Dagli appennini della Romagna alle colline della Silicon Valley, Vanessa vive a San Francisco da 12 anni e ci racconta com’è. Su cervellifuori.it, invece, i suoi pro e i suoi contro della città più europea d’America.

Da quanto tempo vivi a San Francisco?
Mi sono trasferita nella San Francisco Bay Area nel gennaio del 2001, appena finita l’Università per cominciare il mio primo lavoro da ingegnere strutturale. Anche per me vale quello che hanno detto tutti i neo-immigrati: due anni e poi torno in Italia. Sono passati 12 anni e sono ancora qua.

Qual è l’aspetto migliore e quale il peggiore della vita a San Francisco?
L’aspetto migliore, oltre al clima, sono le opportunità. In nessun posto del mondo una persona puo’ cambiare carriera 5 volte in 10 anni e avere possibilità di essere estremamente di successo in tutte e 5! L’aspetto peggiore è probabilmente il costo della vita astronomico – viviamo in un posto dove un milione di dollari ti permette di comprare una casa mediocre in una zona così così, dove le tasse sono comunque care per i pochi servizi che vengono dati in cambio (eg: niente assicurazione sanitaria, niente università, scuole pubbliche buone solo in alcuni distretti, etc), e dove andare a mangiare al ristorante (benino!) non costa mai meno di $35 a testa! In più c’e’ un problema non irrilevante di prospettiva: se guadagni uno stipendio da $100,000 all’anno, in Silicon Valley sei praticamente “povero” – lo dico tra virgolette perchè è una cosa vergognosa da dire, ma quando tutta la gente attorno a te guadagna significatamente di più, il rischio è di perdere la prospettiva su ciò che è ragionevole e cò che non lo è. Guadagnare $100,000 all’anno di stipendio in Italia ti rende un benestante serio, con la villa e la macchina grossa, in America ti rende parte del top 5%, ma in Silicon Valley sei uno come tutti gli altri, per non dire che sei “Silicon Valley poor”!

La costa nord

Qual è la cosa che ti ha colpito/a di più la prima settimana e qual è la cosa che ancora oggi continua a colpirti?
Le distanze! Quello che in Italia mi richiedeva 10 minuti qua mi prende un’ora tra parcheggiare e navigare le strade e le freeway! Mi sono abituata a tenere da parte due ore per fare la spesa e 45 minuti per andare a un appuntamento, ma non smetto mai di stupirmi, o lamentarmi, del fatto che passo più tempo in macchina che a fare le cose che devo fare!

Tra 5 anni ti vedi ancora a San Francisco? Se sì, perché? Se no, dove vorresti essere?
Mio marito lavora nel settore dell’high tech, abbiamo due bambini di due anni che tra 5 anni saranno a scuola – e sono ormai più che certa che la nostra vita sarà qua. Ma nel mio cuore sogno una nuova avventura: rientrare in Europa, magari in Francia, oppure un trasloco in India o a Singapore, esplorare una nuova cultura con tutta la famiglia e non dare per scontato che, visto che abbiamo abbandonato una nazione per un’altra, abbiamo finito di crescere personalmente e culturalmente, che diamo per scontata la nostra apertura mentale quando abbiamo davvero vissuto solo in due nazioni…

I vigneti di Napa

Da quando vivi a San Francisco hai visitato altri paesi/città/regioni nei dintorni? Quali consiglieresti?
La California è tutto quello che ci hanno raccontato nei film, e poi ancora di più. Le bellezze naturalistiche che si trovano con solo un paio d’ore di macchina sono infinite: Yosemite e le sue cascate, le piste da sci con vista di Lake Tahoe, la costa di Big Sur, i vigneti di Napa e Sonoma, il golf e i leoni marini della penisola di Monterey, la costa segreta che porta fino a Mendocino… non so se se ne puo’ scegliere uno solo!

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?
La famiglia, e il senso di comunità: la possibilità di avere a pranzo i nonni e a cena i cugini, di potere avere sempre qualcuno su cui potere fare affidamento, le relazioni che rendono le persone di cui ti circondi affidabili e di fiducia… non che queste cose non si costruiscano, sia chiaro, ma ci vuole tempo e tanta tanta pazienza a costruirsi una famiglia che ci si sceglie invece che una che ti è già stata assegnata!

Quali posti consiglieresti per colazione e pranzo a chi visita San Francisco?
San Francisco è un fantastico “melting pot” di culture e cucine diverse e interessanti, soprattutto per il nostro palato più abituato a pasta e pizza che a pho e curry… per questo porto gli amici che mi vengono a trovare a fare brunch da Yank Sing, uno dei ristoranti piu’ rinomati per il dim sum. Cucina a bocconi, rigorosamente a vapore, con sapori e gusti di terre lontane – ma degni della più grande comunità cinese fuori dalla Cina! A pranzo invece si va da Swan Oyster Depot: 10 sgabelli attorno a un bancone del bar che vende sia piatti della tradizione marinara (ostriche e clam chowder) sia pesce fresco, anzi freschissimo. Da non perdere per un’esperienza che è essenzialmente del posto!

6423795381_e84ae2eeca_b

Cosa compri a San Francisco che non compravi quando vivevi in Italia?
La salsa di soia, fedele amica di mille marinature per pesce e carne, e lo sciroppo d’acero, eccellente sui pancakes ma anche sui cavolini di Bruxelles al forno!

Qual è la prima cosa che consiglieresti di visitare/fare a San Francisco?
La vista da Twin Peaks, alla Sutro Tower, e le colline di San Francisco dall’alto per rendersi davvero conto della geografia di una città così strana e affascinante!

Qual è la cosa che consiglieresti di evitare come la peste a San Francisco?
Il Pier 39 e Fisherman’s Wharf, le zone meno genuine (e purtroppo piu’ turistiche!) di tutta la città!

_

Vanessa DellaPasqua, nata in Romagna, emigrata in California da ingegnere, poi da imprenditrice, poi da consulente per start-ups. Le piace mangiare e viaggiare, da cui nasce la sua compagnia, Global Epicurean (www.globalepicurean.com), che porta turisti americani a mangiare in Italia. La trovate online a www.italyinsf.com, una piccola agenda di tutto quello che di italiano c’e’ nella zona di San Francisco. Vanessa ha una laurea in ingegneria dall’Università di Bologna e un MBA dalla University of California Haas School of Business.