NBM TorinoPer molto tempo ho avuto ricordi legati a Torino, senza esserci mai stato. Erano pezzi di film, indirizzi imparati a memoria, racconti altrui. Molto spesso sentivo dire che non fosse una bella città. La maglia quadrata delle sue vie, il freddo, il grigio. Per molto tempo la mia immagine è stata questa, la mia e forse quella di molti altri. Col passare del tempo, affioravano dettagli che gettavano una luce diversa. La “squadratura” per esempio, che sicuramente esiste, veniva controbilanciata da alcune figure tutt’altro che inquadrabili. Alessandro Antonelli, tanto per fare il nome più famoso. Un pomeriggio, sentendo la storia che stava dietro al costruzione della famosa Mole, a tutto pensavo meno che ad una città inquadrata e grigia. Era genio e sregolatezza, era immaginazione e fervore artistico. Piano piano, come era ovvio, si scoprivano aspetti molto più articolati, molto più interessanti dei luoghi comuni che avevano accompagnato molti dei miei ricordi. C’è anche da dire che non avevo mai creduto a quell’immagine. Senza una ragione e senza nessun merito, sapevo che non era come superficialmente la si descriveva, Torino. Perchè avevo letto di Mollino e Juvarra, avevo visto le luci d’artista una notte di gennaio, le installazioni di Cliostraat; avevo ascoltato, in una piazza freddissima – questo sì – un’esuberante e inarrestabile Carol Rama raccontare di arte, guerra e ragazze brutte. Per anni avevo costruito una città che era una via di mezzo tra l’idea altrui e la mia, quella che mi stavo costruendo senza mai metterci piede. Quando finalmente ho visto con i miei occhi non ho potuto far altro che confermare quello che avevo da tempo saputo: Torino mi era sempre piaciuta. Ogni volta che ci torno, penso che mi piaccia. Anche se non posso dire che mi piaccia tutto, trovo ogni volta che gli aspetti positivi siano di gran lunga superiori agli aspetti negativi che inevitabilmente ci sono. Per questa guida ci siamo affidati a dei torinesi ovviamente, ma buona parte anche sulle sensazioni provate andando in giro un paio di giorni con la sola idea di vedere una città un po’ più da vicino. Così ho scoperto musei piccoli e intensi, piccoli giardini e vie strette, grandi parchi e archeologia industriale, scorci visti in qualche film bellissimo (La Meglio Gioventù) e fotogrammi di film che non potrò mai più guardare in vita mia (Profondo Rosso). Così magari dopo essere usciti dalla Mole Antonelliana, magari farete un salto a vedere come si fa una cosa con una parete di 50 cm; oppure dopo aver visto quanta gente ci può stare al Valentino, potrete fare due passi lungo il fiume con più tranquillità ed arrivare fin sotto la casa di Emilio Salgari, da dove partivano tutti i suoi viaggi immaginari. Potrete fare una sosta ai giardini di Piazza Cavour o mangiare una sera vicino al motovelodromo al Circolo De Amicis, degustare vini Da Bacco e molto altro ancora. Ora sta a voi, noi vi abbiamo dato solo qualche suggerimento.

Torino – La guida piccola (pdf): Hi Res (10 Mb) –  Low Res (707 Kb)

Istruzioni per l’uso: la guida è scaricabile gratis in pdf (alta e bassa definizione). Nasce come guida da stampare su foglio A3 che, una volta in mano, andrà ripiegato in 8 parti in modo da finire comodamente nelle tasche dei jeans. Piegarla non è complicato: si parte piegandola a metà per il lato più lungo (orizzontale) e, una volta fatto, la si piega per i lati verticali più corti in modo che formi una M. Volete un’anteprima per sapere come è fatta? Eccola:

 

Progetto grafico per NBM di Paolo Cagliero

Tutti i posti della nostra guida (e nuove aggiunte periodiche) li trovate anche nella nostra collezione Everplaces (consultabile anche via smartphone) dedicata a Torino:

un ringraziamento particolare a Donata, Marco e Laura, Paolo che ci hanno aiutato a scrivere questa guida: grazie per i  suggerimenti e grazie per il supporto logistico.

  • Simona

    Ho vissuto a Torino per qualche anno ed è una città che come poche mi ha lasciato un ricordo così vivo nella mia memoria…l’università, gli aperitivi, la notte di San Giovanni in compagnia di amici, il museo del cinema e questa sensazione di percorrere le vie del suo centro storico sentendosi piacevolmente a casa.

    Simona