti modello “maschio inglese ubriaco in vena di menare le mani”, la preoccupante diffusione di guest list e dress code, il tasso di disoccupazione ancora troppo alto, il colossale fiasco dell’apertura del nuovo aeroporto, lo stato disastroso di gran parte delle piste ciclabili cittadine.
In chiusura, se posso permettermi di dare un paio di consigli, vi direi di scrivere, camminare e ogni tanto concedervi il piacere di essere turisti nella vostra città o regione.

 

[Berlino ballerina! Tanz auf dem Vulkan…]

 

Ale von Stadtschaft nasce in seno al Piave, studia in riva al Tawe e alla roggia di Udine. Dal 2002 vive tra Sprea e Havel. Più precisamente lungo il Neuköllner Schifffahrtskanal, con tre effe.

  • Antonella

    Ma è bellissima questa guida, l’ho scoperta molto in ritardo, ma vale comunque la pena! 🙂

  • cornelius arslanian

    avere un lupo come guida è un gran lusso (da provare, almeno una volta nella vita). avere un campagnolo disamorato per compagno di viaggio è un onore e un piacere raro, da provare e riprovare, anche a distanza. un plauso a questa guida asincrona a una città atemporale eppure sempre portatrice dello spirito del tempo.