Wellington è la capitale più a sud del mondo. Non è un luogo in cui si finisce per caso, da cui si passa percorrendo un itinerario. In Nuova Zelanda si deve arrivare di proposito anche se, per i più, la volontà non è abbastanza per attraversare migliaia di chilometri di Oceano.

Il mio rapporto con questa coppia d’isole ha avuto inizio come capita a molti. Si parte per l’Australia, passa un anno, finisce il visto, e ci si rende conto che di tornare a casa non se ne ha proprio voglia. Senza aspettative, si sceglie la Nuova Zelanda, unico altro luogo nel Pacifico in cui è concesso, a noi italiani, lavorare, e posticipare il ritorno ancora un po’. Io, alla Nuova Zelanda, non avrei dato più di sei mesi. Il tempo di guardarmi intorno, recuperare qualche soldo e rimettermi in moto. La durata di questo viaggio, però, non dipendeva soltanto dalla mia (in)capacità di pianificare. Ma di questo mi sono accorto col tempo.

I sei mesi sono diventati ventiquattro e, nonostante l’esperienza acquisita di un precedente periodo di vacanza-lavoro mi facesse presumere di sapere come muovermi, di saper calcolare e prevedere i tempi, di gestirmi meglio, mi sbagliavo di grosso. Sono bastate le prime settimane di viaggio nell’Isola Sud, in parte grazie a passaggi trovati via internet, in parte in autostop, per rendermi conto che questo era un posto che meritava di essere conosciuto. E così mi sono fermato. Per due anni interi.

Il Working Holiday Visa mi ha regalato questa possibilità, mi ha permesso di conoscere i kiwi, esplorare il territorio, cambiare tre differenti lavori e infine stabilirmi a Wellington, il tutto senza gravare sulle tasche di nessuno, neanche le mie. Entrare in intimità con questo paese non è questione di soldi, il tempo è l’unico requisito. E, per chi può permettersi di investirne abbastanza, la strada è in discesa. Come muoversi?

Il WH è un visto concesso a tutti i giovani italiani sotto i 31 anni di età, e permette di vivere, lavorare e viaggiare in Nuova Zelanda per 12 mesi consecutivi.
Richiedere il permesso è semplice: basta creare un account sul sito dell’immigrazione e compilare i moduli on-line rispondendo alle domande su situazione economica, medica, e giuridica. Il visto elettronico arriva in pochi giorni, e da questo punto di vista si è già a metà strada, si compra un volo e si parte. Il mercato del lavoro in Nuova Zelanda si muove a un ritmo differente rispetto a quello europeo, e con i suoi quattro milioni di abitanti e quaranta milioni di pecore questo territorio ha dei limiti a cui è necessario sapersi adattare. La Nuova Zelanda non è l’Australia. Gli stipendi non sono alti, e in pochi arrivano per fare fortuna. Questo è il bello degli antipodi, la possibilità di ritrovare uno stile di vita sostenibile, in città a misura d’uomo, riappropriandosi del proprio tempo, tanto che anche l’anno concesso dal visto apparirà come non abbastanza.

Il primo passo da fare, una volta arrivati, è trovare un luogo in cui sistemarsi per le prime settimane, in modo da avere un indirizzo tramite il quale organizzare i documenti per lavorare. Ottenere l’IRD, l’equivalente del nostro codice fiscale, è la prima operazione, seguita dal conto in banca. Per entrambi è richiesto un indirizzo fisso, ma come trovare casa senza conoscere la città o il luogo di impiego? La soluzione per la maggior parte dei nuovi arrivati diventa in questo caso l’ostello, meglio se BBH, che può fare da base per orientarsi e ottenere informazioni rientrando nel budget. La ricerca del lavoro avviene prevalentemente on-line, su siti come TradeMe o Seek, anche se ci si rende facilmente conto che in comunità ridotte come quella kiwi le conoscenze dirette possono fare la differenza. Uscire, parlare, fare amicizia è certamente il metodo più efficace di trovare, o cambiare, lavoro.

Che si voglia finanziare un viaggio su strada, magari acquistando un mezzo proprio, oppure in autostop, o, ancora, che si arrivi con l’intenzione di fermarsi oltre i dodici mesi cercando uno sponsor, bisogna sapere come muoversi per sfruttare al meglio questa opportunità, concessa una volta soltanto.

Working Holiday Nuova Zelanda – Esperienza agli Antipodi nasce con questa idea ed è la prima guida pratica in italiano a vivere, viaggiare e lavorare in Nuova Zelanda con un visto vacanza-lavoro. Le pagine sono oltre 200 e, qui, ho cercato di spiegare nel dettaglio come organizzare il viaggio, ottenere i documenti necessari prima e dopo l’arrivo, trovare alloggio e, volendo, dormire a costo zero, per poi riuscire a trovare impiego nel più breve tempo possibile. Nella guida ho incluso link e contatti utili, consigli su lavoro, città e una raccolta di soluzioni per muoversi gratis o quasi, assemblando un manuale che fornisce, se non tutte, moltissime risorse che vi serviranno per viaggiare e vivere down under. Il mio obiettivo?
Rendervi difficile trovare una scusa davvero buona per non partire.

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La guida e l’articolo sono stati scritti da Angelo Zinna che, dopo il periodo in Australia e due anni in Nuova Zelanda, è ripartito e di nuovo in viaggio. Angelo scrive su Explore More e questa è la sua pagina facebook.