Questa è la traduzione di un articolo pubblicato da Koty Neelis sul sito americano Thought Catalog. La versione originale è disponibile qui.

Nel breve periodo in cui sono stata una viaggiatrice con lo zaino in spalla, mi sono spesso ritrovata ad affrontare critiche di amici, familiari e sconosciuti sul perché viaggiassi da sola. Di solito, la preoccupazione o la critica non erano sul mio viaggiare da sola in generale, ma sul fatto che fossi una donna, e una donna che viaggiava da sola.

Considerati i tanti attacchi a donne viaggiatrici in India negli ultimi anni, queste preoccupazioni sono comprensibili. Queste notizie non fanno che rafforzare l’idea per cui il viaggiare oltreoceano sia pericoloso e temibile, e ancora di più se si tratta di una donna sola in un paese straniero.

Basti pensare ai tantissimi libri sulla falsariga di Sulla strada che parlano di un protagonista uomo che si imbarca in un cammino di scoperta interiore attraverso viaggi e incontri con nuove persone. Nelle storie che vedono come protagonista una donna in viaggio, la storia ruota sempre attorno alla ricerca dell’amore, ma nessuna si concentra mai su una donna desiderosa di scoprire il suo mondo e di imparare qualcosa di se stessa nel mentre.

Così, gli uomini che viaggiano sono ammirati per il loro coraggio e la loro personalità avventurosa e sono incoraggiati a intraprendere un viaggio da soli sin da giovani. Le donne che viaggiano da sole, invece, si trovano spesso a confrontarsi con giudizi, toni preoccupati e sopraccigli sollevati.

Non c’è bisogno di dire che viaggiare comporta sempre dei rischi, sia per gli uomini sia per le donne, da soli o in gruppo, ma spesso quando succede qualcosa a una donna in viaggio, innanzitutto la si incolpa per l’incidente e vengono messe in dubbio le ragioni per cui era in viaggio da sola. Non dovreste mai permettere alle opinioni della gente sui ruoli di genere di determinare cosa farete o dove andrete. Ecco alcune ragioni per cui viaggiare da sole, se si è donne, è dannatamente fantastico.

1. Le persone si prendono cura di te, specialmente se sei una donna

Sarò sincera: ci sono state alcune volte, in viaggio, in cui mi sono trovata a ripensare alla decisione di viaggiare da sola, chiedendomi se sarei stata al sicuro o se avrei rischiato di essere attaccata o molestata. La settimana prima di partire per il mio primo lungo viaggio zaino in spalla, mi ero sentita particolarmente vulnerabile, e mi ero chiesta in che situazione del cavolo mi stavo mettendo e se me ne sarei pentita. Al contrario, quella prima esperienza e ogni altra esperienza di viaggio in solitaria da allora non sono state altro che una serie di sorprese, specialmente nel notare quanto si preoccupassero le persone del posto e gli altri viaggiatori per il mio benessere. Le persone sembrano preoccuparsi doppiamente di me perché sono una donna che viaggia da sola: si accertano che abbia un taxi o un passaggio in ostello di sera, mi offrono di stare a casa loro per garantirmi che sarò al sicuro o mi mettono in contatto con amici fidati affinché il mio viaggio prosegua senza intoppi. Ed è sempre piacevole avere la sicurezza in più dettata dal fatto che le persone si prendono cura di te. So che i viaggiatori maschi non godono così spesso di questo trattamento.

2. Qualche volta è conveniente, e più semplice

Nell’approssimarmi al confine tra Costa Rica e Panama, ero preoccupata che l’attraversamento sarebbe stato un processo complicato. I viaggiatori con cui avevo parlato prima del mio viaggio mi avevano raccontato delle scocciature e delle discussioni che avevano affrontato sul confine. Mi avevano detto che gli ufficiali della dogana gli avevano fatto pagare più del necessario, gli avevano fatto storie per le loro tavole da surf e un’altra serie di scocciature. La mia esperienza fu totalmente priva di stress per la gran parte del processo e gli ufficiali uomini della dogana furono amichevoli e accoglienti. Anche altre viaggiatrici donne con cui parlai una volta arrivata a Panama mi raccontarono di aver avuto un’esperienza positiva al confine.

