Ero nella pancia di mia madre quando passò in televisione la pubblicità della vendita di una casa in un nuovo condominio a Valgoglio.

I miei genitori cercavano da tempo una casa su queste montagne, in Val Seriana, nelle Alpi Orobie, trovando in questi condomini un buon compromesso per una casa per le vacanze. Valgoglio (Valgòi) è tipico paesino di montagna, il paesino dove nessun bambino vorrebbe mai crescere, tanto meno passarci le vacanze. Eppure riesce a farsi amare.

Tutte le estati della mia infanzia le ho passate qui, trovando un gruppo di amici che mi hanno accompagnata in piccole avventure (perché da piccoli tutto è un’avventura), tra passeggiate e giochi di fantasia tra i boschi.

Tra le prime e più conosciute passeggiate nel paesino c’è il percorso vita che porta al Belvedere, una strada tra i boschi non troppo faticosa che finisce su uno strapiombo con una vista da mozzare il fiato. Da qui si vede tutta la valle e i paesini, tra cui Novazza, la frazione di Valgoglio dove si trova la miniera, ora dismessa, dalla quale un tempo si estraevano uranio, argento e ferro, orgoglio del paese. La leggenda dice che queste miniere siano ora chiuse per conservare le riserve di uranio. La parte che preferisco di Valgoglio è la Centrale idroelettrica di Aviasco, da cui partono varie passeggiate fra i boschi di diverse difficoltà, passando per l’omonimo torrente Aviasco che, quando si scioglie la neve, esonda e rende impossibile attraversarlo.

Dalla Centrale parte il percorso verso la Val Sanguigno, una delle mete più frequentate anche per la bassa difficoltà del tragitto, valle molto colorata grazie all’omonimo fiume che crea pozze e cascate che si gettano nel Goglio. Più in alto si trova la Località Selvadagnone, un piccolo altopiano, dove quest’estate ho mangiato i buonissimi prodotti artigianali all’agriturismo conosciuto come  e chiamato Ca’ di Raccoggi Shisha Pangma (in tibetano “cresta che si alza dal pascolo”). Una volta a Selvadagnone, alla festa degli alpini, sotto scie di aquiloni colorati, ho mangiato il mio primo agnello alla peruviana, che si prepara cuocendo la carne in un buco nella terra.

Da qui e dalla Centrale parte il Giro dei Cinque Laghi, del quale io sono riuscita a raggiungere solo la prima tappa. Questo giro porta fino ai laghi artificiali Nero, Campelli, Succotto, Cernello e Aviasco, situato a 2070 metri di altezza. Per i più esperti è d’obbligo segnalare i sentieri e le mulattiere segnalate dal CAI che arrivano fino alle vette delle Orobie, come il Pizzo Salina, a 2495 metri sopra il livello del mare. La mia passione per la fotografia ha trovato qui grandissima ispirazione, quest’anno finalmente ho trovato il coraggio e ho fotografato la mia montagna colorata d’autunno e con le nuvole poggiate su di essa, creando quasi un autoritratto.

Molte delle foto sono state scattate in località Bortolotti, dove si trova uno dei rifugi che conosco fin da piccola, che sta ai piedi di questa immensa montagna. Uno dei passatempi che da piccola avevo era andare il mercoledì mattina al mercatino di Gromo, borgo medievale e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La sagra di Gromo che più amo è Arti e mestieri, un percorso per tutto il borgo tra le vecchie arti medioevali in costume con falchi, combattenti e tiro con l’arco, camminando per le stradine di questo paesino con il profumo di polenta preparata al momento in pentoloni, tra numerose bancarelle di artigianato locale.

Da Gromo si arriva alla frazione di Spiazzi di Gromo, dove si trova un importante impianto sciistico, il parco sospeso e la pista da bob. Io purtroppo non ho mai imparato a sciare, e ho goduto poco del piacere di salire in questo luogo meraviglioso d’inverno, ma d’estate è un vero e proprio paradiso verde.

Uno spettacolo per gli occhi da non perdere sono le cascate della Val Seriana, le più grandi d’Italia e le seconde d’Europa. Una leggenda narra che si crearono quando l’amato di una megera non corrisposta fu rinchiuso nella torre di un castello, e pianse talmente tanto che fece sprofondare tutto, dando vita alla valle e alle sue cascate.

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Foto e parole di Francesca Di Vaio | Facebook

  • Francesca Stringbass

    Ne varrà sicuramente la pena! 🙂
    Grazie a te.

  • Matja Mattia

    Grazie Francesca!! spero tanto di vederli questi luoghi, me ne hai fatto venire voglia!! baci