Partiamo da Port Augusta, di prima mattina perché i chilometri da fare sono molti. Imbocchiamo la Stuart Highway verso nord. Ci aspetta una strada probabilmente unica al mondo.

La prima tappa è abbastanza vicina per gli standard di questo continente. Solo 200 km. Ci fermiamo a Pimba, un piccolo avamposto di 50 abitanti che sorge in punto strategico. Facciamo il pieno di benzina, pranziamo con hamburger e patatine allo Spud Roadhouse e, dopo aver preso qualche provvista, siamo di nuovo in viaggio.

Il paesaggio intorno a noi è incredibile. La vista corre per chilometri e chilometri in tutte le direzioni,. Ogni tanto incrociamo qualche automobile, i grossi camion a tre vagoni che riforniscono i pochi villaggi della zona e il lunghissimo Ghan che attraversa su rotaie l’Outback da Adelaide a sud a Darwin a nord.

Dopo circa 400 km arriviamo alla nostra prima tappa, Coober Pedy, città famosa per le miniere di opali. Dormiamo all’Underground Hotel, vera e propria attrazione turistica della zona, interamente scavato in una montagna. Il paese, la sera, offre ben poco da fare e,quindi, dopo aver ammirato un incredibile cielo stellato molto diverso da quello dell’emisfero settentrionale, andiamo a dormire nella nostra “caverna”.

La mattina dopo, all’alba siamo già in macchina. Ci aspettano 750 km nel deserto. La nostra meta è Uluru, la roccia sacra per gli aborigeni. Arriviamo a Uluru giusto in tempo per ammirarlo nel momento migliore della giornata: al tramonto, quando il sole,nascondendosi dietro l’orizzonte, alle nostre spalle, gli dona un colore magico. La mattina dopo ci alziamo all’alba per vedere lo spettacolo della sera prima, ovviamente dall’altro lato della roccia: al contrario. Fa freddissimo (ci sono 2-3 gradi) ma è pieno di gente che aspetta il sorgere del sole e piano piano verso le 5 del mattino arrivano i primi spiragli e l’atmosfera diventa nuovamente incredibile.

Dopo un’abbondante colazione, ci dirigiamo verso Kata-Tjuta (Tante Teste, in lingua aborigena), una formazione rocciosa simile Uluru ma che ha subito maggiormente l’azione degli agenti atmosferici e del tempo e ora è un susseguirsi di vallate e colline. Ci siamo solo noi, il tempo è perfetto, la compagnia anche e diventa una di quelle giornate che vorresti non finissero mai.

Il giorno dopo lasciamo questa zona dell’Australia consapevoli della sua unicità, e ci dirigiamo verso il Kings Canyon, all’interno del Watarrka National Park, che non ha niente da invidiare al più famoso Grand Canyon americano, in Colorado, ma forse soffre la “vicinanza” con Uluru. A pranzo siamo di nuovo nel nostro albergo. Mangiamo una pizza e partiamo per Alice Springs, ultima meta del nostro viaggio nell’Outback. Questa città di circa 25 mila abitanti è il centro più importante dell’intera immensa regione. La sera sembra abbastanza deserta, come il resto della zona e dopo cena decidiamo di rientrare in hotel. La stanchezza inizia a farsi sentire.

La mattina dopo, di buon ora, iniziamo il nostro giro, partendo da Anzac Hill, la collina che domina tutta la città e che regala una vista a 360° sorprendente. Non è l’unico regalo, perché salendo lungo il sentiero, ci imbattiamo nel nostro primo e unico canguro. L’animale, per nulla preoccupato dalla presenza dell’uomo, mangia tranquillamente l’erba della collina. Noi decidiamo di avvicinarci per fare qualche foto, ma quando il simpatico marsupiale si accorge che siamo troppo vicini per i suoi gusti, ci guarda, si gira dall’altra parte e saltellando si allontana rapido. Trascorriamo il resto della mattinata nelle vie del centro cittadino che, a differenza della sera prima, sono piene di persone che affollano i ristorantini, i bistrot all’aperto e i negozi. Poco dopo pranzo prendiamo le nostre auto e andiamo all’aeroporto. Ci aspetta un volo per Cairns e la grande barriera corallina. Lasciamo l’Outback fisicamente ma non lo lasciamo né con il cuore né con la mente, consapevoli che un posto come questo rimarrà sempre con noi.

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La lunga Stuart Highway. Non è difficile durante il viaggio in questa remota zona del mondo, percorrere lunghi tratti senza incrociare altre macchine e spesso, soprattutto durante l’estate australe (da dicembre a marzo) le poche auto che si incontrano sembrano lontani miraggi sull’asfalto.

Uluru: la roccia sacra per gli aborigeni. Si trova quasi nel centro dell’Australia, nel Northern Territory. Per gli aborigeni ha un’importanza sacra, ma solo recentemente (nel 1985) il governo australiano l’ha restituita ai suoi antichi abitanti. I due momenti migliori per godere della bellezza di questo luogo sono al tramonto e all’alba.

Un canguro ad Anzac Hill. Questi animali sono decisamente abituati alla presenza dell’uomo ed è davvero facile incontrarli vicino ai centri abitati. Questo saltellante marsupiale si aggirava liberamente sulle pareti di Anzac Hill la collina che domina la città di Alice Spring.

Una coppia di Spinifex Pigeons. Questa specie di uccelli è solo una delle migliaia di specie di animali che popolano questo territorio.

L’Outback australiano è l’unica regione del mondo dove si possono incontrare cammelli selvatici. Sono i discendenti di quelli usati dalle carovane che permisero a molte esploratori di raggiungere l’entroterra e nel XIX secolo collegavano diversi centri abitati. Quando fu costruiti il Ghan (la ferrovia che seguiva lo stesso percorso), le carovane divennero obsolete e gli animali furono liberati.

Il distributore di benzina a Pimba (minuscolo avamposto di 50 abitanti), tappa obbligata per tutti coloro che vogliono avventurarsi nell’Outback. Oltre alla benzina, si possono comprare alimenti di prima necessità e mangiare hamburger e hot dog all’interno dello Spud Roadhouse.

L’interno del Underground hotel a Cooper Pedy. L’hotel, interamente scavato nella montagna, è una delle principali attrazione di questa cittadina di quasi 2 mila abitanti che in passato ha vissuto periodi di grande ricchezza grazie ai giacimenti di Opali.

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Le foto di questa galleria sono state scattate da Paolo Tortorella. Paolo a vent’anni ha iniziato a viaggiare e da allora non si è  più fermato, grazie anche a un gruppo di amici che condivide con lui questa passione. Quando viaggia porta sempre con sè la ma macchina fotografica e documenta tutto quello che ha la fortuna di vedere. Questo è il suo blog.

  • Stupendooo!!!! scritto benissimo e le foto:bellissime!! Mi hai fatto rivivere alcune emozioni che avevo accantonato!!!