Sono due i commenti che vanno per la maggiore quelle rare volte in cui il mondo esterno nomina il Lussemburgo: si discute del suo status di paradiso fiscale o, nel caso in cui si abiti entro i suoi confini, ci si lamenta per la quasi totale assenza di intrattenimento, difetto che lo rende, a detta di molti, uno dei paesi più noiosi d’Europa.

La mia impressione, a quasi tre mesi dal mio trasloco nella sua capitale, è – come dicevo qualche settimana fa – che una città è tanto noiosa o eccitante quanto le consentiamo di esserlo. Come una persona appena conosciuta, si relaziona a noi rispondendo alla reazione che noi abbiamo nei suoi confronti.

Così mi è difficile definire Città di Lussemburgo la città più noiosa d’Europa, e non solo perché sono sopravvissuta 4 anni a Forlì. Città di Lussemburgo non ha sicuramente le attrattive e le proposte culturali di Parigi, Bruxelles, Londra o persino di Milano, ma nel suo piccolo è capace di tenerti occupato e, molto spesso, di farti anche divertire.

Questo secondo post sul paese più ignorato d’Europa vuole essere un timido tentativo di risollevare la pessima reputazione che il Lussemburgo si è fatto negli anni. In Lussemburgo si pagano poche tasse, si sposano principesse. Ma ci si diverte anche. Ecco dove, e come:

CINEMATHEQUE: a sfogliare la programmazione della cineteca nazionale, un amante del cinema non crederebbe ai suoi occhi. Da dicembre a febbraio sono passati per lo schermo di questo minuscolo cinema vecchio stampo retrospettive su Wes Anderson, Margarethe von Trotta, Paul Thomas Anderson, classici come Jules & Jim e chicche come l’Appartamento di Billy Wilder. L’abbonamento a 10 spettacoli costa 25 euro: una delle poche cose convenienti a città del Lussemburgo. Gli altri due cinema della città, Utopolis & Utopia, hanno sconti sulle proiezioni del lunedì e del mercoledì (per chi ha numero di cellulare Orange).

MUDAM: è il più famoso dei musei della città, perché progettato dall’architetto I. M. Pei (l’ideatore della piramide del Louvre). Si trova nel quartiere di Kirchberg, che è la landa desolata dove hanno sede le Istituzioni europee, e dove però si trova anche lo splendido edificio della Philharmonie, con altrettanto splendida programmazione. L’offerta culturale di città di Lussemburgo non si limita, ovviamente, al Mudam, ma siccome mi piace vedere le cose prima di scriverne, mi riservo di visitare gli altri musei e gallerie della città e dedicar loro un intero articolo più avanti.

ABBAYE DE NEUMUNSTER: un altro angolo di città dove si trova buona musica è l’abbazia di Neumunster. Qui in estate si tiene un festival estivo che ha visto passare e suonare all’aperto Air e Bon Iver, ma ogni domenica si tengono anche gli Apero Jazz (in questo periodo c’è una serie di appuntamenti dedicati al pianoforte jazz) con brunch su prenotazione.

EXIT07+CARRE ROTONDES: centro culturale, bar, teatro, cinema e qualche volta anche mercatino. Nel quartiere di Hollerich, l’EXIT07 è il locale dove vale la pena passare non solo una serata ma anche pomeriggi e giornate intere se, come questo weekend, ci si trova la Foire aux disques.

DEN ATELIER + SOUL KITCHEN + THE LAB: situati nello stesso edificio, sono rispettivamente la sala concerti, il bar post-concerti e il cocktail bar più interessanti del centro (a pochi passi dalla stazione centrale). Al Den Atelier ci si va per concerti quando non si vuole fare lo sforzo di spingersi fino alla Rockhall, a ben 20 minuti dal centro. Una volta finito il concerto si prosegue la serata al Soul Kitchen e, in mancanza di concerti, vale la pena fare tappa al The Lab, magari nelle serate in cui suona LeGenco, alias Vincent – DJ e amico dagli ottimi (ottimi) gusti musicali.

BOUNEWEGER STUFF: Bonnevoie, quello che una volta – e per certi versi ancora – era il quartiere povero della città, è la zona del centro che più ricorda Berlino. Il Bouneweger Stuff, in linea con il quartiere, offre muri scrostati a volontà, sedie scompagnate, tavoli traballanti, e un buon numero di hipster. Scansate gli hipster, incamminatevi verso la sala sul retro (riservata ai fumatori) e ammirate la pista da bowling del locale, purtroppo inutilizzata.

GRUND: la zona bassa della città è anche uno dei quartieri più suggestivi e interessanti dal punto di vista architettonico. Qui si trovano ristoranti costosi, club privati e una manciata di pub frequentati prevalentemente da anglofoni. Al Liquid ogni giovedì ci sono concerti jazz, mentre Scott’s ha, oltre a buona musica, anche hamburger discreti. Spingendosi oltre il Grund si arriva a Clausen, dove un progetto di riqualificazione ha trasformato l’ex birrificio della città in un centro dove si ammassano locali, ristoranti e gente di ogni età specialmente nei weekend. Les Rives de Clausen a me non piace, soprattutto per la musica troppo commerciale, ma de gustibus. Se avete capito che tipo di persona sono e siete in linea con me, tornate al Grund, prendete l’ascensore e fate tappa, prima di tornare a casa, al d:qliq.

D’COQUE + LES THERMES: sono le due piscine più grandi della città. La prima si trova a Kirchberg ed è facilmente raggiungibile con qualsiasi bus dal centro e dalla stazione centrale. La seconda, più centro benessere che piscina, è leggermente fuori città, ma altrettanto facilmente raggiungibile con il bus numero 8. Se, invece, volete fare le cose come si deve, le terme che state cercando sono a Mondorf.

Come faccio a sapere tutte queste cose a due mesi dal mio arrivo in città? La mia fonte principale è stata la mia prima coinquilina, che mi ha fatto scoprire la gran parte dei locali che frequento ora, il resto lo fanno settimanalmente questi siti/riviste gratuite che si trovano nei bar e nei ristoranti della città: Delano Magazine, City Magazine, Passaparola, Flydoscope, Paperjam.

Come dicevamo qualche giorno fa, per scoprire una città – specialmente una città così poco turistica come Città di Lussemburgo, la Lonely Planet serve a poco o a nulla: volantini, manifesti, free press e quotidiani sono la chiave che apre le porte anche alla città in apparenza più noiosa d’Europa.

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L’immagine in alto e in homepage è la copertina promozionale di Soul Kitchen

  • Anna Brunelli

    Ho letto con grande interesse la tua opinione sul Lussemburgo. Sono capitata sul vostro blog casualmente, indicando nel motore di ricerca vivere in Lussemburgo. Avrei un grande desiderio di trasferirmi con la mia famiglia; ho gia’ chiesto all’Istituto bancario per cui lavoro di considerarmi come prossima candidata per questo piccolo paese che sembra sia ben organizzato e rispettoso.
    Spero  di poter vedere e visitare ogni luogo suggerito. Chissa’, forse gia’ quest’anno.
    Grazie di cuore e buon lavoro.
    Complimenti!
    ANNA