Con questa mini intervista a Stefano, parigino d’adozione, inauguriamo uno speciale estivo – che andrà online per tutto il mese di agosto – , realizzato in gemellaggio virtuale con i ragazzi di Cervelli Fuori e dedicato agli italiani che vivono altrove. Abbiamo tutti un amico, e forse più di uno, che vive all’estero. E tutti, almeno una volta in vita nostra, abbiamo pensato: come sarebbe vivere a… “La mia vita a” è il nostro tentativo di dare una risposta a questa domanda, viaggiando dall’Australia alla Danimarca, passando immancabilmente per Londra, Berlino, Barcellona e appunto Parigi. Vivete altrove e volete raccontare com’è la vostra vita? Potete scriverci, ne saremmo felici.

Ma iniziamo da Stefano. Stefano a Parigi ci è arrivato studiando, come capita a molti.

Da quanto tempo vivi a Parigi?
Da tre anni.

Qual è l’aspetto migliore e quale il peggiore della vita a Parigi?
Il pro sicuramente vivere in una fra le più belle città al mondo. Per i contro direi il leggero senso di dispersione che si prova.

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Qual’è la cosa che ti ha colpito/a di più la prima settimana e qual è la cosa che ancora oggi continua a colpirti?
Che è grigia, e che lo è sempre.

Tra 5 anni ti vedi ancora a Parigi? Se sì, perché? Se no, dove  vorresti essere?
Non mi sembra impossibile immaginarmi ancora qui fra cinque anni, al tempo stesso l’idea di cambiare città non mi sembra improbabile.
Ma la scelta sarebbe molto ardua e sicuramente dettata da motivazioni professionali e/o sentimentali. D’altronde mi sembra siano le uniche ragioni valide per giustificare un trasferimento in un’altra città o in un altro paese.
Fuori discussione l’idea di imparare una nuova lingua, quindi: paesi anglofoni ok, Francia ok (ma dove?) e Italia ok (ma dubito fortemente!).

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Da quando vivi a Parigi hai visitato altri paesi/città/regioni nei dintorni? Quali consiglieresti?
Visitare Parigi è già di per sé un’impresa non da poco. L’unico modo per scoprire e conoscere tutti gli angoli della città è camminare e camminare, percorrendo sistematicamente tutte le strade possibili. Fuori da Parigi mi è capitato di fare qualche giro in qualche banlieue ma ancora stento a ricordarmi le geografie di quei posti. Fuori Parigi, a distanza ragionevole, in treno quindi, e per non dimenticare che il mare esiste ed è sempre allo stesso posto, sono andato spesso a Trouville-sur-Mer.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?
Gli affetti e, per quanto possa sembrare banale, ma per me non le è affatto, il cibo.

Quali posti consiglieresti per colazione e pranzo a chi visita Parigi?
Non ho mai fatto colazione fuori casa, consiglierei piuttosto di provare tutte le boulangeries che capitano sotto tiro per scoprire ogni tipo di delizie di pasta sfoglia come croissant, pain au chocolat, pain aux raisins, chausson aux pommes e altre viennoiseries di ogni genere. Non si smette mai di imparare! Posti preferiti dove mangiare: Chez Prosper (Place de la Nation), Hokkaido (Rue Chabanais), Paris-Hanoï (Rue de Charonne), Au Rouleau de printemps (a Belleville). Sono     decisamente in pieno periodo vietnamita.

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Cosa compri a Parigi che non compravi quando vivevi in Italia?
Formaggi francesi di ogni tipo, tra cui il mio formaggio preferito in assoluto, ovvero il Comté, la moutarde e vestiti di marche o stilisti francesi. Frivolo, ma vero.

Qual è la prima cosa che consiglieresti di visitare/fare a Parigi?
Una lunga passeggiata sul bordo Senna da concludere con un tramonto ai giardini delle Tuileries.

Qual è la cosa che consiglieresti di evitare come la peste a Parigi?
Les Champs-Elysées.

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Stefano Marchionini, 1985, nato a Verbania. Diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dal 2008 vive in Francia. Nel 2010 è entrato all’École nationale supérieure des Beaux-Arts de Paris, dove nel 2012 ha ottenuto il Diplôme national d’arts plastiques e dove oggi frequenta il quarto anno di studi. Il suo sito web è: www.stefanomarchionini.com

La foto in alto e in homepage è stata scattata a Parigi da Kenneth.

  • Massimo Lavacchi

    Io adoro Parigi se non ci vado almeno una volta l’anno sto male 🙂
    Mi piace molto la zona del canal Saint Martin, se dovessi trasferirmi a Parigi cercherei casa in quella zona.

  • Pingback: Perché vivere all'estero è meglio | No Borders Magazine()

  • Andre Sergio Da Rio

    scusate, ma nelle vostre domande non chiedete mai come vivono. potreste farlo? ho letto Parigi e Londra e mi sembrano tutti e due studenti. E’ fattibile vivere all’estero studiano e mantenendosi o vivono mantenuti da casa?
    giusto per curiosità, avendo le spalle coperte è chiaramente più facile

  • Nicola

    Gran bella città … anche se vista da turista la prospettiva cambia !