L’Australia è la nuova Londra, mi dicono.

Io a Londra in realtà non ci ho mai vissuto, ma se avessi saputo in anticipo che il prodotto nazionale della terra dei canguri era la Vegemite, forse un pensiero ce l’avrei fatto. Fortunatamente, devo dire, la mia decisione di partire, un paio d’anni fa, non fu spinta dalla voglia di esplorare una raffinata tradizione culinaria, e ciò che mi convinse a raggiungere l’Australia fu una delle motivazioni contenute nella più o meno lunga serie che sempre più giovani sembrano oggi utilizzare come movente per caricarsi uno zaino sulle spalle. Qualcuno mi racconta che parte perché in Italia va tutto storto, qualcun’altro in cerca dell’oro, qualcun’altro è semplicemente stanco della quotidianità: scuse. A venti e qualcosa anni non si parte per non deprimersi, non si parte perché qualcosa gira nel verso sbagliato. Partire non è una seconda scelta, non è un’alternativa. A venti e qualcosa anni si parte, si dovrebbe partire, per una spontanea curiosità, per istinto, per sfidare se stessi. Ecco cosa ci porta a viaggiare, la voglia di esplorare, di conoscere.

Esplorare, conoscere, viaggiare. Belle parole, si sa, peccato che nella maggior parte dei casi necessitino di un pesante finanziamento per poter essere pronunciate. Viaggiare a lungo termine non significa andare in vacanza e, una volta realizzato, ci si rende conto presto che scegliere la destinazione diventa il passo più semplice. Si parla inglese? Check. C’è lavoro? Check. È facile da trovare, il lavoro? Check. C’è così tanto da vedere che ci faranno male gli occhi? Check. Ecco, questo è perché si va in Australia. Si va in Australia perché è uno dei pochi stati che tramite un accordo con l’Italia,  quello del visto Working Holiday ci permette di soggiornare lavorando all’interno del paese per un anno intero. Si parte perché l’Australia è uno dei pochi posti dove finanziare i propri viaggi lavorando è ancora una possibilità, dove ogni giorno arrivano, e sono benvenuti, centinaia di ragazzi da ogni parte del mondo, e dove anche senza sapere la lingua rimane facile sopravvivere. Come ci si muove allora? Semplice, si ottiene il visto, si compra un biglietto, e si parte. O forse no.

“Ma troverò lavoro? Quanti soldi servono? In quale città devo andare? E se sono solo? Dove dormo? Dove trovo impiego? Quanto posso guadagnare? Quanto costa la vita? E se non so l’inglese? Come mi muovo? Quali documenti servono? Come li ottengo?”. E così via. Si potrebbe continuare per ore, e più i dubbi ci assalgono e più si allontana la partenza. Facciamo un po’ d’ordine allora.

Il primo passo è il visto, il Working Holiday (Subclass 417), che si ottiene online compilando una serie di moduli sul sito dell’immigrazione. Le domande all’interno dell’applicazione riguardano principalmente lo stato di salute, lo stato economico ed eventuali precedenti penali, oltre a un’idea dei propri piani di viaggio. Il visto costa attorno ai 180 euro, è disponibile per tutti i cittadini italiani sotto i 31 anni e permette l’accesso in Australia entro un anno dall’ottenimento. Entrando in Australia il visto viene attivato, e a questo punto si hanno dodici mesi a disposizione per lavorare e viaggiare. Il passo successivo è trovare un posto dove dormire. In uno dei paesi più backpacker friendly del mondo, gli ostelli sono ovunque. Chi arriva con un budget limitato opta per una di queste strutture, almeno per i primi tempi, dove è possibile condividere una camerata con altre persone per un prezzo  relativamente accessibile, un ottimo modo per conoscere altri ragazzi e ragazze nella stessa situazione. Una volta sistemati, una stanza in appartamento condiviso si trova spulciando su siti come Gumtree, oppure, per chi davvero vuole tirare la cinghia, opportunità come WWOOFing, Couchsurfing, AuPair e HelpX annullano completamente i costi di alloggio, o quasi. Il lavoro viene immediatamente dopo. Una volta ottenuto il proprio TFN, l’equivalente al nostro codice fiscale, si è pronti a mettersi in gioco. I lavori si trovano in diverse maniere, a seconda delle competenze, del settore, e della situazione. Una struttura tipicamente australiana, l’ostello del lavoro, può aiutare molto in lavori non specializzati nelle aree rurali, principalmente nel campo agricolo, mentre nel mondo civilizzato è ancora Gumtree a contenere la maggior parte degli annunci. Un curriculum adatto al mercato australiano può fare la differenza, così come l’essere già in possesso dei certificati necessari per lavori in determinati settori, come l’RSA nell’ospitalità o la White Card nel campo dell’edilizia.

Si trova lavoro, si guadagna un sacco (più o meno grande) di soldi, e poi? Contrariamente ai consigli di qualsiasi consulente finanziario, l’investimento migliore che si possa effettuare con i propri risparmi in Australia è comprare un mezzo di quarta mano e mettersi in strada con le dita incrociate. Il mercato dell’usato è immenso e trovare una macchina è possibile con poche centinaia di dollari, se si ha il coraggio di mettersi di fronte all’intricata burocrazia sul passaggio di proprietà australiano. Ma poi arriva il bello, il viaggio che attraverserà una diversità tale che ci si troverà ad essere a contatto con ambienti che si contrappongono nell’arco di poche settimane. L’Australia è fatta per la strada, e soltanto con un mezzo proprio si avrà la possibilità di raggiungere le aree più remote, dalle foreste tropicali del Top End, alle infinite distese rosse del Red Centre, alle spiagge deserte del Western Australia. Si può partire da Melbourne e dirigersi verso nord passando da Sydney, Byron Bay, Brisbane e raggiungere Cairns e Cape Tribulation. Oppure si può tagliare al centro, da Adelaide passando per Uluru, raggiungendo la capitale dei territori nordici, Darwin. E poi c’è il West, con Broome, Shark Bay, fino a Perth. Le possibilità sono infinite.

Il Working Holiday è una possibilità concessa una volta soltanto nella vita, e per questo non solo è d’obbligo utilizzarla, ma anche sfruttarla al meglio. “Working Holiday Australia – Vivi, lavora e viaggia nella terra dei canguri” è la prima guida pratica in italiano all’esperienza del visto vacanza lavoro downunder. Scritta grazie all’esperienza diretta dell’autore e di decine di viaggiatori che hanno collaborato con i propri consigli, WHA raccoglie in 150 pagine tutto ciò che è necessario sapere per tirare fuori il meglio dalla propria esperienza, da come trovare lavoro, a come ottenere ogni documento, a come ottenere un secondo anno di visto, fino all’acquisto di un mezzo e al recupero di migliaia di dollari di tasse.

La guida e l’articolo sono stati scritti da Angelo Zinna che, dopo il periodo in Australia e due anni in Nuova Zelanda, si sta preparando a ripartire. Angelo scrive su Explore More e questa è la sua pagina facebook.

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