Altre volte ho ricevuto sconti soltanto perché ero una donna sola, in viaggio. A Bocas Del Toro una guida locale mi portò di isola in isola per trovare l’hotel con la tariffa migliore. Avrei potuto dormire in un ostello, ma il mio compleanno era alle porte (l’avevo raccontato alla mia guida) e lui volle vedere se riusciva a trovare un affare o una tariffa migliore per me. Mi portò in un piccolo hotel sulla spiaggia, gestito da una coppia di anziani panamensi che mi accolse cordialmente nell’hotel. Mi chiesero se fossi da sola e, quando risposi di sì, mi dissero “Per una giovane donna in viaggio da sola, la stanza costa 30 dollari a notte”. Solitamente, costava 60 dollari. Non male, come affare!

3. La gente vuole darti da mangiare! E offrirti da bere!

Durante lo stesso viaggio a Bocas Del Toro, trovai un piccolo ristorante carino affacciato sull’oceano. Decisi di concedermi un buon pasto. Il tempo era perfetto, 26 gradi, il vino era delizioso e mi stavo godendo il momento, riflettendo sulla vita. Poco dopo, una coppia di anziani si sedette a un tavolo vicino al mio e mi chiese se volessi unirmi a loro. Non vollero accettare un no come risposta. Un’ora dopo ero diventata rapidamente amica di Bob e di sua moglie Sheryl. Erano canadesi e avevano girato il mondo insieme. Parlammo di tutto, dalle nostre ambizioni alla politica e tutto quello che può starci in mezzo. Rimangono, ad oggi, la miglior coppia di anziani al mondo. Insistettero per farmi provare diversi piatti offerti dal ristorante e continuarono a ordinare da bere. Alla fine della serata, mi impedirono di pagare anche un solo dollaro: volevano regalarmi una magnifica serata come premio per il coraggio che avevo avuto nel mettermi in viaggio da sola. Mi sono capitate situazioni del genere più volte, in viaggio. Forse il genere non c’entra e le persone sono affascinate da tutti i viaggiatori solitari, ma poco importa, è sempre bello fare nuove amicizie.

4. La logica ‘ma sei una donna’ non dovrebbe mai fermarti

Mi stupisco sempre di quanto, anche nel 2013, la gente possa essere limitata. Nonostante il fatto che mi madre abbia sempre appoggiato i miei viaggi, qualche volta dice cose come “ma sei una donna”, in risposta a cose che vorrei fare. Di recente, la frase è saltata fuori quando ho discusso la possibilità di guidare dal Michigan a Houston per farle visita. “Da sola!?”, mi ha chiesto. Sì, da sola. “Ma… sei una donna. Dovresti farti accompagnare da qualcuno”.  Ah, mia madre. Le voglio un bene dell’anima ma qualche volta questa mentalità mi fa saltare i nervi. Non è solo lei, il problema. Anche altre persone mi hanno detto la stessa cosa. “Ma sei una donna”. “Pensi davvero che sia il caso di farlo, visto che sei una donna?”. Come se, solo per il fatto di essere dotata di una vagina, io fossi incapace di mantenermi al sicuro, prendere decisioni lucidamente o di proteggermi.

Se hai paura di viaggiare da sola o se hai paura di viaggiare e basta è una cosa, ma non aver paura di viaggiare soltanto per il tuo genere.

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Koty Neelis è una scrittrice e viaggiatrice che non sa esattamente in che città vivere o a che ora andare a letto. Potete leggerla su Thought Catalog o sul suo tumblr personale.

La foto in alto e in homepage è stata scattata da Martina K.

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  • ta

    GRAZIE

  • Mamma in Oriente .

    Più che per questi vantaggi pratici, io consiglierei ad una donna di viaggiare sola perché avere il coraggio di farlo, riuscire a superare i tanti problemi che inevitabilmente si presentano con un viaggio itinerante e godersi la bellezza dei luoghi nonostante i tanti pregiudizi della gente, arricchisce la propria autostima come poche altre cose. Non ho sempre viaggiato sola, ma quelli in solitaria sono i viaggi che mi suscitano i ricordi più intensi.

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  • Maddalena Shantaram Babini

    concordo pienamente su tutti i punti e ne aggiungerei tanti altri!