In Cina, una delle attività che preferivo era ricercare i piatti tradizionali in ogni città che visitavo. Era più forte di me, in ogni luogo ove mi recassi provavo la dirompente curiosità di scovare il cibo più strano. In questo modo mi sono più volte trovata di fronte a sorprese che in un primo momento mi facevano storcere il naso, ma che ben presto appuravo essere una delizia assoluta.

Mi sembra, dunque, giusto continuare il nostro viaggio tra i sapori della Cina citando alcuni dei migliori piatti mai assaggiati, scoperti per puro caso grazie ad azzardate ordinazioni.

Se siete viaggiatori itineranti, che alle località mainstream prediligono posti più tranquilli, recatevi a Hangzhou. Questa meravigliosa cittadina è celebre grazie al detto cinese: “In cielo c’è il paradiso, sulla terra ci sono Suzhou e Hangzhou”. In realtà, entrambe le città sono state in parte deturpate dagli abusi urbanistici, ma Hangzhou ha mantenuto un fascino più marcato grazie allo splendido Lago Occidentale che con le sue poetiche isolette ammalia ancora oggi turisti da ogni parte del mondo. Oltre che per paesaggi degni di un pittore del Romanticismo, però, Hangzhou é rinomata anche per la sua cucina. Se vi capiterà di passeggiare lungo le rive del lago, fermatevi al minuscolo ristorante Laomajia Mianguan (al 232 di Nanshan Lu). Non lasciatevi ingannare dall’aspetto spoglio del locale perché, se supererete i timori iniziali, qui potrete assaggiare il delizioso roujiamo: un panino imbottito di carne di maiale speziata che farebbe concorrenza a qualsiasi hamburger americano! Se, poi, siete spossati dalla camminata e volete rinfrancarvi con qualcosa di ancor più sostanzioso, ordinate anche i noodles di manzo in zuppa (niurou lamian) e ne uscirete pienamente soddisfatti.

Il più famoso piatto di Hangzhou è però il dongpo rou, chiamato così in omaggio al poeta e governatore di Hangzhou Su Dongpo vissuto nel XI secolo, durante la dinastia Song. La ricetta prevede l’utilizzo di carne di maiale che viene tagliata in cubi di circa 6 cm e fatta brasare a fuoco lento in salsa di soia e vino. Il risultato è un piatto dal sapore agrodolce ma deciso, di certo non adatto a salutisti fissati con la dieta: il cubo di carne che vi troverete davanti è infatti composto per lo più da strati di grasso che rendono la pietanza talmente tenera che la sentirete sciogliersi in bocca. Vige divieto assoluto di contare le calorie!

Quello che però non dovete assolutamente farvi sfuggire se siete nei paraggi di questa città è il tanto raccapricciante quanto squisito jiaohua tongji. Il bello di questa pietanza è la sorpresa che inevitabilmente suscita in ogni commensale si arrischi a ordinarla. Il piatto a prima vista sembrerebbe semplice: pollo avvolto in foglie di loto e cotto al forno in una teglia di argilla. Peccato che, una volta scartato l’involucro che avvolge la carne, l’ignaro avventore si ritroverà davanti agli occhi un polletto intero, con tanto di testa, interiora e artigli. A discrezione di ognuno è poi la scelta: non fare complimenti o compiere una cernita accurata delle parti da assaggiare. In ogni caso non lasciatevi intimidire: per quanto agghiacciante alla vista, sarà di certo uno dei sapori migliori mai testati nella vostra vita, a tal punto che quando lo ricorderete – tra un risotto alla milanese e una parmigiana di melanzane – vi scenderà una lacrimuccia!

Se vi recate in Cina per lavoro o per studio, vi potrebbe capitare di svegliarvi nella gigantesca Wuhan. Questa megalopoli, sorta dalla fusione di tre città indipendenti (Wuchang, Hankou e Hanyang), è priva di rilevanti attrattive ma tra caratteristiche poco apprezzabili, come il traffico selvaggio e tassi di inquinamento da capogiro, offre una cucina ricchissima che tirerà su di morale chiunque la testi. Qui troverete centri commerciali con ristoranti rinomatissimi e molto chic, così come quartieri colmi di piccoli locali “alla buona” che sfamano il visitatore anche a orari improbabili. Se avete tempo recatevi a Tan Hua Lin, il quartiere degli artisti, dove a piccole botteghe di artigiani si affiancano negozietti in stile bohémien nei quali potete trovare gli oggetti più strani, coffee shop che offrono un’infinita varietà di the – e sono un posto perfetto per riparasi dal freddo invernale o l’afosa calura estiva – e ottimi ristoranti casalinghi. Tipiche della cucina locale sono le zuppe, principalmente preparate con pesci di lago o del fiume Yangzi che attraversa la città. Non lasciatevi dunque scappare la shuizhu yu, una piccante zuppa di pesce che vi permetterà di rimanere leggeri ma senza rinunciare al gusto.

Per gli amanti delle tentazioni, è possibile ordinare anche un gigantesco piatto di ganbian tudou che vi farà tornare il sorriso anche nelle giornate più tristi. Non sapete di cosa si tratta? Immaginate un mucchio di croccantissime patate fritte, condite con peperoncino, aglio, zenzero, scalogno e il terribile “pepe dello Sichuan” (huajiao in cinese) – una spezia granulare dal lieve aroma di limone, che intorpidisce la bocca a causa della sua fragranza anestetizzante. C’è poco da aggiungere: sono dannatamente buone!

Per concludere in bellezza, lanciatevi in un’avventura culinaria incredibile assaporando la favolosa e delicatissima zuppa di rose, riso e miele (gui hua hu hu). Questa delizia per il palato è praticamente impossibile da trovare altrove, ma una volta testata vi rimarrà nel cuore per molto tempo. Nonostante possa risultare troppo dolce in un primo momento, se accompagnata da pietanze dello Sichuan (regione rinomata per la cucina estremamente piccante), vi permetterà di stemperare i bollori con un sapore inimitabile. Un consiglio anche per i più scettici? Provatela solo una volta e scoprirete di non aver mai mangiato nulla di così squisito.

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Questa è la seconda parte di una serie di articoli scritti da Margherita e dedicati alla cucina cinese. Non quella del riso alla cantonese. Qui potete leggere la prima parte.