La mia definizione di weekend a Parigi non include: l’aggettivo “romantico”, un fidanzato, cioccolatini, macaroon o la categoria “moda”, declinata in qualsiasi modo possibile.

La mia definizione di weekend a Parigi spazia da una tre giorni dedicata interamente alla scoperta dei musei e delle gallerie di fotografia della città a due giorni con amici di cui uno passato interamente a piedi tra Tour Eiffel, Musee du quai Branly, Louvre e una quantità discreta di vino à la ficelle.

Nel nostro weekend a piedi, dal cielo bianco latte e dal freddo tendente al pungente, abbiamo ignorato l’articolo del New York Times su come gli hipster avrebbero rovinato Parigi (anche a colpi di brunch) e siamo andati, appunto, a fare un brunch, che si è rivelato: economico, casinista, buono. Il locale dai tre aggettivi positivi è La Cantoche Paname, in Rue de Montmartre (no, la rue non è a Montmartre), nel 2em arrondissement, a pochi passi dalla metro Bourse. Ma prima di cominciare a parlare del brunch, due parole per il nome del locale. Cantoche in francese vuol dire mensa, la mensa scolastica, quella che a nessuno piaceva perché faceva la zuppa di verdure, il pesce insapore e i ghiaccioli solo una volta. D’estate. Della mensa scolastica Cantoche riprende lo stile (le sedie sembrano, o sono, quelle di una classe, il menù è scritto a modello di quaderno delle elementari) e la giocosità: pistole ad acqua appese ai muri, fotografie vintage di scolari in braghe corte e qualche barbapapà sparso in giro. Segue foto:

Ai giochi da bambini si alternano giochi da (ehm) giovani adulti (leggi: action figures), così da non far sembrare il locale un parcheggio per famiglie, specialmente di domenica. E il locale, in effetti, non è un parcheggio per poppanti: ci sono giovani dai 20 ai 35/40 anni, una parigina solitaria che legge assorta la sua copia di Elle Francia e due o tre tavoli di coppie che potrebbero essere i miei genitori, ma non lo sono, perché i miei non afferrano il concetto di brunch. Ci sediamo al tavolo (consigliato prenotare) e scegliamo tra i 2 menu brunch a disposizione: bagel + insalata + patate oppure uova strapazzate + salmone affumicato/bacon/formaggio + insalata + patate e dolce; le bevande a scelta includono caffé (discreto), cappuccino e simili e succo d’arancia a volontà. Ordiniamo e, mentre aspettiamo i nostri piatti, siamo inondati di cestini di viennoiserie appena sfornata, baguette tostate e croccanti al punto giusto e 2 vasi di nutella da 800 grammi l’uno, più burro e marmellata, sempre in vasetto direttamente al tavolo.

Il succo de La Cantoche, insomma, è proprio questo: ti portano il barattolo di nutella e di marmellata (bonne mamança va sans dire – mediocre se paragonata alla nostra Rigoni di Asiago, ma insomma) direttamente sul tavolo. E tu puoi dire addio a qualsiasi principio di dieta: la ferrea volontà della più rigida delle donne scricchiola davanti ai mini pain au chocolat, vacilla con le baguette croccanti e cede rovinosamente nell’estrarre il coltello immerso nella crema di nutella, una spada nella roccia della panza che verrà. Tutto qui? Tutto qui. I piatti che abbiamo ordinato non tardano ad arrivare e sono abbondanti: le patate sono leggere e croccanti (niente frites, grazie al cielo) e il bagel è buono, così come l’insalata (niente iceberg, meraviglia!). I sapori sono classici, non sono troppo ricercati, ma sono onesti. Come i camerieri che ci riempiono le tazze di caffè: qualcuno estremamente amichevole, qualcuno scostante e qualche altro ammiccante.

Concludiamo il brunch con il dolce (gaufres o fromage frais o macedonia) e ce ne andiamo al Palais de Tokyo (dove ci attende una mostra decisamente lynchiana).
Il tutto per 21 euro, un prezzo onesto per Milano. Figurarsi per Parigi.

Dove:
Cantoche Paname
97 Rue Montmartre,
75002 Paris, Francia
+33140410962

PS. di Parigi abbiamo appena pubblicato una Guida Piccola: è gratuita, in PDF, stampabile e tascabile. Non ci troverete indirizzi tradizionalmente turistici (niente Louvre, per dire) ma consigli insoliti compilati (e fotografati) da chi in città ci vive.