L'ospiteAndrea Marinelli è un beatnik del nuovo millennio. Avesse avuto gli anni che ha oggi – sta sui trenta – negli anni Cinquanta sarebbe finito negli States a farsi un coast-to-coast in autostop, avrebbe incontrato Ginsberg e Kerouac nei sotterranei di Frisco e con loro avrebbe sorseggiato porto con sotto le voci di qualche cantante jazz, per poi commuoversi e ululare sotto la luna.

Ma Andrea è nato nell’82, e i trent’anni li ha compiuti a New York lavorando come corrispondente freelance per varie testate italiane. A NYC ci è arrivato viaggiando come un beatnik italiano del nuovo millennio, muovendosi tra erasmus, ragazza in erasmus, interrail, internship, voli low-cost e gli input di familiari o libri guida. Il tutto con una passione inestinguibile per l’umanità in fiamme che ci circonda.

L’ospite, il suo primo libro, è il frutto delle esperienze di Andrea (le scorribande), le sue aspirazioni (raccontare l’America), e del tempo di magre in cui viviamo. A mancare oggi spesso non è il coraggio, ma la possibilità di vedersi pagati il viaggio e il lavoro.

D’altronde essere beatnik del terzo millennio non concede il lusso di ignorare la rete. Quella rete che rischia di inaridire il viaggio tra click e notifiche, assorbendo l’attenzione del viaggiatore, invece di lasciarlo al paesaggio e al viaggio in sé.

Andrea, ben consapevole di tutto ciò, la rete l’ha usata a suo vantaggio: ha creato un blog con cui dalla strada ha fatto viaggiare i lettori più fedeli con lui, mentre inseguiva chi doveva inseguire (i candidati repubblicani alle elezioni americane); ha lanciato un crowdfunding che gli ha permesso di pagarsi i biglietti sopperendo alle mancanze delle testate italiane, inesorabilmente senza fondi; è passato dai motel ai divani del couchsurfing (entrando in contatto con casi umani di carveriana memoria) e infine si è auto prodotto il libro con Amazon, schivando la sfibrante ricerca di un editore.

C’è tutto questo ne L’ospite di Andrea Marinelli, il libro di un gatto randagio che insegue le sue prede: i candidati alle primarie repubblicane per le presidenziali. La scelta dell’argomento rispecchia la passione dell’autore per l’America. Tra le pagine non si trovano solo le interviste ai papaveri alti del partito come Rick Santorum (placcato con una mossa a sorpresa) e le parole e gli slogan degli elettori, quelli pronti a votare chi mette al centro il crocifisso e la lotta all’aborto. I candidati hanno segnato l’itinerario del viaggio di Andrea, che li inseguiva con qualsiasi mezzo di trasporto, tracciando una personale geografia del paese.

L’ospite piacerà agli appassionati di Stati Uniti, piacerà ai sociologi, piacerà ai viaggiatori squattrinati, ma piacerà anche a chi avrebbe voluto nascere nell’epoca d’oro del giornalismo e oggi si industria per fare del viaggio e della scrittura un mestiere, e lo fa – per fortuna, forse – superando i confini del proprio ambiente familiare.

Ed è per questo suo coraggio misto a spirito d’iniziativa e creatività che, dopo aver letto L’ospite, aspettiamo curiosi il secondo libro di Andrea. Questa volta il tema ufficiale del viaggio è l’omosessualità in America, da indagare attraverso un reportage «on the road». La piattaforma con cui Andrea ha deciso di chiedere finanziamenti a lettori e amici è Kapipal. Se volete dare il vostro contributo è facile e sicuro, ci sono bonus per chi lo fa (copie del libro, per cominciare) e anche NBM darà la sua parte.

Jacopo Ottaviani

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La foto in alto e in homepage è stata scattata da Peter Zarria