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[Vacanza ad Haarlem, V giorno: Oggi è la giornata dell’ormone e della confusione. Scartato all’ultimo momento il mercato del formaggio di Alkmaar. Hoorn ha dissipato la confusione. Visita al Westfries Museum (storia della città e temporanea con incisioni della Rembrandthuis di Amsterdam), passeggiata per il vecchio porto, poi Julianapark e Schellinkhouterdijk con cani e bimbi sguazzanti. Me ne torno ad Haarlem con un’idea di tatuaggio e due mazzi di fiori – uno gratis – per K. Ore 18.15 ca. K. mi ringrazia dei fiori e W., che è in vena di chiacchiere, mi racconta delle sue origini italiane. “I tuoi nonni erano italiani?” gli chiedo. “No, il primo C. del quale si sa qualcosa è arrivato in Olanda nel Settecento. E’ stato registrato come venditore di trappole per topi”. Folgorato, appoggio lo zaino e ne estraggo questa cartolina comprata al Westfries Museum. “Bello!”, fa W. “Ma questo vendeva veleno per ratti”. Poi passa la cartolina a K. che ride e fa:”Il tuo antenato!” “Vedi, i ratti vivi nella gabbia e quelli morti sotto facevano vedere l’effetto del veleno”. Faccio un salto in bagno, metot due cose da mangiare nello zaino ed esco per il mio primo giro in bicicletta fuori città: Haarlem – Spaarndam – Penningsveer – Haarlemmerliede – Burg. Reinaldapark. Quanti pescatori! Alcuni addirittura accampati per la notte. Rientro ad Haarlem al tramonto. Patatine fritte osservando decine e decine di quegli uccelli neri e grigi (come cornacchie ma più piccoli) sul tetto della Grote Kerk.]

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Ale von Stadtschaft nasce in seno al Piave, studia in riva al Tawe e alla roggia di Udine. Dal 2002 vive tra Sprea e Havel. Più precisamente lungo il Neuköllner Schifffahrtskanal, con tre effe.